Fotoromanzo in action

A casa di mia nonna, quando ero piccolo e ancora più innocente, seduto sul divano, circondato da cuscini ricoperti da tele forate di lana grossa con motivi floreali ricamati su colori sgargianti, leggevo riviste molto nonnesche, come Confidenze, o Intimità. Le lettere delle donne in quelle riviste mi piacevano moltissimo, ma più di tutto mi piacevano i fotoromanzi.
I tempi però sono cambiati, e a questi nuovi ritmi mal si adatta la forma mezzo statica e mezzo dinamica del fotoromanzo. un telefilm è più fluido, più simile, un libro rosa è più pieno, più fantasioso.
Occorre rifondare il fotoromanzo su basi diverse, come una performance live di incredibile audacia.
Realizzare un fotoromanzo in movimento richiede fantasia, intuizione, colpo docchio e velocità di esecuzione, come insegna Renzo Montagnani in Amici miei prima di fare quella grossa nel vasino del bimbo.
Si fa cosi’:
Ci si aggira con un blocco bianco e un pennarello, e si osserva la gente.
Quando si individua una situazione che si crede di saper interpretare, si scrive un pensiero, o si fa un disegno rapidissimo, si strappa il foglio e lo si espone sopra la testa della vittima, come un fumetto vivente.
Il tutto dura pochissimo, il tempo di leggere il fumetto per quelli che in quel momento stanno guardando in quella direzione.
Poi via, subito, che si rischiano le botte, a rompere i coglioni alla gente.

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(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
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Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

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(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

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Indovinello
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(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)