Monthly Archive for July, 2004

Fu preda del Luglio…

Sveglia tardi, ore undici circa. Rapida bevuta del thè rimasto nel pentolino, poi accensione del computer e avvio della Mail machine. Scaricamento posta e feed dei blog. Giro sui preferiti di Splinder. Lettura di 96 blog. Molti non aggiornano perchè in vacanza, bene. Cazzeggio, giro in bici, lettura giornali, ascolto di musica casuale (astenersi tormentoni). Pranzo. Pennichella. Parole crociate. Lettura libri, quotidiani, scaricamento posta e feed, lettura feed. Gigioneggiamento davanti al pc, ristrutturazione template del blog per settembre, insulti via icq, montagna di chiacchiere, organizzazione di eventuale giro a vuoto pomeridiano. Giro a vuoto pomeridiano. Rientro, scaricamento posta e feed. Cena. Ristrutturazione del sottoscritto per l’uscita serale. Giro in macchina. Piazza. Birretta. Piada+Coca. Buskergarden. Saluti. Birretta. Visione di un film casuale iniziato. Cambio di compagnia. Bacio. Birretta. Buskergarden. Saluti. Patatine. Visione di un film casuale finito. Giro in piazza. Vetrine. Castello. Scalone chiuso, piazzetta chiusa. Piccioni. Silenzio. Ore quattro del mattino. Saluti. Giro in macchina. Rientro senzafarrumore. Sonno. E via di nuovo. (ad libitum sfumando…)

Cucina creativa

Nelle pentole di un appartamento appena affittato arredato, com’è affascinante esaminare le incisioni rupestri sullo strato non più sanissimo, inargentato, di un’antiaderenza logorata dal tempo; queste testimonianze astrattizzanti di civiltà a noi precedenti, in cui a volte capita di distinguere una figuretta stilizzata, un piccolo animale (come quando li cerchiamo fra le nuvole o negli scarabocchi), una fettina di cipolla ormai fossilizzata, una caccola insperata.

Allora, usa al minimo i mestoli di legno, le forbici per le unghie e ogni altro espediente antigraffio di cui la prudenza, la mamma, la Upim ti avranno dotato; e, senza tralasciare il forchettone dell’arrosto – usandolo anche per la pasta lunga – e quell’altro pennello, forse meno preciso, ma dalla stesura più delicata, vibrante, pointilliste che è la schiumarola a forellini aggettanti; ogni pasto traccia più che puoi nelle tue pentole nuove, con quei colpi – come in un atto di action cooking – le immagini che diranno in vece tua ai prossimi inquilini chi sei, da dove vieni e quanto sarai diventato, se non la smetti di farti tutte queste carbonare.

E la chiamano Estate…

AVVERTENZE: Post fuffarolo e cazzeggioso. Astenersi non interessati e non conoscenti.

Se tutto l’anno ci fosse vacanza, divertirsi sarebbe tedioso come lavorare, diceva Shakespeare. Peccato che qui invece le vacanze siano centellinate e da qualche anno a questa parte se ne vedono sempre poche causa esami ad oltranza fino a fine luglio. Così anche quest’anno siamo giunti al termine delle fatiche, meno di 48 ore fa, ed ora possiamo gustarci il meritato riposo. E’ però l’idea di “vacanza” tout-court ad essere sbagliata. Giusto ieri sera il fedele bardo Attimo, in quel di un concerto di revival beatlesiano tra nostalgici e nuove leve, mi faceva notare come mancasse poco più che un mese ai primi esami di settembre. Spiegatemi dove vedete la vacanza. Ma tant’è. Ho firmato un contratto, lo sapevo come andavano le cose e non mi lamento. Non ora che cominciano le vacanze, perdiana! Magari a settembre mi lamenterò di nuovo ma non ora, non è il caso.
Domani si parte per Milano, dove pochi giorni fa il nostro amato artista, corridore, progettista, ciclista, viaggiatore, ecc… Simone, si è laureato al Politecnico. Con lui anche il fedele compagno di studi Roberto, un tempo attivo collaboratore, di recente troppo preso da modelli 3D e Photoshop vari per pensare a scrivere stupidate in questi lidi. Giustamente oserei dire. Andremo a festeggiarli egregiamente, come si addice a queste occasioni, e se capita butteremo un occhio sulla calda città ambrosiana di fine luglio.
Tutto questo per dire che dai prossimi giorni, parlo per il sottoscritto, entro in vacanza ufficiale. Cercherò faticosamente di pensare ad altro e gustarmi quel simpatico solleone con umidità al 100% che regna da queste parti, stando lontano dai blog. Premetto che non ci riuscirò, ma scrivo queste righe a parziale giustificazione di eventuali post idioti estivi, saltuari e brevi, senza troppe pretese.
A settembre si riprende di gran carriera, il sito cambierà aspetto, e oltre alla livrea nuova avrà probabilmente qualche sezione in più, ma il Cda deve ancora riunirsi sotto il condizionatore gustando granite al limone per decidere le sorti del baraccone. Qualche anteprima la prossima settimana. Forse.
Resta inteso che i vari autori che scrivono quissù sono liberissimi di postare e contribuire quando e come vogliono, se non vanno in vacanza…a loro un grazie di cuore per i loro contributi e per aver condiviso con noi esperienze, emozioni, pensieri e riflessioni.
A settembre compari, prosit! (si levano in alto i calici)

P.S. Resta inteso che domani mi verrà un’intensa voglia di scrivere e manderò a quel paese tutto quello che ho appena detto.

Manzoni racconta l’esodo – Ode dell’impiegato in vacanza

Capitolo I – L’impiegatino pallido parte per le vacanze – Milioni di veicoli sulle strade
Dagli atrii muscosi, dai fori cadenti
Dai boschi, dall’arse fucine stridenti,
Dai solchi bagnati di servo sudor,
Un volgo disperso repente si desta;
Intende l’orecchio, solleva la testa
Percosso da novo crescente romor.

Capitolo II – L’anno dell’impiegatino pallido – Via da questo ufficio, via dalle piccole umiliazioni quotidiane!
Ne’ guardi, ne’ volti, confuso ed incerto
Si mesce e discorda lo spregio sofferto
Col misero orgoglio d’un tempo che fu.

Capitolo III – La partenza intelligente
S’aduna voglioso, si sperde tremante,
Per torti sentieri, con passo vagante,
Fra tema e desire, s’avanza e ristà.

Capitolo IV – La padrona della pensione si prepara ad accogliere i turisti
E adocchia e rimira scorata e confusa
De’ crudi signori la turba diffusa,
Che fugge dai brandi, che sosta non ha.
Ansanti li vede, quai trepide fere,
Irsuti per tema le fulve criniere,
Le note latebre del covo cercar.

Capitolo V – Finalmente in spiaggia! Si spalmano le creme, e i bagnini insidiano la figlia dell’impiegatino
E quivi, deposta l’usata minaccia,
Le donne superbe, con pallida faccia,
I figli pensosi pensose guatar.
E sopra i fuggenti, con avido brando,
Quai cani disciolti, correndo, frugando,
Da ritta, da manca, guerrieri venir.

Capitolo VI – Anche il capufficio è in vacanza. Nello stesso albergo.
Udite! Quei forti che tengono il campo,
Che ai vostri tiranni precludon lo scampo,
Son giunti da lunge, per aspri sentier.

Capitolo VII – L’anno di lavoro dei capufficio
Sospeser le gioie dei prandi festosi,
Assursero in fretta dai blandi riposi,
Chiamati repente da squillo guerrier

Capitolo VIII – Lunga digressione in cui si parla del figlio capellone dell’impiegato che va in campeggio per risparmiare.
Han carca la fronte de’ pesti cimieri,
Han poste le selle sui bruni corsieri,
Volaron sul ponte che cupo sonò.
A torme, di terra passarono in terra,
Cantando giulive canzoni di guerra,
Ma i dolci castelli pensando nel cor:
Per valli petrose, per balzi dirotti,
Vegliaron nell’arme le gelide notti,
Membrando i fidati colloqui d’amor.
Gli oscuri perigli di stanze incresciose,
Per greppi senz’orma le corse affannose,
Il rigido impero, le fami durar.

Ma seguitiamo l’impiegatino pallido

Capitolo IX – La lotta per l’ultimo ombrellone – L’impiegatino pallido affronta il capufficio.
Si vider le lance calate sui petti,
A canto agli scudi, rasente agli elmetti,
Udiron le frecce fischiando volar.

Capitolo X – 23 agosto, si torna al lavoro.
Tornate alle vostre superbe ruine,
All’opere imbelli dell’arse officine,
Ai solchi bagnati di servo sudor.

Scontri generazionali

Esco troppo presto per andare a fare la spesa, fa caldo, e mi dimentico che la fermata dell’autobus non è più vicino a casa. Cammino un po’ sotto il sole, mi rifugio sotto i portici, ma fa caldo anche là, è un caldo diverso, ma non sopportabile comunque. Arrivo alla fermata provvisoria, ma non mi accorgo di una signora bassa e grassa, sulla cinquantina. La urto, le chiedo scusa e la guardo. Ha una maglietta nera bruttissima, con una scritta in paillettes dorate che recita Breaking the Rules. La “a” di “breaking” è cerchiata, come nel simbolo anarchico. Io indosso una maglietta con Groucho Marx che dice Di qualunque cosa si tratti, io sono contro. Non credo che la signora sappia né chi sia Groucho Marx, né il significato della scritta sulla sua maglietta. Quello che ci accomuna, alla fine, è l’autobus.
Dopo poco arriva l’undici e saliamo.

EstateBlog

Di questi tempi molti blog languono e si trova di meglio da fare che postare. C’è chi invece d’estate decide di aprire un blog  piacevole da leggere.

Splinder 2.0, che passione!

Siete disperati perché ogni volta che volete commentare un post non appare più il link del vostro sito come succedeva prima?
O siete arrabbiati perché ogni volta che qualcuno viene da voi non mette il link del suo sito?
E volete sapere perché succede tutto questo?
…………………
Nella sua immensa intelligenza, come opzione predefinita Splinder della nuova versione 2.0 ha messo che VOI UTENTI DI SPLINDER AVETE UN BLOG NON SU SPLINDER! (Quando si dice l’autostima!)
Per ovviare all’inconveniente, andate nella home page di splinder, loggatevi, e guardate in basso a destra:c’è scritto my account, cliccate su gestione profilo, e cambiate l’impostazione “Scegli il tuo blog principale” da Blog non ospitato su Splinder a Blog su Splinder. In questo modo FINALMENTE il link del vostro/loro sito, apparirà nella firma! Da dire che anche agli utenti che non hanno un blog non su splinder, se metteranno l’url del loro sito, apparirà nella firma!

Quattro chiacchiere con…Kiki

In un afoso pomeriggio di metà luglio mi imbatto (quasi) per caso in un post di Kiki… “Se c’è una cosa che mi piace tanto…Ma proprio TANTO…E’ rispondere alle domande. Parlare di me, essere intervistata.”. Ehi! Questa frase va a braccetto con la mia: “Se c’è una cosa che mi piace tanto, ma proprio TANTO, è fare felice una bella ragazza con poco…”. E visto che qui di interviste se ne son fatte tante…ecco qui le irriverenti domande che le ho rivolto.

Quattro chiacchiere con…Kikiblog
http://kikiblog.splinder.com

Romana, bionda, 24 anni, dichiarati 22 come le star, capricorno ascendente nonsoche, aspirante giornalista…in una solaparola: Kiki. Lasciando perdere l’anagrafe, chi si nasconde davvero dietro questa misteriosa ragazza dal fascino irresistibile?
Prima vorrei sapere dove si nasconde il fascino irresistibile. Posso dirti che un pò più in la ci sono io: Pasquale, 72 anni a Settembre, vergine ascendente toro… Ah no, avevi detto di lasciar perdere l’anagrafe… Scherzi a parte, forse ancora traumatizzati da Personalità Confusa un po’ di tempo fa avevano sparso la voce che fossi un personaggio di fantasia inventato da qualche losco individuo del web… Purtroppo non sono così sofisticata e costruita, spiacente di deluderti ma sono proprio, davvero, sinceramente, decisamente UNA COME TANTE… Forse con un pò di culo in più, ma JLo ha lo stesso problema.
Nel tuo blog si può trovare “tutto quello che si vorrebbe leggere sulla vita di una ragazza 22enne. Amore e sesso, party e alcool, università e casini,ecc… FOLLIA senza un pizzico di buon senso.”…mi sembra non manchi niente. Questo “TUTTO”non credi che appartenga alla vita di qualunque ragazza o ragazzo della nostra età? Che cosa rende particolare ed originale il tuo scrivere e perchè hai successo?
Prendo le cose con leggerezza, dal lato ironico, forse è per questo che ho tanti lettori: alcuni di loro si ritrovano nei miei racconti – proprio perchè potrebbero appartenere alla vita di chiunque – e riescono a vedere quello che accade a me e a loro da un nuovo punto di vista, che riesce a farli sorridere.
Da un sondaggio rapido risulta che il 26% dei tuoi lettori ti seguono perchè ti amano e ti vogliono sposare. D’accordo han visto la foto su Blogopolitan e si sono ringalluzziti, ma non basta dire che sei già fidanzata?
No, perchè se leggono il blog sanno anche CON CHI sono fidanzata, e ci vuol poco a sentirsi un pò migliori di lui, che è un bel po’ bastardo. Inoltre, detto fra noi, credo che quel 26% sia frutto del voto compulsivo di un solo maniaco, altrimenti non si spiega. Tra l’altro la foto l’ho postata pochi giorni fa mentre il sondaggio è vecchio di mesi!
Non vogliamo credere che fino a 18 anni eri un brutto anatroccolo. O meglio ci vorremmo credere. Hai una foto che provi quello che dici? 😉
Non le posterei neanche sotto tortura. Ti basta come risposta? Il massimo che posso dirti è com’ero addobbata all’età di 15 anni: apparecchio fisso sopra e sotto, busto correttivo, occhiale con lente blindata, spesso e volentieri chiazze di dentifricio sul naso causa acne recidivo. Poi la mamma mi ha portata a Lourdes.
Tra poco il tuo blog compie un anno e vede sempre una grande partecipazione dei tuoi lettori…cosa ti piace di questo mezzo di comunicazione e cosa no?
Mi piace l’immediatezza e la totale mancanza di freni all’espressione se non il proprio personale pudore. Non mi piace la morbosità di certe persone per i dettagli personali che si desidera lasciare privati, il pretendere di sapere tutto senza capire che fra esporsi molto ed esporsi completamente c’è una netta differenza.
Pensi che ti romperai le balle un giorno di raccontare i cavoli tuoi?
Chi può saperlo. Mi auguro di smettere di bloggare solo per iniziare a scrivere su carta stampata, inaugurare una rubrica su un noto settimanale ed essere così impegnata da non trovare più tempo per farlo, ma ciò non accadrà mai quindi probabilmente se Splinder non mi sfratta mi ritroverete fra qualche decina di anni a raccontare online della mia prima dentiera.
Ti definisci una fashion victim nonchè un’appassionata lettrice di Cosmopolitan. Davvero ora ci scrivi? Di cosa ti occupi? Posta del cuore, ricette, consigli per farlo impazzire a letto, test della personalità?
Mi hai fatto la domanda più inflazionata degli ultimi mesi. Allora, una volta per tutte: SI, scrivo per Cosmopolitan. Non mi occupo di una rubrica fissa ma scrivo quegli articoli tipicamente femminili su relazioni e psicologia. Hai presente roba del tipo “come farsi lasciare in 10 giorni”? Quella roba lì. Se trovi un termine per descrivere articoli del genere fammi un fischio.
Faresti un servizio fotografico per la tua rivista preferita? E poseresti per un calendario di Max o Gq? E per quello di Ciccsoft del prossimo anno?
Si. Si. Si. E ancora si. Quale donna rifiuterebbe di posare per un fotografo pagato per allungarle lo stacco di coscia?
Questa domanda sognavo di farla prima o poi a qualcuno: cosa significa di preciso essere Pariolini? E’ rimasto un nome legato al quartiere romano oppure è un modus vivendi diffuso un pò ovunque?
Da questa domanda potrebbe partire un trattato sociologico…. Mi limito a dire che se vivi secondo le 5S: soldi, sesso, stile, salotti, superbia, hai buone probabilità di esserlo. Se poi quest’estate fai prima un giro in barca a Formentera e poi stazioni a Porto Rotondo, non ci sono dubbi.
Prima di metterti a studiare, ma anche durante, hai fatto tanti lavoretti: babysitter, animatrice (Su le mani!), segretaria(chachacha), hostess, ballerina, modella, illustrartice, caporedattrice (maddeche?)…ma quante cose sai fare? Se sai cucinare anche gli spaghetti all’amatriciana e l’anatra all’arancia sei da sposare…
Vuoi anche che ti dica quanto sono durati i vari lavori? Meglio di no. Per quanto riguarda la cucina ho scoperto da poco quant’è rilassante mettersi a spadellare. I risultati fin ora sono al limite del commestibile, ma ho il sospetto di farlo apposta per evitare il rischio proposte…
Tra le cose che vorresti fare una in particolare mi ha particolarmente colpito: dare 4 esami a giugno. Davvero sai come sifa? Dimmelo, ti prego.
Era nella mia lista dei desideri, se la leggi c’è anche “pesare 51 kg” e “scrivere per una rivista di viaggi che mi spedisca gratis in giro per il mondo”. Non ti sembra fantascienza?
Con oltre 700 accessi al giorno sei a tutti gli effetti una blogstar. Eppure non ti si legge nei grandi salotti della blogsfera e nelle chiacchiere dei blog della loggia “Blogbar”. Come mai questo distaccamento dalla mondanità online?
Lo chiederei a loro… ma ho paura che neanche mi conoscano…!!!
E Splinder non incomincia a starti stretto?
Non so usare Movable Type. Anzi, ad essere onesta non so nemmeno cosa sia. Sono una blogger molto plebea.
Molleresti tutto (ragazzo, poltroncina a Cosmopolitan, posto in lista all’ennesimo esame di scienze della comunicazione, gatto, cane, fratelli…) per scappare su un’isola deserta con Profeta? Ce la fareste anche senza banda larga?
Si, ma non senza macchinetta del caffè. E non mandateci la DeBlank per favore.
In qualità di esperta di mondanità et similia toglici un dubbio in esclusiva per i lettori di Ciccsoft: quale cavolo è ilt ormentone dell’estate 2004? Vasco escluso, naturalmente.
“Esperta di mondanità” dopo “fascino irresistibile” è troppo… mica mi avrai scambiato per una di quelle che stava l’altro giorno all’inaugurazione del Billionaire? …
Va beh dai, provo a risponderti: Trick Me di Kelis, anche se io sono una fervida sostenitrice dei Black Eyed Peas in quanto la cantante del gruppo sarebbe l’unica persona al mondo in grado di farmi cambiare temporaneamente orientamento sessuale.
L’intervista finisce qui. Son stato cattivo, mi perdonerai?
No, te la farò pagare.
Per farmi perdonare un’esclusivissima maglietta fashion del Cocapera in omaggio solo per te!
A te arriverà a breve il cappellino “VIALE PARIOLI – I SURVIVED”

Bel disco, bravi!

All that you can’t leave behind, leave it on a table!
Bye guys, thank you.

L’Alternativa

Mi capita di leggere un post di Kay, in cui si cimenta nell’arduo compito di spiegare cosa significhi quella famigerata parola: Indie. Non voglio entrare nell’annoso e irrisolvibile dibattito, chè è troppo vasto e sconosciuto per uno che di Morrissey non ha mai ascoltato una canzone, tanto per citarne uno. La parte che più mi colpisce della discussione che ne nasce (al momento siamo a quota 50 commenti) riguarda la parte “estetica” del movimento Indie. Le spilline, le borse a tracolla, i locali, il vintage. Tutte cose che adoro, fra l’altro, anche se non ho spilline attaccate al mio vecchio zaino Invicta, e di vintage ho solo una felpa comprata all’Oviesse. Lo stile Indie, insomma, mi affascina, è qualcosa a cui, diciamolo, vorrei aspirare, ma apre in me una voragine perplessa. Filosoficamente parlando, si tratta di Forma e di Sostanza, dicotomia lacerante per il sottoscritto, specie quando la Forma può arrivare a “corrompere” la Sostanza: a influenzarla, a deviarla, quasi a sostituirla e anticiparla. E’ un discorso che vale ovviamente per la maggioranza, e non per quelle sante persone (da tenere sotto una campana di vetro) che seguono in modo autonomo il proprio sentire, e da qui partono, se vogliono, a costruire un proprio stile. Però quando un fenomeno si espande, c’è il rischio che la Forma acquisti più importanza della Sostanza. Ecco che la canzone di sottofondo che si ascolta diventi in qualche modo musica “ambient”, proprio come quella musica che fa da parete, e che al posto degli arpeggi e dei giri di chitarra, subentri  al centro della scena, la maglietta, il paio di Converse, la frangetta, le spilline e tutto l’armentario, insomma. E la musica ritorna a fare da cornice. Illuminante, ma davvero, è il post di Pompeo, che si immagina un Costantino in mezzo a quegli ambienti lì. Il tratto comune, è la maniacale cura del dettaglio, dell’immagine di sè, del lato esterno, che porta ad accumunare un fighetto antipatico a un alternativo. Le Adidas Yoshimoto ai piedi e la T-Shirt introvabile indosso. Due poli che si cortocircuitano, un paradosso di estetica che porta due universi lontani anni-luce, ad avvicinarsi incredibilmente, grazie alla Forma, così invadente rispetto alla Sostanza. A modo mio, leggendo quel post di Pompeo rilancia la mia perplessità verso l’ambiente esterno, ormai così selettivo. Non sono bravo nel scovare i dettagli per costruire il mio Stile, e di fronte al mio anonimato estetico corredato di qualche concessione riconoscibile, rimango anchio perplesso, ma di me stesso, però. Forse sarebbe meglio rivolgere questo stato d’animo verso l’esterno, verso mondi ben caratterizzati che corrono il rischio di interpretare se stessi. Sogno di andare al concerto della band svedese sconosciuta con una bella camicia bianca e i brillantini sul collo. Di andare a sorseggiare l’aperitivo in riva al Papete con una maglietta zaccona, sporca e sudicia piena di spilline. E’ bello costruirsi uno stile, ma snervante quando lo stile personale deve piegarsi ai Canoni, deve aggiornarsi e stare al passo. Al passo di chi, scusate? Al passo di manichini di tendenza? Spogliamo la Sostanza, che balli coi piedi nudi in riva al mare e che si ubriachi in un locale underground, senza che non ci sia nessuna tendenza a rompere le balle.
E se sono stato confuso e precario, o se sono andato fuori tema, meglio così.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
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Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
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I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
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Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)