Con chi stiamo trattando?

Bene, finalmente sono state liberate le due Simone, Simonesse, Simona&Simona che dir si voglia. Festeggiamo, al di là di tutto, per due bravissime persone che con il loro impegno e la loro passione stavano portando aiuti concreti per le popolazioni irachene, ingiustamente rapite da qualche sbandato gruppo terroristico. Festeggiamo perchè due nostre connazionali, donne per giunta e questo è un inedito, si sono salvate da quel trappolone infernale che è il gioco dell’ostaggio, ormai routine nella bolgia del “dopoguerra”. Dopo l’uccisione di Baldoni abbiamo capito che evidentemente non tutte le ciambelle riescono con il buco e far saltare i nervi ai rapitori è cosa, ahimè, piuttosto facile. Festeggiamo infine perchè per una volta ci si è mossi compatti, governo e opposizioni, facendo il possibile per salvare la vita alle due ragazze, e cioè mandando in tv Ciampi ad implorare pietà ed inviando un Maestro di sci nel deserto a trattare con poco probabili arabi, quando si dice la persona giusta al posto giusto. Meglio così, non starei qui ad ironizzare se fosse finita in altro modo come alcuni nei giorni passati avevano ipotizzato. La verità è che c’è ben poco da ironizzare.

Per chi non lo avesse capito, è stato pagato un riscatto di un milione di dollari. Dice, due vite umane non hanno prezzo. Certo, certo. Ma non sta qui il problema. In un modo o nell’altro abbiamo assencondato la volontà dei terroristi (parola grossa… diciamo pure rapitori), abbiamo acconsentito alle richieste di denaro in cambio del rilascio degl ostaggi. Che continueranno dunque ad agire così, visto che il giochetto gli riesce. Mi riesce difficile a questo punto capire perchè dopo la messa in onda dei video sulle tv arabe, dove i prigionieri fanno richieste precise per conto dei terroristi tutti i governi si affrettino a dichiarare che “noi non trattiamo con questa gente”, mentre alla fine dei giochi si è sempre scoperto che così è stato. Ci si gongola davanti all’opinione pubblica, che guarda e crede soprattutto alle tv, di essere arrivati all’obiettivo tramite la diplomazia, mentre la stampa, molto meno diffusa e comunque ben controllata, parla di pagamenti segreti di milioni di dollari. Chi mente a chi? E per quale ragione?

Secondo il Governo non è stato pagato un riscatto nemmeno in occasione del rilascio dei 4 ostaggi ad aprile, mentre fonti irachene parlavano di scambi nascosti di valigette. Ricorderete certo il buffo video della liberazione, dove i soldati americanti irrompevano in una stanzetta nemmeno troppo nascosta, con la porta già aperta e trovavano gli ostaggi soli e pronti ad attenderli. Quasi un passaggio di consegne, si era detto.
Bugie su bugie dunque. Ecco puntuale anche questa volta la smentita di Frattini: “Non è stato pagato assolutamente nessun riscatto per la liberazione. Per la soluzione della vicenda, il mediatore è stato soltanto il grande sistema di contatti che hanno fatto capire concretamente ai rapitori con chi avevano a che fare: con un paese, l’Italia, amato e stimato dal mondo arabo. Questo è stato il nostro unico riscatto.”
A me affermazioni del genere, dopo tutti i messaggi che provengono dal mondo islamico contro il nostro paese, fanno ca-ga-re. Ritengo personalmente vergognoso che si possano contorcere le cose a tal punto per una mera questione di immagine. Dispiace soltanto a questo punto che ad averci rimesso sia stato soltanto il povero Baldoni, vittima forse della troppa solerzia dei suoi rapitori a rispettare l’ultimatum dato. A questa gente non interessa affatto il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq, bensì il proprio tornaconto personale, economico, grazie al quale condurre una vita serena magari lontano dal loro paese natio. Sono dei delinquenti, poveracci qualunque che nel nome di Allah sequestrano, rilasciano, dettano legge in un paese ormai sprofondato nel totale caos. Come sciacalli nel deserto, approfittano della situazione facendo leva sui sentimenti altrui. Lo chiamiamo “terrorismo” e inorridiamo. Per loro è normale ed è quella che spesso impropriamente chiamano “guerra santa”. Ora che sappiamo come vanno le cose stiamo anche imparando a conviverci, a suon di verdoni in cambio dei nostri connazionali. La faccia così è salva, e del portafoglio chissenefrega. Un paese con un deficit del genere non bada certo a queste cose, no? Evvabbè. Brindiamo finchè dura.

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