Melissa P. e la sua …

Melissa P. e la sua deleteria influenza sulle adolescenti.

Qualche tempo fa mi trovavo in un’orribile libreria che frequento per puro masochismo. Mentre sorridevo con aria ebete abbracciando Goethe e Mann, mi scontrai con una montagna di copie di “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire”. L’esperienza fu traumatica fin dal primo istante. Contemplai con aria persa l’ ignobile opera prima di Melissa P. e ne lessi qualche pagina per curiosità, dato che tutti ne parlavano.
Dopo aver riposto il libro mi dissi:
“Vecchia mia, avevi ragione a preoccuparti. La tua generazione fa schifo, ma questo è veramente troppo.”

Melissa P. è senza alcun dubbio una persona profondamente frustrata.
Ma che si sia inventata tutto o meno, non è affar nostro. Resta il fatto che il suo stile è piatto e poco convincente.

Considerando la globalità dei lati negativi legati al suo successo, il peggiore è senza alcun dubbio il conseguente rimbecillimento da parte di tutte le sedicenni dotate di una personalità instabile.
Si tratta di un fenomeno paragonabile al Grande Fratello.
Tutte lo guardano, riconoscono che i concorrenti sono dei poveri ignoranti, ma non hanno la forza di andare oltre, di fare una mossa furba (spegnere la tv, ad esempio).

Il giorno in cui sono arrivata a scuola e ho trovato tutte le mie compagne riunite attorno ad una copia del famigerato romanzetto ho compreso che il virus aveva attaccato anche le vicentine più virtuose. Macchiavelli, Wilde, Pennac e Calvino non hanno mai provocato una simile reazione, soprattutto perchè la proprietaria del delizioso oggetto cartaceo ero io, non la miliardaria/intellettuale che ama i film di Neri Parenti.
Nei loro occhi splendeva il miraggio della gloria guadagnata senza alcuno sforzo. E sulle loro graziose bocche dotate di denti perfetti danzavano frasi violentemente sublimi, come una scena qualunque de “I duellanti”.
“Quando l’hai letto me lo presti? So che è una cazzata, ma mi ispira…”
“E’ impossibile che una di 16 anni abbia fatto cose simili.. è tutto marketing”.

Quando mi imbatto in simili agglomerati umani vorrei essere laureata in atropologia e scrivere decine di trattati per mettere a nudo la totale mancanza di dignità che striscia nei meandri della mia generazione. Molti psichiatri hanno cestinato il loro tempo cercando di parlare della qui presente narratrice e dei suoi amici, ma l’impresa si è rivelata fallimentare.
Sono stata accusata di essere troppo timida, atea, ignorante, influenzabile dalla tv e dalle riviste, una gabber piena di piercing, estremista, drogata, perversa e cerebralmente morta.
Melissa P. non altro che una distrazione costruita per fare in modo che gli adulti spostino il loro sguardo altrove.
I problemi veri sono altri, parola di Margherita F.

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