Venezia 61: quello che in tv non dicono

Certe volte le cose bisogna proprio vederle di persona per capirle fino in fondo. Così fatto su uno zainetto semivuoto e una valigetta ridotta all’osso son partito alla volta di Venezia quattro giorni fa, ospite di Rotaciz, alla quale vanno i miei più sentiti ringraziamenti per le tre giornate da vip che mi ha fatto trascorrere. Ed ecco che cosa ho scoperto riguardo la città lagunare, la Mostra del cinema e tutto il resto:
– Senza un opportuno pass al Lido non sei nessuno e non riesci ad entrare praticamente in nessun posto, bar esclusi. Ma ho scoperto anche che se tieni al collo un porta pass con un pezzo di carta qualunque nessuno si accorgerà della differenza.
– Non sarei potuto entrare al Westin Excelsior Hotel, dove gironzolavano a piede libero tutti gli attori e i registi, ma se indossavo un paio di occhiali da sole, mi mettevo una camicia e tenevo una macchina fotografica in mano mi sarei potuto spacciare tranquillamente per un fotografo e così è stato.
– Ho scoperto che, ehi!, è facilissimo entrare alle proiezioni se conosci qualcuno in Biennale!
Tarantino sarà pure grassoccio e bisunto, ma ha una faccia talmente simpatica e cordiale che avvicinarlo per fargli i complimenti è stata una grandissima soddisfazione.
– La Mostra del cinema non è per il pubblico come forse qualcuno pensava. C’è una biglietteria ma i biglietti sono tutti riservati ed è quasi impossibile comprarne uno a meno che non l’abbiate prenotato per tempo o siate parente di qualcuno in Rai.
– Tutto il contorno non era il solito caciottare di paninari, piadinari, bancarelle e mercatini, ma soltanto pochi ordinatissimi stand degli sponsor ufficiali di cui uno era un ottimo distributore di panini.
– La donna che vendeva i suddetti panini sembrava uscita da un film di Verdone o con Mario Brega e stranamente nessun regista li attorno la notasse per farle fare la caratterista in qualche pellicola di serie B.
– Ho scoperto con dolore che non ci sono bagni chimici in tutta la zona della Mostra. Nemmeno uno. Per pisciare si va dritti a casa senza più pensare oppure si deve entrare al Casinò. Soltanto se hai il pass, altrimenti ti bagni i pantaloni.
– La gente presente al Lido non capisce niente di cinema e a momenti non conosce quasi attori e protagonisti. Quando qualcuno usciva dall’Excelsior lo fotografavano lo stesso pensando fosse un vip, quando a volte erano guardie del corpo, turisti o pirla curiosi come il sottoscritto.
– A riprova del fatto basti dire che dopo aver chiesto l’autografo a un solitario Luigi Lo Cascio in Sala Grande, durante la proiezione del film con protagonisti Accorsi e la Samsa, si sono avvicinati in molti chiedendomi chi accidenti fosse.
– Ho scoperto che i film più applauditi non sono quelli maggiormente piaciuti al pubblico. Sono soltanto quelli con più claque pagata dalle case di produzione per assistere alle proiezioni. Attenzione a dire che “Ovunque sei” è piaciuto al pubblico!
Mollica è davvero grosso, ma Tosatti quasi lo raggiunge.
Alberoni è un morto che cammina, Cattaneo fa il figo abbronzato. Annunziata assente, come mai?
Scarlett Johannson è un tappo, ma è una perla di rara bellezza.
Stefano Accorsi che faccia la parte di un quarantenne, di un ragazzino, di uno sfigato, di uno studente, di un ladro, recita sempre alla stessa maniera, e ormai la gente ne ha le palle piene.
Yoko Ono è brutta come la fame e se ripenso a tutto quello che ha fatto per i Beatles mi viene rabbia.
– Ho scoperto infine che XXXXX è dell’altra sponda. Ma questo non potevo dirlo vero R.? Ops.

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