Fine febbraio
Sotto gli occhi un pò assonnati
di una luna senza peli
ci son giostre girotondi
letti pieni e mezzi pieni
qualche vecchio equilibrista gioca con la mezzeria
spende tutta l’allegria che può
Sotto il naso raffreddato
di una luna senza peli
c’è un presepe tragibuffo
qualche stauina in piedi
sopra il muschio e sotto il cielo
proprio in piena lotteria
tutto torna e torna via
di qua
Fine febbraio
fine febbraio
un giorno in piu
di fine febbraio
Sotto il naso arrotondato di una luna senza peli
c’è chi riesce anche a dormire
e si perde in ciò che vedi
quel che conta non si vede
lo puoi solo immaginare
certi sogni sanno sanguinare un pò…
Sotto i denti un pò cariati di una luna senza peli
ci son fuochi, fuochini, scintille
gocce, laghi, ghiaccio e bicchieri
ci son specchi che a quest’ora
sono sempre i più sinceri
a volte vedi la frontiera da te
Ma chi
ma chi
chi mi troverà
ma chi
ma chi
mi proteggerà
ma chi
ma chi
avrà cura di me
in mezzo a tutto quello che c’è
Sotto i denti un pò cariati di una luna senza peli
ci son fuochi, fuochini, scintille
gocce, laghi, ghiaccio e bicchieri
ci son specchi che a quest’ora
sono sempre i più sinceri
a volte vedi la frontiera da te
Fine febbraio
fine febbraio
un giorno in piu
di fine febbraio
Fine febbraio
un giorno in piu
di fine febbraio.
(Mauro Pagani e Luciano Ligabue - Fine febbraio)

Lui è fuori dal tunnel…
Pane al pane
Dalle foibe a Nassirya: di chi sono i morti?
Deve essere stata l’euforia del dopoderby, l’esplosione incontrollabile di emozioni di un tifoso esaltato dalla rimonta dopo essere stati sotto di due reti; certo è che l’intervento del presidente del Milan e (malauguratamente o no) nostro capo di governo Silvio Berlusconi al termine di Milan-Inter di sabato sera è giunto come un fulmine a ciel sereno. Ritengo che sia giusto, da parte di un presidente, bacchettare il proprio allenatore o stuzzicarlo con qualche frecciatina in pubblico, ma tenere una lezione di tattica e schemi, secondo i quali la propria squadra dovrebbe giocare, di fronte alla stampa mi è sembrato del tutto fuori luogo e soprattutto irriverente nei confronti di Ancelotti, un mister ai vertici ormai da parecchio tempo e che solo sei mesi fa portava in bacheca una Champions Legue. L’errore, se solo questa parola fosse concepita dall’ infallibile “presidente che più di ogni altro ha vinto nella storia del nostro calcio” (così si è autodefinito), è stato nel denigarare il mister rossonero ai sette venti, perchè è risaputo in ambito calcistico che, chi più e chi meno, ogni propietario di società si intromette nel lavoro del coach, ma in via privata e con il dovuto rispetto (almeno così dovrebbe essere).
Lo scopriremo solo vivendo…
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