Il senso della misura

Ancora al Ragoo, ancora sui bagni.
Fuori dal bagno dei maschi c’è un distributore di preservativi.
Ce ne sono solo di due tipi.
Quello a destra:
ultrasensibile, quasi invisibile, per avere un contatto che sia il più naturale possibile.
Dico vabè. Ci può stare.
Quello a sinistra:
eXtreme – di misura Extra large, più lungo e più largo del normale, rinforzato, e al sapor di cioccolato.
E non uno. Tre.

Al che mi dico:
un distributore di preservativi dovrebbe provvedere ai bisogni improvvisi, non pianificati, non c’è bisogno che soddisfi i palati più raffinati. Un preservativo al cioccolato, se lo voglio, me lo vado a comprare dove potrò scegliere tra mille gusti e colori.
Proporre un preservativo ad un gusto specifico senza poter scegliere mi sembra una forzatura.
E poi,
quanta gente ci sarà, a questo mondo, che necessita di preservativi XL? non credo molta.
Forse era meglio mettere un altro tipo, meno di nicchia, nel distributore. Classico, ritardante, stimolante, qualcosa di più vicino alle esigenze dei maschietti.
E poi,
avete notato come i preservativi non abbiano le stesse misure delle magliette, S, M, L e XL?
Con i preservativi sotto il medio non c’è nessuno.
Dal che si deduce che gli small si ritengono medi, e i medi, evidentemente, si ritengono XL.
E’ una moda.
Vestibilità larga, si chiama.
Come per i Jeans.
Ed è anche una sconfitta feroce per ogni maschio di questa terra.
Quella macchinetta urla imbecille! a tutti i maschi che passano di lì.
Vorrei vedere voi, alla ricerca urgente di un preservativo, trovarvi alle prese con un distributore automatico che contenga solo confezioni di eXtreme, extra largo ed extra lungo, rinforzato, al sapor di cioccolato.
E a doverlo poi giustificare negli affannati minuti successivi.
La gente è strana. E vanitosa.

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