Marco Vitale, uno dei più

Marco Vitale, uno dei più stimati economisti d’azienda italiani
è da tempo attento osservatore dei conti della serie A
“Le banche favoriscono
le squadre in rosso”

di ETTORE LIVINI

Marco Vitale
 

MILANO – “Il calcio? Inizia a dare qualche segnale di responsabilità, come testimonia l’ultimo “poverissimo” calcio mercato. Ma nei bilanci non ce n’è ancora traccia”. Marco Vitale, uno dei più stimati economisti d’azienda italiani, è da tempo attento osservatore dei conti della serie A. E, malgrado le timide aperture di credito, rimane ancora molto critico sulla gestione dei club.

Professore, cosa devono fare le società per scacciare lo spettro dei crac finanziari?

“Devono tagliare i costi, gli stipendi di giocatori, allenatori e dirigenti. Quello che si è fatto finora è insufficiente. Il sistema è ancora cementato da interessi trasversali consolidati, pensi solo ai procuratori, che hanno tutto l’interesse a tener alte le spese e fanno muro contro la ragionevolezza”.

Qualcuno sperava che con lo sbarco dei club in Borsa la situazione migliorasse…
“Io invece mi auguravo che sul fronte della corretta gestione l’esempio del Chievo facesse scuola. E in effetti squadre come Parma e Bologna si sono date un’amministrazione responsabile. Ma per i grandi non è successo”.

In che senso?
“Nel senso che la Juve è l’unica ad avere un bilancio equilibrato. Il Milan ha un azionista che si può permettere di spendere in libertà perché grazie al calcio ottiene vantaggi su altri tavoli e alla resa dei conti scarica le perdite (in realtà così dimezzandole) sui conti Fininvest. Roma e Lazio invece hanno ricevuto un aiuto non normale dal sistema bancario”.

Secondo lei perché?
“Perché una squadra non è una fabbrica di bulloni. Si incrociano poteri di vario genere, esistono adeguati tavoli di compensazione. Per cui le banche, che con altri settori sono meno generose, compensano in altre sedi l’onere della loro esposizione con il pallone. La loro benevolenza ritarda il risanamento del calcio italiano”.

E allora a cosa bisogna aggrapparsi per sperare in una gestione più sana dello sport nazionale?

“Ci penserà la nuova licenza Uefa. La gestiscono i tedeschi, gente seria. Dal 2006, quando i paletti finanziari per i club saranno irrigiditi, non ci sarà scampo: chi non avrà i bilanci in ordine, molto semplicemente, non giocherà”.

Ovvio che le favoriscono..i conti delle squadre in rosso…quale banca ha i conti non in rosso? O sa consigliare investimenti validi? Esempio a caso, la banca d’Italia!

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