Monthly Archive for May, 2004

Continuità

Al mattino il povero LucaCorderoDiMontezemolo si alza dal letto prestissimo, cinque, cinque e mezza, da un’occhiata rapida alla stampa, beve il caffelatte e si reca al lavoro. Deve fare bene attenzione anche se è assonnato, per non sbagliare. Al mattino si lavora per Confindustria, per dare continuità alla precedente gestione D’Amato con però chiari richiami al governo Berlusconi e al suo operato. Trasferimento rapido con auto blu al Lingotto e pranzo in mensa con gli operai Fiat per far vedere che gli è sempre vicino. Nel primo pomeriggio è al suo posto in ufficio di presidenza Fiat per continuare l’opera degli Agnelli e cercare una soluzione alla crisi di vendite delle auto torinesi nel nostro paese. Alle 18.30 circa conferenza stampa, lettura di Televideo, di Repubblica.it, scaricamento delle mail dei suoi fans e rapida visita al cesso. Con un volo privato raggiunge quindi Maranello, dove va a cena con Jean Todt e Ross Brawn per seguire l’andamento della Ferrari, ormai vincente a mani basse. Dopo cena è al suo posto dietro la scrivania di presidente Ferrari e lavora fino a notte fonda per inventarsi qualche modifica ad una squadra perfetta e dare continuità all’operato del Drake. Verso le due raggiunge Schumi e Barrichello al pub di Novellara, una partita a tressette, un jack daniel’s e poi torna a dormire a Milano a notte fonda. Due orette di riposo e poi si ricomincia, altro giro altra corsa, per dare continuità alla vita. In futuro sarà sempre così. Unificare le mansioni è la parola d’ordine. Un tempo ai convegni importanti in prima fila riservavano parecchi posti per autorità come il Presidente di Confidustria, quello della Fiat, quello della Ferrari, il Presidente del Consiglio, il proprietario di Milan, Standa, Mondadori, Mediaset, Medusa, ecc… Oggi bastano un paio di seggioline imbottite. Che risparmio, neh?

21

Nella costruzione delle città, il numero dei decumani e dei cardini risulta essere 21: lo stesso che si ottiene moltiplicando il 3 per il 7, ossia i due numeri che si ritrovano con grande frequenza in tutte le religioni antiche e moderne, e la cui somma è uguale a 10. 21 grammi è il peso che il nostro corpo perde a seguito del decesso. 21 è il numero che esce leggendo in codice binario il primo numero di cellulare di Attimo, nonchè il suo giorno di nascita. Il seggio occupato al parlamento europeo da Romano Prodi è esattamente il numero 21. Tale numero è storicamente molto indicativo in relazione all’anticristo. Per la cabala il 21 rappresenta Il Mondo, il cui simbolo è il Tau. Nel sistema francese è invece Il Matto, rappresentato dal simbolo del Fuoco. Per gli inglesi il 21 è Il Giudizio, nella smorfia genovese il Barbiere, in quella napoletana la Donna Nuda, in quella per località è lacittà di Eboli. 21 è anche l’età del sottoscritto, da oggi. Meeerda come passa il tempo.

Haiti

Finalmente si riparla di Haiti. C’e’ voluta una grave catastrofe per far ricomparire sui nostri teleschermi quel povero Paese martoriato di cui, ricordo per i deboli di memoria, non si parlava piu’ dal 1994, quando l’America di Clinton l’aveva invasa per portare costi’ la democrazia. Eppure riflettere su Haiti puo’ contribuire a capire anche la tragedia dell’Iraq, secondo il sano principio che chi non impara dagli errori della storia inevitabilmente e’ costretto a ripeterli.
Cominciamo dai morti. Erano un centinaio, saliti poi a 280, oggi sono un migliaio a cui vanno aggiunti i circa 400 del versante di Santo Domingo. Tutte cifre inattendibili, visto che nelle campagne haitiane non esiste anagrafe, i bambini non vengono registrati, e nessuno conosce il numero dei residenti nelle favelas. Aggiungi che i fiumi tracimati hanno sepolto interi villaggi, ne consegue che il reale numero delle vittime non si sapra’ mai. Se leggete le cronache di storici francesi e americani, essi descrivono gli haitiani come una societa’ violenta e complessa senza nessuna vocazione per la democrazia. Niente di piu’ falso ma la storia, si sa, la scrivono i vincitori e non conta nulla che questo popolo abbia lottato per primo per la liberazione dalla schiavitu’ e che l’invasione napoleonica, nel tentativo di arginare la perdita derivante dal commercio degli schiavi, la rase completamente al suolo per la prima volta.
Ho conosciuto una vecchia haitiana che diceva di avere 140 anni, eta’ non controllabile per le ragioni che ho detto prima, ma dai racconti che faceva, secondo i miei calcoli poteva avere 114 anni, oppure poteva aver sentito i racconti di altri bambini testimoni dell’ invasione francese. Lei raccontava di neonati lanciati in aria e presi al volo dagli ufficiali con le punte delle loro spade. Leggende, forse.
Nemmeno l’invasione Yankee ( dal 1915 al 1934) con il pretesto di evitare una guerra con Santo Domingo, evito’ a quel popolo terribili sofferenze. Nel 1918 sotto il presidente Wilson, venne approvata una legge che sanciva il diritto degli USA di usare le piantagioni haitiane per le coltivazioni che interessavano gli Stati Uniti. Salto tutta la storia di Baby Doc Douvalier, messo li’ dagli americani con i suoi Ton Ton Macute per reprimere le rivolte popolari, fino ad Aristide, un vero progetto di democrazia che fece paura al vicino continente. Quando venne rovesciato il suo governo, gli Stati Americani decisero l’embargo ma gli USA esentarono le imprese che trafficavano con l’isola. Quando venne rimesso Aristide al suo posto (e Clinton gli impose alcune condizioni inderogabili) la Banca Mondiale emano’ un documento che diceva: “Lo Stato rinnovato doveva puntare su una strategia economica incentrata sulla forza e sull’iniziativa della Società Civile, specialmente del settore privato, sia nazionale che straniero”.
Adesso vi spiego cos’e’ la Societa’ Civile a Port au Prince, la capitale, che e’ una pianura piena di case fatiscenti, con strade che hanno perso l’asfalto, con un mare puzzolente di petrolio e dove la gente non possiede neppure asini per tirare i carretti, e vedi uomini che tirano carichi alla stregua di animali. I soldi son cosi’ stracciati e sporchi da non essere nemmeno riconoscibili. Sopra Port au Prince c’e’ Pietonville, una collina di villette moderne, di strade pulite, di poliziotti con camicie azzurre fresche e stiratissime, con studenti che vanno a scuola con le loro divise colorate, e i soldi sono fior di conio e schioccano quando li maneggi.
Notare che tutto questo insediamento non possiede una rete fognaria e nemmeno la raccolta rifiuti. Ne consegue che quando piove tutta la merda e la spazzatura viene portata da puzzolenti ruscelli, giu’ a Port au Prince, ripulendo Petionville e immergendo la popolazione sottostante in un misto di guano e fanghiglia che impedisce persino la circolazione dei carretti tirati a mano.
Mi fermo qui, ma potrei continuare per pagine e pagine descrivendo la spoliazione del territorio che sta desertificando, delle fabbriche di Rum il cui prodotto e’ destinato esclusivamente agli USA, dello zucchero, e del riso che gli haitiani non possono commerciare perche’ quello USA ( con i contributi statali) ha invaso il loro mercato con costi inferiori del 40%, e del nuovo dittatore messo li’ dagli USA, un mercenario che controllava il traffico di piccoli aerei che dalla Colombia portano la coca in america ed hanno bisogno di uno scalo intermedio tra le montagne haitiane controllate da questi “guerriglieri del popolo”.
E gli haitiani? Dipingono.
Non conosco nessuna famiglia haitiana che non abbia un pittore in casa che nelle pause di lavoro non dipinga. Dipingono tele, ferro, mattoni, muri di cinta e persino le tombe al cimitero.. E’ un popolo sofferente, ma non ricordo di aver mai visto questa sofferenza riprodotta in un quadro haitiano. Loro dipingono le loro speranze e desideri, come forma di preghiera. E gli altri, quelli che scrivono la storia, dopo averli depredati, li descrivono come un popolo violento che non ha nessuna vocazione alla democrazia. Ipocriti.

Tutto in una notte

Don Fabio a Torino e Umberto al Creatore. Certe mattine le cose accadono tutte d’un colpo e ti lasciano basito seduto al tuo tuo tavolo con il caffelatte in mano…

Update: Le due cose si collegano anche. Interessante.

Not Invented Here Syndrome

L'antropologicoQualche post fa vi avevo ricordato che i radicali stanno raccogliendo le firme per un referendum sull’abolizione della legge sulla procreazione assistita; oggi, all’indomani della prima sentenza shock che obbliga una donna all’impianto di un ovulo probabilmente affetto da una grave malattia, quelli de La Repubblica si svegliano e decidono che è ora di muoversi. Come, firmando il referendum? Ma no, con una bella petizione via internet!

Feed se ci sei batti un colpo

Ehi lettore! Pss…ehi dico con te. Si proprio te che in questo momento ci stai leggendo attraverso il feed rss… Chi sei? Cosa fai nella vita? Esci allo scoperto dai, non startene li con il tuo programmino aperto a lurkare zitto zitto… Vorremmo sapere se ci sei, cos’hai da dire…è il tuo momento lettore del feed. Batti un colpo nei commenti e facci contento!

Pane e Mozilla

Succede che qualche tempo fa Daveblog si prende la briga di girare per blog e dare un’occhiata a come si vedono usando Mozilla invece che il più popolare Explorer. Ciccsoft viene “rimandato a settembre” per il tratto grigio dei box con il testo centrale e il qui presente webmaster non dorme più la notte cercando di capire perchè mai Mozilla faccia i capricci. Per inciso, me ne sono sempre fregato di compatibilità con sistemi diversi da Windows in quanto rappresentano una fetta talmente piccola, seppure in crescita, che tagliavo corto con un “affari loro…” piuttosto che perdere nottate a scrivere codice pulito e portabile. Mea culpa. Ebbene dopo qualche giorno di lavoro, da oggi anche questo sito è Mozilla compatibile e potete gustarvelo alla stessa maniera di come appare su IE…i box sono tornati grigini, il testo è allineato, e finalmente posso passare da Davide per ritirare il diploma di maturità. Sperando non si accorga che il corpo centrale ha ancora un margine bianco più largo di quello su IE…

SuperChe

Un’idea di quanto I diari della motocicletta sia un film sbagliato, la si può avere da questo episodio.
Sono andato a vedere il film ieri pomeriggio. Accanto a me due signore piuttosto anziane.
Ad un certo punto Ernesto Guevara de la Serna decide di attraversare a nuoto il grande fiume che divide la parte dei dottori dalla parte dei pazienti del lebbrosario dove presta aiuto. La traversata è difficile, Ernesto ansima asmatico, bracciata dopo bracciata, nelle acque gelide della notte.
Una signora dice all’altra: “Oddio, muore”. Lei risponde: “Ma no che non muore, è Che Guevara.”

Sciopero

Informiamo i gentili lettori e lettrici di questo blog, che anche Ciccsoft aderisce allo sciopero delle Connessioni Adsl previsto per oggi, per manifestare il proprio dissenso contro la Legge Urbani. Pertanto questo blog andrà in onda in forma ridotta, privo di immagini, filmati e post succulenti. Chi vi parla è autorizzato dal Comitato di Redazione di Ciccsoft.

Oggi è davvero una bella giornata. Dovrei studiare ma non ho molta voglia. Mi aspetta un pomeriggio tuttosommato gradevole.

Ricordiamo che questo blog è andato in onda in forma ridotta in seguito all’adesione allo sciopero delle Connessioni Adsl, indetto contro la Legge Urbani. Chi vi parla è stato autorizzato dal Comitato Di Redazione di Ciccsoft. Buon proseguimento di giornata.

Ho un buco allo stomaco

Quando la scienza diventa modo di dire: abbiamo un secondo cervello tra stomaco e intestino.
Uno è poco, due son troppi.

(Nella foto a sinistra, Krang, già noto come personaggio del cartone animato “Tartarughe Ninja”, ora autore di questa rivoluzionaria scoperta)

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)