Monthly Archive for October, 2004

Adam Smith va rivisto

Peccato non abbia una tazza di caffè sotto mano. Farei volentieri finta di rovesciarla sulla mia scrivania, per imbrattare gli appunti di economia. Sarebbe la mia vendetta contro quella materia arida che ci costringono (ok, è un esame opzionale) a studiare a noi ingegneri. Lasciateci progettare, programmare, risolvere, implementare: non imbrigliateci in quelle ciniche formule e dettami. Dove persino andarsene a comprare una semplice pizza, nasconde chissà quali meccanismi di domanda e profitto. L’intera esistenza umana regolata da grovigli di produzione e ricavi e profitti e domanda di mercato. Beh, preferisco fare una fork, o al limite una pipe. Essendo di ampie vedute, sono disposto ad ascoltare tutte le teorie di chi sostenga l’instrinseca bellezza della materia. Ovviamente di fronte a una calda tazza di caffè. Offro io.

Aiutiamolo ad aiutarli

Diamo una maglietta dell'Inter a quest'uomo

E’ lui la vera rivelazione di quest’anno calcistico. Moratti sta firmando gli assegni proprio mentre ne parliamo.

Ciccio, che hai fatto a scuola?

Niente di vero.

Un susseguirsi di colpi di scena sullo sfondo della metropoli più metropoli del mondo, dove tutto è accaduto e dove tutto può accadere, dove in realtà non c’è niente di vero. Tranne gli occhi…

Mi spaventa Faletti.
Mi spaventa, non tanto il Faletti scrittore o i contenuti dei suoi libri. Non li ho letti, non credo che mi piacerebbero. Il thriller all’americana non fa per me, io preferisco quello all’italiana. Ma no, non é questo. Mi spaventa il nome FALETTI stampato su hardcover che sembrano costosi e molto probabilmente lo sono. Stampato oro, in rilievo. Cazzo, ho una specie di sindrome di Stendhal causata dalle copertine dei best-sellers.
Ecco, mi spaventano i libri di Faletti, più che il libro di Faletti. Mi spaventa il piramidone formato da copie di Niente di vero tranne gli occhi piazzato lì da Edison, a Firenze. Mi disgusta la copia di Io Uccido che c’é accanto al piramidone stesso, perché é in un formato strano – ricorda quello di alcune edizioni dei vangeli – e mi sembra decisamente un formato da cesso e da ombrellone.
Tocco la copertina del libro. Mi suggestiono probabilmente, ma mi sembra di aver toccato un Necronomicon di plastica. Ripeto nella mia testa “non hai niente contro Faletti”. Leggo il plot. E’ freddo, impersonale quanto quello del suo primo libro. La copertina é identica a quella di tanti altri libri, forse anche il contenuto. Mi guardo in giro, mi sento uno snob cazzone.
Mi allontano dal piramidone, che mi sembra sempre più grosso. Cazzo, sembra quasi che mi sovrasti. Che mi voglia divorare. Ma quale serial killer!! E’ lui il mostro, un Babau di inchiostro e cellulosa.
Ho visto i due motivi per cui sono in una libreria nonostante gli innumerevoli libri rimasti in sospeso. Il mostro é già un ricordo lontano, due Stile Libero lo hanno cancellato dalla mia fervida immaginazione. La crisi passa, la scenografia torna normale. Il piramidone non mi spaventa più.
Afferro New Thing e La Notte dei Blogger, vado a pagare e poi sono subito fuori, con già l’iPod che pompa i Ben Folds Five ad altissimo volume.
Non ho nulla contro Faletti.
Giuro.

Teste di ponte

logosmallTeste di ponte. Sono si, proprio questo, teste di ponte. Guidano l’invasione, sono i primi a beccarsi pallottole e cannonate. Come i marines, che sono un corpo specializzato ad arrivare su una spiaggia sotto il fuoco nemico; specializzato a farsi massacrare alla grandissima.
Io quelli che si sono cimentati con questa raccolta di raccolti li vedo un pò così. Di sicuro si beccheranno più sassate che gloria. Prenderanno (volendo parafrasare) le botte dai bloggers, oltretutto. Tutto questo per cosa? Ma per organizzare una vera e propria invasione!
Si parla di questo e altro nella puntata di lunedì di Ultracorpo, con interventi di Proserpina e Gianluca Neri.
Lunedì, dalle 22.00, solo su Radionation. Le frequenze ormai le conoscete.

Un lampo negli occhi

Un attimo, un incrocio di sguardi e un sorriso, che illumina il grigio pomeriggio di studio. Due occhi timidi e sinceri, il coraggio di un gesto. Non sono maleducato. Solo un incorreggibile timidone che a volte resta incantato dalle piccole cose…

J.F. Rutelli

«Noi dovremo saper conquistare il centro dell’arena».
John Fitzgerald Kennedy?
No, Francesco Rutelli.
Che in un’intervista al Corriere della Sera aiuta a capire quali sono i reali problemi della sinistra:
«Non ci può essere una lettura topografica del centro. Io penso che la vittoria si giochi sul profilo complessivo del centrosinistra, e penso che non dobbiamo avere un baricentro spostato a sinistra. Vinceremo se terremo il centro dell’arena, se saremo noi a formare l’agenda del futuro».
La dislessia semantica, per esempio.
L’analisi che Rutelli compie della politica internazionale ha la profondità di una figurina Panini.
Già incollata nell’album.
«Oltre a Bill Clinton, i laburisti inglesi di Tony Blair hanno vinto presentandosi come «centrosinistra», e i socialdemocratici tedeschi di Gerard Schröder hanno vinto con lo slogan del “neue mitte”, il nuovo centro. Oggi è lo stesso problema che affrontano George W. Bush e John F. Kerry, perché se è vero che esistono le “Due Americhe”, se è vero cioè che il Paese è elettoralmente diviso in due, i due candidati alla Casa Bianca sono impegnati a convincere la fetta di cittadini ancora indecisi».
Vista l’approfondita conoscenza del contesto politico statunitense, mi chiedo per quale motivo Rutelli non abbia mai pensato di candidarsi come vicepresidente del candidato verde Nader, alle presidenziali di novembre.
Potrebbe restituire la necessaria tranquillità ai democratici.

Blog-(ri)letture

Stasera, a partire dalle 21.30 su Radionation non perdete il consueto programma Zerovoglia. Dopo la trasmissione sperimentale di due settimane fa, ancora una volta sarò da solo ai microfoni per una serata di letture alternate a musica a tema. Niente frizzi e lazzi, si leggono post e racconti, ad alta voce, in una sorta di reading improvvisato basato sulle suggestioni e sul suono delle parole. Per ascoltare il programma potete utilizzare il vostro player preferito come solito oppure collegarvi direttamente cliccando sul bottone di Zerovoglia qui a lato.

Verranno letti brani di: GiudaMaccablog, Haramlik, Il Mullah, Inkiostro, Leonardo, Microbloggiallo, Franciskje, Ualbois, Wittgenstein, Eraserhead, Magenta&Woland, Strangeblog, Pulsatilla, Chinaski, Marlowe, 2fat2furious, Webgol.

Modi di dire

Non so, dalle vostre parti come si dice quando si perde senza segnare nemmeno un punticino? Cappotto? Qui da noi gli sconfitti di solito vanno a casa col broncio e con la coda tra le gambe, a Roma invece pare non avere nessun significato.
Uno dei giocatori, Antonio Marzano, conoscete?, ha detto: “Gli italiani non hanno ancora percepito i vantaggi delle riforme che ha fatto questo governo. Rilancio la sfida alle regionali del 2005. Allora, tutto sarà diverso.” Qui li chiamiamo “facce come il culo” e a Milano forse anche “boccaloni”.

Chiama lui, chiama lui…

Lunedì mattina. Ottoetrenta. C’è ancora buio nella grande aula al primo piano e gli occhi si chiudono reclamando ulteriore riposo. Ma non c’è niente da fare. In guardia, studentelli. Oggi chiama alla lavagna. E’ un’angoscia che ci portiamo dietro fin da bambini, quando alle elementari a capo chino speravamo di non incrociare lo sguardo della Maestra che doveva pur interrogare qualcuno sulle guerre puniche. E’ un po’ come quando alle medie incrociavamo le dita e facevamo attenzione al dito della Prof. di Lettere che scorreva l’elenco sul registro. Interroghiamo….Artosi….e Balboni. Sempre loro. Fiuuu, meno male…Ecco guarda è già alla lettera L, mi ha passato, per oggi sono a posto. E con malcelata soddisfazione ci auguravamo che se proprio doveva pescare qualcuno nella nostra direzione avrebbe pescato il compagno davanti, quello dietro. Io prof? Lui? No, quello dietro.
Dall’altra parte il Nemico, il Professore che prima di tutto è stato studente e conosce benissimo il meccanismo del gioco. C’è il professore sadico che tiene la suspence alle stelle fino alla fine scorrendo l’elenco più volte su e giù oppure scrutando le facce cadaveriche degli studenti, pescando infine il più spaurito. C’è quello bonario che interroga quando vi offrite e cerca sempre volontari, se non ce ne sono va avanti a spiegare e se ne frega. Quello simpatico ma subdolo, che mentre ti racconta del derby della sera prima (sembra un amico come un altro!) ti butta li un “vieni alla lavagna, va, che facciam due esercizi!”. Così, in amicizia. E poi c’è il prof. che chiama a caso, guardando la folla. Uno vale l’altro. Chi si nasconde sotto il banco, chi fissa impavido lo sguardo del docente con sfida (perchè se lo guardo non sceglierà certo me, no?), chi abbassa la testa rileggendo come impazzito gli appunti, chi guarda i compagni, chi guarda la punta delle scarpe, chi è proprio rimasto a casa quella mattina, per motivi familiari ovviamente…

– Viene alla lavagna quello con la camicia grigia.
– Io?
– Si, lei.
– Guardi, la mia camicia non è grigia, forse si confonde.
– Vabbè, antracite?
– No no, forse intende lui?
– No, proprio lei. La camicia grigio quarzo.
– No, non ci siamo. Io non sono vestito così.
– Senta lei con gli occhiali, faccia poco il cretino.
– (Fregato.) Cazzo, brava, brava. Ce l’ha fatta. Ha vinto lei, vengo!

Cosa non farei per non essere chiamato. D’altra parte aver fatto parte in gioventù di tutte le sopracitate categorie di studenti, non aiuta nemmeno oggi. Si cresce e si cambia ma certe piccole paure restano in eterno, accidenti a loro. E non chiamatemi “fifone”, è che io amo ascoltare…

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)