Monthly Archive for May, 2004

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Il falò dei dispiaceri

L’osservazione del fumo della sigaretta occupa spesso il tempo dei fumatori, stimola il pensiero, invita alla serietà e alla riflessione.
Ma cosa brucia, lentamente, con la mia sigaretta?
Un po’ di carta, del tabacco, e qualche additivo malefico.
C’è una visibile sproporzione tra il pensiero che dedico al fumo, e l’effettiva importanza di ciò che brucia.
E allora ecco la proposta.
Carichiamo le sigarette di un significato in più.

Istruzioni per la rimozione dei brutti ricordi.

Occorrente:
– Una sigaretta
– Un accendino
– Una penna.

Modo d’impiego:
Prendete la penna, e pensate a qualcosa che vi angustia.
La persona che non riuscite a dimenticare, il rimpianto che vi perseguita.
Date un nome a questo ricordo, e scrivetelo sulla sigaretta.
Accendetela.
Di quando in quando, guardate la scritta consumarsi lentamente, e il fumo disperdersi nell’aria.
In due minuti potete bruciare tutto ciò che non vi serve, che vi appesantisce, vi schiaccia.
Fatelo diventare leggero leggero, e che un soffio d’aria se lo porti via, via, e non se ne parli più.

Un diamante è per sempre

Non si può certo dire che la gara di ieri pomeriggio a Montecarlo sia stata noiosa…tra macchine che non partono, Fisichella che prende il volo sopra un’altra monoposto, Schumacher che viene sbattuto fuori dall’amico Montoya e ha un muso lungo come non si vedeva da tempo, Trulli che vince il gran premio senza sporcarsi nemmeno troppo e Briatore che non stava più nella pelle per aver portato a casa una vittoria proprio davanti ai suoi compagni di yacht parcheggiati dietro ai box…beh…non male davvero.
Ma in questo quadro così pittoresco la notizia del giorno è ovviamente un’altra e di ben altro spessore. Qualche intelligentone ha pensato bene di incastonare un diamante del valore di 220mila euro nelle Jaguar come forma di pubblicità, scegliendo proprio questo circuito per il suo prestigio e per il tipo di pubblico che sarebbe stato presente. Peccato davvero non aver chiesto ai piloti se erano capaci di portare a termine la gara con il diamante al suo posto… Affidare un simile rischio ad un pilota esordiente non mi sembra il massimo dell’intelligenza ed infatti dopo pochi giri il bravissimo Christian Klien è andato a sbattere contro un guard rail e del diamante si è persa ogni traccia. L’avrà intascato il commissario di pista? O il pilota stesso uscito dall’abitacolo? La gente ride di gusto, la gioielleria Steinmetz un po’ meno.

Padre perdono, ho chattato.

Certe volte la Chiesa mi fa ridere e/o stupire, per il suo voler mettere il naso in ambiti che non la riguardano minimamente. E lo dico da cattolico, rammaricato per certe prese di posizione al colmo dell’assurdo che francamente non condivido. Ecco l’ultima: navigare sui siti pornografici, abusare delle chat e inviare mail anonime o falsificate o fare spamming: per i teologi sono peccati. Passi il discorso per i siti porno, che peraltro si aprono da soli durante una qualunque navigazione grazie a banner, dialer e finestre popup che l’utente medio non è in grado di aggirare. Ma la chat pensavo che fosse soltanto un mezzo per scambiare due chiacchiere quando la lontananza non consente incontri, o il carattere timido di una persona porta a cercare amicizie in questa maniera… Ecco dunque che la Chiesa si adegua ai nuovi mezzi di comunicazione. Strana l’assenza degli sms in queste nuove disposizioni…strumento assai più “diabolico” di tanti altri…
Tra i nuovi “peccati informatici” sono stati citati anche i casi di pirateria informatica: chi usa programmi senza licenza, o scarica illegalmente musica e filmati tramite internet, quelli che violano la privacy e la sicurezza di un sistema informatico.
Padre ho molto chattato. Sei perdonato figliolo, ora vai e per penitenza compra due licenze Microsoft e acquista il cd di Tiziano Ferro o-ri-gi-na-le.

Un Moleskine a zonzo

C’è uno Sketchbook in giro per l’Italia! L’ha messo in giro Mirco, in un esperimento incrocio tra il bookcrossing (che Spery mi deve ancora spiegare cos’è di preciso!) e il messaggio in bottiglia chiamato appunto Sketchbook Project. E’ da poco partita questa iniziativa ma pare raccogliere già l’interesse di molti e ci sono già le prime prenotazioni per riceverlo. Dice l’ideatore: “L’idea è di esprimere la creatività di una singola persona in un quaderno comune che sarà di volta in volta passato ad altre persone. Ognuno aggiungerà qualcosa di suo al quaderno (non importa cosa: fotografie, sketching, parole ed oggetti) con il fine di ottenere un quaderno che racconti qualcosa di noi agli altri.” Ci sono già i primi contributi sul sito aperto per tenere sott’occhio gli spostamenti. Se ritieni il progetto interessante, se vuoi partecipare, non hai che da buttare un occhio e iscriverti! L’idea del libretto che gira di mano in mano è a mio avviso interessante e curiosa…prometto di mettermi in coda per riceverlo, magari quando impegni di Palio, compleanno ed esami me lo permetteranno. Giurin giuretta.

Nel caso ve lo foste dimenticato…

il 12 e 13 giugno si vota. Secondo avviso, ché la solerzia non è mai troppa.

La dittatura degli oggetti – Idea per una rivoluzione

Viviamo in una dittatura degli oggetti, e nemmeno ce ne accorgiamo. Quei professori polverosi e iracondi che brontolavano contro il consumismo andrebbero rivalutati.

Tra l’uscita della metro rossa duomo e il mio ufficio ci sono cinquecento metri. Lungo la strada, pubblicità di ogni genere, e per ogni oggetto pubblicizzato, un corpo umano che lo reclamizza. Un culo, una coscia, un sorriso venduto. Ora non so voi, ma io non capisco perchè una persona sana di mente debba prestare il suo corpo per pubblicizzare un telefonino. Mi sembra surreale, essere stipendiato da uno telefonino. Essere vincolato alla carriera del telefonino.

Pare che nelle grandi multinazionali alimentari e cosmetiche esistano delle figure chiamate Product Manager. A quanto sembra da qualche parte, a questo mondo, esiste il Manager dei Tarallucci. O il manager del Pino silvestre. Controllano la concorrenza, guardano le statistiche di vendita, aggiornano il packaging. Insomma, si prendono amorevolmente cura del prodotto. Come dei veri servi. Pagati dal padrone. E il padrone è un biscotto, o un bagnoschiuma al latte di cocco.
– Che lavoro fai?
– Sono il manager della pizza Buitoni.

Siamo dipendenti dagli oggetti per le abitudini cui non sappiamo rinunciare, e siamo dipendenti anche dal punto di vista contrattuale. Sogno un mondo dove gli oggetti facciano la pubblicità agli uomini, e non il contrario. Dove gli oggetti parlino di noi, e non il contrario. Un mondo tappezzato di cartelloni come questo:

Riprendiamoci il nostro ruolo. Siamo noi quelli che hanno creato tutto questo, dopo tutto. I Fagolosi da soli non sono nessuno. Ma noi, dei Fagolosi, possiamo fare anche a meno.

Ti chiamerò Mela

Chi mi conosce lo sa, tra le tante attrici e soubrette del piccolo e grande schermo ho un debole per Gwyneth Paltrow (e orgogliosamente sono in grado di scrivere il suo complicatissimo nome senza sbagliare). E come non potevo parlare della mia amata visto che pochi giorni fa è nata la sua figliola, avuta dal cantante Chris Martin, leader di quella deliziosa band softrock chiamata Coldplay? Fin qui tutto bene a parte un po’ di gelosia che poi passa. Però chiamare la bimba Mela… ma che razza di nome sarebbe? Un omaggio a New York? Ai Macintosh? E’ il peso della bambina? Qualcuno azzarda ipotesi strane… Tutt’a un tratto però mi ricordo che Madonna chiamò sua figlia Lourdes. Perdono immediatamente la mia Gwynetta.

Buone abitudini

In Germania oggi un crucco ha mollato un ceffone a Schroeder. Non è la prima volta che in Europa accadono simili episodi, mi pare di ricordare così sul momento di torte lanciate in faccia a ministri scandinavi o altri goliardici episodi del genere, fino a sfociare in episodi ben più beceri come accadde qualche anno fa a Chirac. Ora mi chiedo, dal momento che tutto il mondo è paese, come mai proprio in Italia, dove abbiamo un bersaglio bello grosso, un enorme telo rosso che farebbe aizzare anche il più mansueto dei tori, non ha ricevuto una bella tenerina in faccia? E’ inspiegabile che in Italia non attechisca una buona abitudine del genere, quella di un goliardico e liberatorio bagno di panna montata per il premier di turno.

Blogpark: le foto

Ecco alcuni flash dal BlogPark di domenica…Grazie a Spery per gli scatti inviati e attendiamo le vostre foto da inserire nella pagina generale oppure sul blog simpaticamente aperto da Kamasutra all’indirizzo http://www.bloggers.it/blograduno.


La curva Ciccsoft

Susi e Littlewitch

Panoramica gruppo

Wappy, San Valentino e Kamasutra
 

Susi, Littlewitch, Martina e Fio

Blogger senza blog, Wappy e San Valentino

San Valentino, Kamasutra e Silvia77

Silvia, Livefast, Littlewitch, Attimo e Simur
 

CONTINUA A LEGGERE…

Kofi Annan (e Totti) battono Epifani e Caparezza

Succedono cose strane in Italia. Succede che il concerto del Primo Maggio si rivela un fiasco e nessuno ve lo dice, anzi, giornali e televisioni vi fanno due palle così raccontandovi minuto per minuto il grande evento di musica e pace. Poi succede che un altro evento, molto meno pubblicizzato, senza avere alle spalle le truppe cammellate delle grandi organizzazioni e con un’aria un po’ sfigata da Pavarotti & Friends riesca a portare in piazza almeno lo stesso numero di persone, se non di più e che l’informazione lo snobbi con un boxino a fondo pagina, un articolo a pag. 33 o un link a mezza home page. Insomma, mezzo milione di persone che vanno a sentire Caparezza ed Epifani sono una grande mobilitazione politica, sociale, civile e culturale, mentre mezzo milione di persone che vanno a sentire Kofi Annan e Totti sono un fatto di cronaca e costume. C’è del marcio nell’informazione italiana, e non sempre è colpa del barzellettiere.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)