Dalle foibe a Nassir…

Dalle foibe a Nassirya: di chi sono i morti?

Così come per anni i partiti eredi della resistenza (PCI, PSI, DC ecc…) hanno esaltato l’eroismo partigiano, ora alcuni partiti di governo possono rifarsi di quasi mezzo secolo di silenzio riesumando la storia una volta poco conosciuta delle foibe per evidenziare i mali del comunismo. E con queste tremende storie di pulizia etnica chi non si metterebbe paura dell’arrivo di Baffone?
Qualcuno, non molto considerato, chissà perchè, dai media, riflette sul fatto che il comunismo non è proprio quello, e di sicuro non lo è esclusivamente. Anche perchè di sillogismi aberranti ne siamo pieni e questo non è che uno dei tanti che l’anticomunismo si ostina a usare per spaventare la popolazione, insieme ai luoghi comuni del tipo dei “mangiatori di bambini”, invece di usare argomenti seri, che pure ci potrebbero essere.
La particolarità di questi facili ragionamenti è che, ad aver qualcuno che si prenda la briga di trasmetterli in televisione, sarebbero facilmente ritorcibili contro l’anticomunismo stesso.
Tanto per fare un esempio uno potrebbe dire “Hitler, un uomo nato militare, decorato in guerra, che si è poi dato alla politica… che danni che ha combinato al mondo!”, ma nessuno, o quasi, si è mai sognato di dire che Eisenhower, ex-generale, alla presidenza degli USA avrebbe potuto creare dei campi di concentramento per ebrei. Ed esempi simili si potrebbero fare anche sul colore dei capelli dei capi di stato, per essere banalissimi, o sui meravigliosi risultati che in tanti anni ha ottenuto il capitalismo in Brasile.
Insomma si tratta di ragionamenti che se non si entra nei dettagli, dicendo “tutta la verità e niente altro che la verità”, non hanno nessun significato. Basta omettere che una minuscola isola come Cuba subisce da tempo immemorabile uno strettissimo embargo (tanto che ci sono solo auto d’epoca e i bambini studiano su libri strariciclati per impossibilità di importare carta) voluto dagli USA, per dedurre che il comunismo di Castro provoca la povertà dei cubani, quando, seppure con tutti i giganteschi difetti di un regime totalitario, Cuba può vantare uno sviluppo umano tra i più alti di tutta l’America Latina e una mortalità infantile inferiore persino a quella degli USA. E tutto questo senza che nessuno pensi al fatto che di regimi totalitari allo stesso livello di violenza ce ne sono a bizzeffe, ma li si isola economicamente solo quando fa comodo.
Purtroppo, come è facile prevedere, è quasi impossibile trovare qualcuno disposto a diffondere queste riflessioni alle masse.
Cosa possiamo trasmettere allora per bilanciare un po’ l’opinione anticomunista? Trovato! Diciamo, come hanno fatto in molti, che i morti delle foibe non devono appartenere a una sola parte politica, ma a tutti gli Italiani. Bella frase, il patriottismo va di moda…
Sì, ma perchè i morti delle foibe dovrebbero essere degli Italiani? A cosa può portare l’estremizzazione di una tale affermazione?
Vorrebbe forse dirci di non scannarci fra noi Italiani, perchè i morti sono di tutti noi, ma questo che vuol dire? che invece con la ex-Jugoslavia avremmo potuto scannarci?
Io dico che i morti appartengono all’Umanità intera e nessuno ha il diritto di disfarsene o appropriarsene per fare propaganda politica e nemmeno per fare del patriottismo sterile, lo stesso che porta a dire che a Nassirya ci sono degli eroi, e non delle vittime della guerra.
E dobbiamo soffrire per la morte altrui sempre: quando muore un soldato italiano in Iraq, quando muore di fame un bambino del Bangladesh, un operaio per un colpo di stato in Sud America, un dissidente cubano fucilato, un americano sulla sedia elettrica, un palestinese per un missile israeliano o un israeliano per l’esplosione di un kamikaze, e persino quando muore il kamikaze stesso, che se è disposto a morire per uccidere è segno che qualcosa nel mondo non va.
E speriamo che non si possa mai dire che una morte non ci riguardi.

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