S  C  H  U  M 

S  C  H  U  M  I  S  S  I  M  O  !

Schumacher mi è simpatico. OK, mi sono tolto questo sassolino, l’ho detto. Non parla italiano è vero, potrebbe anche sforzarsi, ma non mi interessa poi molto, nemmeno per principio come qualcuno potrebbe giustificare la faccenda. Quando Schumacher guida la sua Ferrari, ed è quello per cui è pagato (troppo), lo fà in maniera divina. E’ perfetto in ogni cosa, lui, la macchina, i meccanici. Non quella perfezione che ha un computer, un freddo calcolatore, di errori ne fa anche lui a volte. E’ perfetto nella sua umanità. E’ un campione vero. Di quelle persone che all’interno del grande Circus le devi per forza stimare per quello che sono capaci di darti. Gli dai in mano una macchina e sai che la sfrutterà al 100%. E’ commovente vedere la Ferrari gioire, festeggiare, esaltare questa perfezione all’interno della scuderia raggiunta in anni e anni di duro sacrificio e lavoro. Schumacher è arrivato alla Ferrari quando era una carriolina che a fatica portava a termine una gara. Ne ha fatto con pazienza una squadra potente, affidabile e competitiva. L’ha portata sul tetto del mondo dopo 21 anni e li l’ha lasciata, per 4 anni a crogiolarsi nella perfezione. Non c’è niente da fare: i meccanici, i piloti, le donne delle pulizie (come disse anche Schumi qualche tempo fa), fanno il loro lavoro con dedizione e passione, fino in fondo, per conseguire l’obiettivo raggiunto oggi. Nessuna altra scuderia è oggi altrettanto competitiva. Io non vedo Ron Dennis andare a cantare l’inno sotto il palco con i meccanici quando vince la Mc Laren, non vedo i meccanici rasarsi la testa per un mondiale vinto, o salire sul podio con le parrucche… non li vedo uniti nelle sconfitte e nelle gioie con i loro piloti, non sono insomma “squadra” così come lo è la Ferrari. La grande famiglia in rosso. Una famiglia italiana. Gli ingegneri e i tecnici stranieri che lavorano alla Ferrari si sentono parte di questa italianità, e si rendono conto del calore con il quale si lavora in questa scuderia. Il marchio Ferrari, rappresenterà certo un simbolo d’elite e snobismo per l’industria automobilistica, ma sportivamente è quello che maggiormente fa battere il nostro cuore tricolore sportivo (calcio permettendo…) e tiene alto l’orgoglio del nostro paese in tutto il mondo. Riposatevi pure Schumacher, Barrichello, Todt, Brawn, Martinelli…la stagione è finita nel migliore dei modi e non possiamo fare altro che ringraziarvi di cuore per le emozioni che anche quest’anno avete regalato ai tifosi. Il prossimo anno sarà ancora più dura, con le Williams tornate competitive, ma noi saremo sempre li a tifare e a seguirvi, e sappiamo che anche voi sarete in pista con il massimo dell’impegno a tenere alto il grande cuore rosso di Maranello.

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