Un furto assurdo /3

(segue da seconda parte)
Lei giovanotto dovrebbe fare più sport invece che passare le ore in biblioteca – berciò la vecchia
– Lei signora poterbbe pure farsi una padellina di cazzi suoi ogni tanto neh? – sparò l’obiettore senza pensarci troppo su.
– Il mio libro! – gemette l’uomo ancora in terra guardando verso il tombino.
– Veramente quel libro appartiene alla biblioteca – disse il giovane ancora ansimante per la corsa sfrenata
– Ma che importanza ha? Faccia finta che l’abbia preso a prestito. – disse stizzito l’uomo
– Già, ma lei non l’ha fatto. Ora dovrà ripagarlo lo sa? Si alzi e venga con me in biblioteca.
– Spero voglia scherzare. Ho tante cose da fare. Arrivederla. – e nel dire ciò l’uomo si alzò con inaspettata rapidità e corse via.
Il ragazzo rimase spiazzato per la seconda volta e non ebbe nemmeno la voglia di inseguirlo. La vecchia ridacchiando riprese il suo cammino. Il sole era ormai alto nel cielo e l’arcobaleno indicava che era da poco piovuto. La chiazza sui pantaloni dell’uomo che era da poco corso via era inequivocabile: o era caduto in terra in una pozzanghera o si era pisciato sotto. Chissà forse la vecchietta rise anche per questo.

Epilogo. Il ragazzo ripensò alla frase della vecchia e si decise a fare un pò di sport. Ogni sera iniziò ad andare a correre anche se non ottenne mai risultati brillanti. L’anziana massaia comprò le uova, fece una buonissima torta per la sua nipotina di 9 anni, e ne fù soddisfatta. Dell’uomo in incognito non si seppe più niente, ma venne ritrovato pochi giorni dopo un volumetto in biblioteca, nei pressi della lettera B anche se non esattamente al suo posto. Si trattava di una copia del medesimo libro rubato e poi perso in maniera tragibuffa dal losco figuro. Aprendolo, la direttrice si fece cadere un foglietto, inserito tra la pagina 45 e la 46 del libro. C’era scritto: “Vi lascio una copia nuova di questo libro, ho preso la vostra perchè mi piaceva la copertina e non si trova più in commercio. Inoltre nella nuova edizione la carta è troppo sottile, il carattere usato è piccolo e l’inchiostro tende a sporcare, insomma: un disastro. Scusatemi ma il libro per me è una cosa preziosa! P.S. Non raccontate balle, è impossibile inserire un foglietto tra la pagina 45 e 46 di qualunque libro!”. Touchè.

(fine)

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