Ho capito!

Dio ti ringrazio perche’ hai aperto la mia mente e mi hai permesso di capire. Comincio’ tutto col mio viaggio in Germania con la 850 fiat. Si pianto’ sul Bernardino, mi soccorse un camionista dalle parti di Ulm e quando arrivai a Francoforte faceva cosi’ freddo che al mattino andavo a lavorare in tram. Tutti gli altri andavano in auto, perche’ la loro partiva, ma la mia, no. Ma non capivo.
Dopo un inverno al Nord, un giorno mi sedetti in auto e il fondo, reso marcio dal sale delle autostrade nordiche e dalla ruggine, si stacco’ facendomi sedere sull’asfalto. Ringraziai la fortuna che non aveva fatto cedere la lamiera marcita in autostrada, altrimenti starei scrivendo questo pezzo col sedere brasato. Ma nemmeno quella volta capii.
Tornai in Italia con una vecchia cinquecento, la miglior macchina mai venuta al mondo, ma la fiat aveva deciso di ritirarla per andare sul mercato con la nuova 126. La sorpresa venne all’autosalone: mi offrivano 750 mila lire per un’auto che stava tirando gli ultimi e che da nuova era stata acquistata per 560.000! Vuoi vedere che gli Agnelli si sono rincoglioniti? Mi sono chiesto. Poi ho chiesto il prezzo della 126: ottomilioni. Stesso motore, stesse ruote, stessi rumorini all’interno. Ottomilioni, che nel giro di pochissimo diventarono 10.800. Ma non capii nemmeno quella volta.
Comprai la 124 spider che beveva piu’ di Liza Minnelli ma mi piaceva. In autunno purtroppo constatai che ci pioveva dentro e andai a lamentarmi. Mi dissero che se non volevo che piovesse dentro l’auto, non dovevo comprare una spider col tettino di tela!! Mi parve una risposta convincente e la cambiai. Comprai una fiat Dino. La facevano in due versioni: una un po’ truzza per gli scemi, e l’altra piu’ ganza per gli scemi ricchi. Non teneva bene la strada e andai a sbattere sulla Milano Genova. Quando andai a ritirarla riparata, approfittai dell’assistenza Ferrari (erano gli stessi operai, ma con una tuta con dietro scritto Dino) e mi lamentai perche ‘ nelle curve strette a sinistra la macchina rallentava e perdeva colpi. Mi dissero che quello era un motore progettato per correre in pista che gira in senso orario se svoltavo improvvisamente in senso antiorario, la benzina che arrivava a caduta non forniva perfettamente gli ultimi due cilindri. Non capii nemmeno allora e mi comprai un Porche 911.
Successero un sacco di altre cose, nella mia vita. Vidi passare la Duna, la Barchetta, la Punto Spider, la Panda e pure la Multipla, ma continuai a non capire.
Quando la fiat acquisi’ anche la Lancia (per una lira!!) comprai una concessionaria all’estero e come rappresentanza mi presi una Lancia modello Beatrice Cenci. Non che si chiamasse proprio cosi’, ma quando viaggiavo col finestrino aperto tentava di avvelenarmi con tutta la famiglia coi gas di scarico, ecco perche’ me la ricordava… Poi persi tutti i soldi della mia vita con la concessionaria Lancia e finii pure in tribunale. Mi venne un sospetto, ma poi lasciai perdere. E nemmeno quando qui in Grecia entravo nell’autorimessa gestita dal mio amico Spiro e leggevo il cartello: “DOXA TO THEOS: Ringraziamo Dio, per aver creato le fiat e le lancia e le alfa romeo che con i loro problemi ci danno da mangiare tutti i santi giorni…” Nemmeno allora capii…
Poi finalmente venerdi’ scorso, come Saulle da Tarso, sulla strada per Damasco, ho visto la Luce: che se per diventare presidente della Fiat basta essere Montezufolo, allora finalmente ho proprio capito tutto!!!
Ma questo presidente di Confindustria, Fiat, Ferrari (tre miliardi al mese di stipendiuccio), Ieffe Holding, Fiera di Bologna, Federazione Editori, Charmes, Poltrone Trau, praticamente proprietario di due quotidiani e con un piede nel terzo, com’e’ che non c’e’ nessuno che ciocca per il conflitto d’interessi? Vuoi vedere che questa volta non c’e’ conflitto e che gli interessi vanno d’amore e d’accordo?

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