Il bello della diretta

Mi hanno messo davanti a una telecamera, oggi, abbastanza casualmente. Niente di eclatante, ma era pur sempre un occhio elettronico, anche se i patti erano che dovevo guardare la ragazza che reggeva il microfono, ma mi intimidiva anche lei e quindi il movimento delle mie pupille era abbastanza da schizzato.

E quindi dovresti dirci come secondo te si potrebbe incentivare la partecipazione dei giovani alla vita cittadina“. Ecco, uno poi pensa sempre di conoscere la città in cui vive da 27 anni, che non sono esattamente pochi ma nemmeno troppi, pensa sempre “ah se avessi davanti un microfono glielo direi io che cosa si dovrebbe fare“, poi quando arriva il momento non ti viene in mente assolutamente nulla del posto in cui vivi, di quali problemi possa avere e delle lamentele non rimane altro che una pallida rimembranza.

Sarà che la telecamera intimidisce, ma si diventa mansueti quando qualcuno ti chiede che cosa non va, sarà che non ci si è abituati, a sentirsi chiedere se si potrebbe cambiare qualcosa. Sarà che non c’è il mare a Ferrara. Quanto ti piazzano casualmente davanti a una telecamera sembra quasi che vada tutto quanto alla perfezione.

Fortunatamente sono rimasto abbastanza giovane (o forse sono già abbastanza invecchiato) da non dare risposte accomodanti. Però è stato abbastanza avvilente rendersi conto che non si ha la minima idea del posto in cui si vive. Poi vogliamo fare i sociali, i creativi, gli organizzatori, vogliamo soprattutto criticare (a qualsiasi livello) e non sospettiamo nemmeno l’esistenza, che so, di un’associazione ufficiale di graffitari o che il Comune non ti offre nemmeno carta e penna se ti viene in mente un’idea. E sottolineo il se.

Categorie: Società

E’ arrivato

Dopo tre mesi di cammino a piedi dall’Umbria, Paolo De Guidi è arrivato ieri a Canterbury dopo aver percorso a ritroso tutta l’antica via Franchigena. E io che l’ho seguito con emozione dal primo giorno sul suo blog, giorno dopo giorno, passo dopo passo, sono contento per lui e mi pare di rivivere un po’ l’impresa di Simone e Marco di ormai tre anni fa. Non c’è cosa più bella di raggiungere finalmente la meta agognata (in questo caso una ragazza) conquistandola con tenacia e convinzione, cercando di superare i propri limiti e stravolgendo un po’ le proprie pigre abitudini quotidiane.

Categorie: Segnalazioni

La presunta santità di Dente

Alla fine al segretissimo concerto di Dente a Milano per la nuova edizione di Pronti al Peggio c’eravamo anche noi di Ciccsoft. Ammassati in un appartamento ben oltre la legale capienza, con le scorte di alcol e cibo (e ossigeno) finite prima ancora di iniziare a suonare, e tanta voglia di ascoltare il “miracolo” della canzone italiana: un cantautore ironico e romantico, acido e tenero, semplice quanto raffinato, che canta di amore anche se non è bello.
Un concentrato di doppi, tripli, quadrupli sensi (le cose che contano) riversati in una cucina milanese, che era Milano ma poteva essere Torino, Bari, Roma, Napoli: praticamente ovunque. E battere le mani viene spontaneo quanto scattare fotografie. Le nostre, qui sotto:

Pronti al Peggio ricomincia con il concerto casalingo di Dente, appunto. Una cosa bella, che sarebbe da riproporre dovunque ci sia voglia di spostare piante e divani e fare spazio per la buona musica. E se nessuno ci dedica una canzone, “sarebbe anche ora di chiedersi perché” (cit.).

Categorie: Musica, Segnalazioni

Naturalmente scomodo

C’è qualcosa che non va nello spot di iPad, e me n’ero accorto già al momento della presentazione: la postura di chi lo utilizza. Ora che girano i primi spot la cosa diventa talmente imbarazzante da risultare una simpatica presa in giro a chi ci sbava sopra. Guardate attentamente il video e vediamo quante posizioni assurde riuscite a scovare. La verità è che iPad è scomodo da tenere sulle ginocchia, e per guardarlo da seduti occorre tenerlo su con una mano - mica come i portatili - avendone quindi solo una libera per utilizzarlo.

Come han risolto i creativi Apple? Mostrando solo persone che hanno le gambe per aria in posizione completamente innaturale pur di poter giocare con il loro iPad in maniera comoda. D’altronde chi di voi non muore dalla voglia di mettere le gambe sulla scrivania pur di poter utilizzare un tablet? Una volta si chiamava pubblicità ingannevole, ma se ha la mela sopra si sa che c’è la fuori un mondo che è pronto a giustificare un po’ qualsiasi cosa.

Categorie: Hi-tech

Stanotte vi faremo a fumetti

Una sera al Locomotiv, a Bologna, dove c’è chi disegna su una tela bianca, chi mette musica, chi guarda e chi balla. Poi i ruoli iniziano a confondersi, chi disegnava ora ancheggia in console, chi sceglieva la musica adesso sta disegnando. Chi guarda balla, chi balla si ferma a guardare.

Per il Bilbolbul, festival internazionale di fumetto, al Locomotiv sabato sera è andato in onda un “Picnic Party“:dieci disegnatori hanno portato pennarelli e pennelli, hanno steso la tovaglia bianca in mezzo alla pista, e hanno iniziato a disegnare.

Le foto della serata (clicca sulla miniatura per vedere l’immagine ingrandita):

Categorie: Arte, Varie

Costa aveva ragione

Il McItaly fa miseria. Sembra un panino normale, con ottimo pane e ottima insalata (a differenza del solito è verdissima). La carne che dicevano migliore mi è sembrata solo più gommosa, e manca una qualsiasi salsa a fare da collante. Non è McDonald’s insomma ma qualcosa di troppo semplice e salutare. Ridatemi il pane col sesamo, il cetriolo nel mezzo, le salse rosa traboccanti dai lati. Viva il Burger King, viva il Whopper, viva l’America.

Categorie: Segnalazioni, Varie

E’ tempo di scoprire un po’ il fianco

La verità è che a quella copia ci ero affezionato, quando compro un libro quel libro rimane mio per sempre, lo marco a fuoco con le mie impronte perché sia un territorio di nessun altro, ci pianto i semi della mia meraviglia. Sono restìo a condividere o a prestare le mie cose: sono geloso di tutto quello che mi appartiene.

Impronte lasciate sui libri, pagine che non ne vogliono più sapere di essere scritte.

Un racconto, in quattro puntate, ogni sabato. L’ha scritto Gaia.

Categorie: Mondo blog, Racconti, Segnalazioni

Sono come noi ma si sentono meglio

Un paio di quelle frasi sono scappate anche a me: ecco il breviario dell’impeccabile indie-snob. Quello che sa trovare commerciale la band che per voi è sconosciuta. Quello che non si accontenta di un dj-set improvvisato con dieci inediti, perché non hanno fatto il pezzo del ‘94 registrato su una cassetta ormai smagnetizzata. Quello che comunque scegli, sarai sempre sfigato.

Un blog destinato comunque a rapido decadimento, perché a breve diventerà di moda essere indie-snob, e poi sarà di nuovo hype snobbare chi snobba, e snobbare chi snobba chi snobba, e snobbare chi snobba chi snobba chi snobba… ecc.

(via dietnam)

Categorie: Mondo blog, Musica, Segnalazioni

Vincere a tavolino

Nello sport c’è un’eventualità nota a tutti e che da sempre regola ogni incontro tra due squadre nel caso una di esse non si presenti. Si chiama “vittoria a tavolino“.
Ovviamente i tifosi della squadra che non si presenta saranno poi furibondi con i calciatori, con la dirigenza, e lanceranno i peggiori insulti. Tuttavia non si sentiranno privati del loro diritto di seguire il calcio e tifare la loro squadra per episodi simili. Per quest’anno sarà andata così, si è perso il match, la qualificazione o la coppa. Pazienza, ci si rifarà al prossimo giro. Nessun tifoso di chi ha perso a tavolino si sognerebbe di dare la colpa alla squadra che ha vinto senza giocare, la quale vuoi per sportività, vuoi per spirito di competizione, avrebbe senz’altro preferito disputare l’incontro e vincere sul campo. Nemmeno la dirigenza o la squadra stessa si sognerebbe mai di insultare l’avversario, reo di aver vinto a tavolino per colpe che non ha e che evidentemente sono tutte da ricercare tra i vinti, siano esse burocratiche, di negligenza o di natura sportiva.

Questo accade nello sport. Fosse pure la Juventus o l’Inter o una squadra blasonata, ognuno sa che ci sono scadenze da rispettare, carte e scartoffie da consegnare per iscrizioni e altro, e queste valgono per tutti.

Quale parte della frase “vincere a tavolino” non è chiara al nostro presidente del consiglio? Quale malsana abitudine da persona ricca e potente gli fa pensare non che possa, ma che sia giusto, non rispettare una regola così basilare? Davvero il mondo del calcio è moralmente migliore di quello dell’illuminata dirigenza politica italiana? Di questi tempi parrebbe di si.

Categorie: Attualità, Politica

La lacrima facile

Non ho più l’età per vedere un film di Clint Eastwood. Più passano gli anni, più aumentano i kleenex che mi devo portare al cinema. Ma a parte questo dettaglio, vanno puntualizzate alcune cose dopo la visione di Invictus:

Invictus

- il rugby è uno sport divino
- chi ama il rugby DEVE andare a vedere questo film
- la riproduzione della partita tocca livelli commoventi di fedeltà: dallo stadio ricolmo e urlante, alle maglie (le maglie erano perfette, esattamente quelle del ‘95), ai, che so, cartelloni pubblicitari (gli stessi dell’epoca), alle azioni di gioco, fino ad arrivare al rumore degli zigomi fracassati.
- lo sport è una cosa dannatamente seria, ed epica, e sentimentale, e toccante, e profondamente “umana”. Basta snobbarlo, una volta per tutte.
- Freeman è un’icona, non un attore
- se sono stato sul punto di scoppiare in lacrime, comunque, non è stato tanto per il trionfo sudafricano, o per Mandela stesso, quanto per i discorsi, le conversazioni di Madiba con il suo staff: lo so, è cinema, è Clint Eastwood, è tutto romanzato, soprattutto è una situazione così particolare e dunque irripetibile, non confrontabile. Ma se lo raffronto a noi, all’Italia, a oggi, non potevo fare altro che iniziare a frignare come un bambino.

La stessa scena che si ripete ad ogni film di Clint. Tu sia maledetto.

Categorie: Cinema

Tremendamente stronzi

Tremendamente belli. O tremendamente tristi. Felici, o incompresi. Intelligenti, o molto stupidi. Particolarmente brillanti, o teneramente  ritardati. Sottilmente citazionisti, o vagamente approssimativi.

Siamo tutto e il contrario di tutto, nei nostri blog, nei nostri tumblr, nei nostri profili di facebook e twitter. Vite recitate a colpi di status, ovazioni a colpi di ‘mi piace’, affetto snocciolato tramite commenti o reblog.

Siamo quasi tutto, ecco. Così la baracca sta in piedi, lo spettacolo funziona. Una specie di tacito accordo: diamo il meglio e il peggio di noi, mai il “medio”. La parte più umana di noi stessi, quella da ‘paese reale’.

Non mi ricordo l’ultima volta che ho letto su uno dei nostri profili di quanto siamo stati stronzi. Eppure stronzi lo siamo, spesso. Non felici, non tristi: stronzi, che è ben diverso. O cattivi: non feroci e nemmeno inutili. Cattivi. Sottili sfumature.

Da bravi censori omettiamo qualsiasi dettaglio che ci possa rendere uguali a quello che siamo. Lo so, lo so: nel fare questi discorsi nel 2010 si finisce per passare molto più che moralisti, paraculi, retrogradi, ingenui o retorici. Se il paese è reale, la rete è più reale del paese stesso.

E se ogni tanto, tanto per rendere più credibile la parte migliore di noi stessi, tra un rimpianto, un ricordo e una dimostrazione di quanto siamo sfaccettati e così “liberi”, ammettessimo quanto siamo mediocri?

Comincio io: oggi ho mentito, abbastanza spudoratemente e con mezzi da dodicenne, per ottenere soltanto qualche giorno di libertà.

(Se vi viene in mente qualcosa che non merita di finire nei vostri status o nelle vostre dashboard, scrivetela pure qui sotto)

Categorie: Personale

Per un nuovo miracolo italiano

D’altro canto, già il 6 aprile, in una conversazione tra gli imprenditori Francesco Maria De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell’impresa Opere pubbliche e ambiente Spa di Roma, associata al consorzio Novus di Napoli e il cognato Gagliardi si capisce che c’è attesa per le mosse di Balducci sugli appalti: “Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c’è un terremoto al giorno”. “Lo so”, e ride. “Per carità, poveracci”. “Va buò”. “Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto”.

da Repubblica.it - La cricca degli appalti

Categorie: Attualità, Politica

Persi, per l’ultima volta

lostbiancoCome ebbi modo di dire l’anno scorso:

C’è un giorno preciso in cui mi stuzzica un sottile piacere e sono pervaso di simpatica frenesia. Cade una volta sola all’anno ed è secondo in intensità solo al giorno in cui va in onda la season finale di Lost, in maggio: è il giorno in cui va in onda la season premiere di Lost. Ed è OGGI.

C’è un giorno preciso in cui mi solletica un sottile nervoso e sono circonfuso di simpatica agitazione. Cade una volta sola nella vita ed è secondo in intensità solo al giorno in cui va in onda l’ultima season finale di Lost, in maggio: è il giorno in cui va in onda, per l’ultima volta, la season premiere di Lost. Ed è OGGI.

Categorie: Tv

Nota a piè di pagina

C’è un modo molto veloce e spiccio per informarvi sullo state di salute psicofisica dei due fondatori nonchè gestori del noto multiblog (sarebbe meglio dire bi-blog, dato che scappano tutti come ladri, nessuno escluso) denominato ‘Ciccsoft’.
Basta notare che quest’anno è saltata la compilation di fine anno, che è come dire che salti il Natale, cosa mai avvenuta in 2000 anni di storia.

Ci hanno davvero preso tutto, E.

Categorie: Personale

Dichiarazione d’amore

Non resta che trovare un locale che la suoni, dove andare a ballarla.

Categorie: Musica



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