Un furto assurdo /1

Raccontino surreale estivo partorito dalla mia mente offuscata e pigra… per chi ha voglia e tempo di leggerlo, verrà pubblicato a puntate per i prossimi tre giorni.

Era un edificio grande e alto, di colore grigio, con un portone monumentale sopra il quale campeggiava una scritta che non lasciava dubbi sul contenuto del palazzo: BIBLIOTECA. Ad un primo sguardo uno poteva anche scambiarlo per un palazzo come un altro, magari un’abitazione qualunque, ma il passante attento avrebbe sicuramente notato la scritta cubitale sopra il portone. Un uomo dall’aspetto losco, vestito con un giaccone pesante, berretto, occhiali scuri e con una sciarpa che gli copriva buona parte del volto si dirigeva in tutta fretta verso l’edificio. Entrando si tolse il berretto e chiuse l’ombrello che c’eravamo dimenticati di descrivere nella frase precedente. Appoggiò il tutto su una panca vicino all’ingresso, quindi si diresse rapido e deciso verso la zona “Narrativa italiana“. Un ragazzo dietro il bancone si accorse di lui a causa del suo look sospetto e si mise a seguirlo senza farsi scorgere. Ad uno sguardo più attento avremmo chiamato il ragazzo “Obiettore” e il bancone “Sportello dei prestiti“. L’uomo era giunto nel frattempo davanti alla lettera B: Beccaria, Bembo, Boccaccio, Boiardo, Boito… Guardava quei tomi innanzi a lui con passione e avidamente ne afferrò uno, che potremmo chiamare “Bastogne” di Enrico Brizzi, ma anche un altro se vi fa piacere, e lo infilò rapido sotto il giaccone. Il ragazzo era stupito dello strano comportamento dell’uomo ma rimase in silenzio ad osservare. Una mosca si posò garrula sul braccio dello strano uomo, che con un gesto di stizza la allontanò. Questo particolare sembra non avere nessuna utilità al racconto, in realtà ci siamo dimenticati di dire che l’uomo reggeva con il braccio il libro sotto il giaccone. Molti di voi lo sospettavano e hanno dovuto leggere ugualmente queste righe chiarificatrici. Chiedo scusa e proseguo. Il libro cadde a terra con fragore e il giovane fino a quel momento zitto e buono perse la calma.
– Scusi, dovrebbe fare più attenzione con quel libro – gli disse con tono comunque gentile.
(segue…)

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