Quattro chiacchiere con…Daveblog

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E’ li davanti a me, in camice bianco, e fa pure la sua bella figura. Lo stomaco aperto del paziente da operare da un lato, il televisorino lcd dall’altro con accesa l’Isola dei Famosi. Non perderà mai il vizio lo sapevo… Decido di farmi avanti.

Davide, neo dottore in medicina, dunque Dottor Davide (in seguito: Didì), vivi ai margini della Milano da bere nutrendoti di Grande Fratello, fiction, e altre immondizie televisive. Chi meglio di te può darci un giudizio sulla televisione italiana oggi?
Aiut… ma che è, un’intervista seria?
Nel tuo blog un manifesto in alto a destra mette le mani avanti: non aspettiamoci nessi logici o costrutti di chissà quale profondità… E’ una tua filosofia di vita prendere la vita con leggerezza oppure solo nel blog cerchi un disimpegno dagli orrori della cronaca quotidiana?
No, è solo che scrivere un blog meno leggero mi richiederebbe più tempo. Quindi il Daveblog, così com’è, è l’unico compromesso possibile tra la voglia di scrivere e la poca dedizione nel farlo. Sono un concentrato di ottime intenzioni puntualmente inevase: quel manifesto mi garantisce l’immunità.
Gli inizi su Splinder, come tutti, poi Clarence, quindi il sito autonomo e una popolarità sempre crescente. Qual’è il segreto del successo, Didì?

Ah, sì, questa la so! “Essere sempre se stessi”: l’ho sentito dire da Miss Italia 2004 subito dopo l’incoronazione. Ne ho pure un’altra molto bella: “non smettere mai di crederci”. La verità è che ci vuole una promozione forte da parte di qualche blogger conosciuto, siamo onesti. Il mio blog descrive le stesse cose da quando è nato, ma gli accessi sono cambiati da così a Pomì il giorno in cui Skid X ha postato su Macchianera il mio primo pezzo sul Grande Fratello. In serata ho ricevuto la password da autore, di lì a poco sarei stato aggregato a Blognation. Ora, parliamo di blog, dunque di cose divertenti che non vanno sovrastimate. Ma fatte le debite proporzioni, di quei momenti convulsi mi rimane l’orgoglio embrionale di aver conquistato quella strana posizione in virtù della bontà del pezzo che avevo scritto (peraltro estemporaneo), anche se è del tutto evidente che la sponsorizzazione del mio mecenate (Neri) è stata decisiva in termini di visibilità. Quindi in definitiva: serve una spinta, ma non serve essere “amici di”, per averla. Basta un po’ di fortuna. Poi è tutto un circolo virtuoso: se trovi gente che condivide i tuoi interessi, il tuo blog acquisisce qualità tra i commenti (aspetto questo imprescindibile) e ti stimola a proseguire su quella strada. Vorrei che da questo sofismo inutile si traesse un’impressione ottimista, cioè che può capitare a chiunque di svegliarsi con qualche accesso in più del solito. Certo, è più facile che accada a quelli che danno un taglio inedito o poco calpestato al loro blog, questo sì. Per inciso, questo è un discorso dedicato unicamente a quanti si crucciano per le proprie statistiche: gli altri, quelli che “non importa chi mi legge perché io scrivo per me stesso”, già mi disprezzeranno sulla fiducia. Però, andiamo: perché scriviamo on line, se non perché qualcuno ci legga? Segue dibattito.
Davvero segui tutti i reality show in tv di cui parli? Sei socio onorario Sky oppure hai solo tanto tempo libero? Pensavo che i dottori avessero sempre tanto lavoro…
Ho una redazione che lavora per me e produce post in tempo reale (seeee). Beh, innanzitutto non parlo solo di reality show, ma anche di Jeansy e dei coltelli Miracle Blade la serie perfetta. Non sono abbonato a Sky e per almeno sei ore al giorno sono in ospedale. Se poi togli il tempo da dedicare a famiglia e qualche altro interesse, mi crederai se ti dico che no, non li seguo tutti. Però non ci vuole tanto a far credere che sei un guru del reality parlato: qualcosa lo vedi, qualcos’altro lo leggi, qualcos’altro ancora ti arriva come segnalazione… il resto è scenografia!
Abbiamo pensato ad una possibile carriera postblog. Vieni scelto per entrare nella casa del Grande Fratello, in quanto critico di costume e società, così quando esci vivi di rendita… Sarai sempre ospite di qualche programma della De Filippi che ti lancia definitivamente. Diventi famoso quindi ti fanno fare l’Isola dei Famosi, nel frattempo ti tempri nel fisico e quando torni ti chiamano a fare Campioni. Poi quando sei vecchio ti ritiri nella Fattoria o nella Music Farm e ti riposi un po’ aspettando l’età della pensione. Che ne dici?
Hai una bustina di Biochetasi?
In tempi non sospetti una volta hai detto, parlando di blogstar: “I visitatori tipo di uno starblog intervengono a fini prettamente pubblicitari: ti segnalo che ci sono anch’io, caro vip, non è che darestiun’occhiatina al mio blog? Ci scappasse un linkino…” Beh come ci sei finito ad elemosinare il link di Petunio e Confuso sul tuo blog? Mezza blogsfera ha pianto con te nell’attesa, l’altra metà si è rottatalmente le palle che ti ha iscritto alle liste di spammer insieme a Sifossifoco e Luciano Somma… Insomma, ne valeva la pena davvero?
Su questo argomento purtroppo le evidenze sono tutte a mio sfavore, ma per quanto mi riguarda la faccenda dei due link fa parte di quel “cazzeggio organizzato” che è un po’ la cifra stilistica del mio blog. Dico “cifra stilistica” perché trovo che queste due parole stiano molto bene assieme, quindi da qualche parte in questa intervista volevo metterle. Dicevo, il motto è: “assumiamo atteggiamenti impopolari, ma facciamone un vanto e giochiamoci su”. Mai come in questo caso il mezzo era più interessante del fine. Per dirimere la questione comunque potrei osservare che, su un piano prettamente speculativo, i due link mi sarebbero serviti un anno fa, non oggi. I discorsi sulla dignità invece li lascio a chi si prende troppo sul serio: Petunio e Confuso hanno giocato con noi, abbiamo fatto un po’ di cabaret e nessuno si è fatto male. Preciso che quando dico “noi” non sono posseduto dallo spirito guida del mago Othelma, ma mi riferisco anche ai commentatori del mio blog, che saluto (certo che sono provinciale da fare schifo, eh? Ma dico, mi intervistano e io faccio i saluti, che tristezza…)

C’è un personaggio di cui si parla molto sul tuo blog tanto che ormai è diventato un simbolo, un’icona generazionale per il popolo brilluccicoso che sogna di diventare qualcuno senza troppo faticare: parliamo di Jeansy. Raccontaci di lei, da dove esce questa cantante pacioccosa e dove crede di arrivare…
Aaaah, questo sì che è il mio argomento preferito. Dunque: Jeansy nasce dal mare e l’iconografia ufficiale la ritrae in piedi su una conchiglia trainata da cavallucci marini. Il suo mito affonda le sue radici in un’epoca molto lontana, se è vero che un papiro egizio ritrae il faraone Tuthanjeansy nell’atto di succhiarsi voluttuosamente l’alluce. Ma al di là di queste disquisizioni capziose (Jeansy c’è, e basta), Jeansy è il punto di riferimento per tanti giovani come me: la sua voce melodiosa è arrivata dove mai nessun’altra prima (dritta al pancreas passando per il centro del vomito). “Game Over” è ormai l’inno di una generazione, nessuno può resistere al suo ritmo trascinante.
La tua giornata tipo. Passi le giornate guardando i referer ogni 5 minuti per sapere chi parla di te, con la tv sempre accesa e movable type aperto, rispondendo ai commenti, alle mail e studiacchiando nei ritagli, vero? E al mattino i post sono sempre rari. Dorme fino a tardi signor Didì?
Mamma mia, ma chi è questo monumento all’abbrutimento? Che ritratto agghiacciante! Hai dimenticato la birra perennemente in mano, la pancia di fuori ed il rutto libero. Dai, su, che non ci credi nemmeno tu… i referrer li guardo eccome, però, costituiscono un ottimo feedback.
Avevi una casella email, con Tin.it. Magari ne potevi avere tante altre da un qualunque provider. Avevi un programma di posta dove scaricare i nuovi messaggi con facilità. Invece hai scelto anche tu (sfido, tel’ho regalata io!) la Gmail. Ma a che pro? Non è scomodo secondo te andare ogni volta sul sito a leggere la posta, o è il normale prezzo da pagare per usare un oggetto cult?
La casella tin.it è stata presa ostaggio dagli spammer. Abbiamo stipulato patti ben precisi: io lascio fare, loro in cambio mi mandano solo una cinquantina di mail inutili al giorno (il re della Nigeria, Cepu per tutti, virus assortiti… quelle cose là, insomma). La tua gmail è più utile del previsto, altroché! Mi permette di tenere le email che vengono dal blog ben separate dalle altre (non sopporto che vadano a contaminare lo spam, IL MIO SSSSPAM, a cui tengo tantissimo) e leggerle on line è più facile di quanto credessi. C’è anche un tool che ti segnala quando è arrivata una nuova mail; infine, sarà un caso, mi viene più immediato rispondere a tutti (basta un click). Argh, ma che ho scritto, il testo di un messaggio promozionale da affidare a Maria de Filippi?
In generale è d’uopo tra i bloggers lanciare nuove manie e mode che spesso si rivelano di dubbio gusto. Uno la butta li, due raccolgono, tre lo provano, quattro ne parlano soddisfatti. Ci autoproponiamo e linkiamo Ipod, Gmail, indieband, WordPress, MT e altri gingilli… Secondo te alla fine esasperati usiamo queste cose perchè molto diffuse o perchè realmente sono le migliori nel loro ambito? Cos’hai da proporre tu oltre al tuo stetoscopio che, francamente, non ci interessa?

Dovresti, è un Littmann! Diciamo che non sono quel genere di blogger. Non affronto mai argomenti “fashion”, anche perché non ne conosco. Però son curioso e sperimento qualsiasi porcheria. Mi applico, ma ho la sensazione che la tecnologia a volte mi rigetti.

Cosa ne pensi del cinema italiano? Non sembra anche a te che la situazioneristagni da tempo con pellicole indubbiamente interessanti ma che ripropongono sempre gli stessi attori sballottati qua e là in ruoli sempre simili, su canovacci triti e ritriti? Sai citare un film che di recente ti abbia fatto dire, fuori dal cinema: “questo mi è proprio piaciuto”?
No, non lo cito perché mentirei. Visto che mi chiedi di generalizzare (pratica che mi riesce benissimo, viva la faccia) ti dico che i film italiani al cinema li guardo solo se costretto. Il nostro cinema si è impantanato nell’unico genere low cost che a torto ritiene di saper fare. E’ però un cinema di maniera che io non amo particolarmente: questo condiziona inevitabilmente il giudizio. Se si uscisse un po’ dai canoni della solita solfa forse potrei scoprire che anche qua ci sono delle buone cose, ma per me la verità – in sintesi – è che American Beauty è un bel film, mentre Ricordati di me un “vorrei ma non posso” nevrotico e sconclusionato. Se ci battono anche sul nostro campo, figuriamoci il resto. Ma forse è solo una questione di budget e professionalità coinvolte (ma va?).
La recente uscita in dvd della trilogia di Guerre Stellari in dvd ha suscitato grandissimo interesse in una o due generazioni che lo hanno amato e ne conoscono a memoria battute e scene. Quale film secondo te rappresenta meglio la generazione degli anni 90 o di inizio millennio? Attenzione: non vale citare film con Stefano Accorsi.

Questa è come quando ti chiedono di raccontare una barzelletta e la tua mente all’improvviso diventa vuota con i covoni di paglia che ci rotolano dentro. Ma insomma, TheEgo, chiedimi qualcosa di più interessante! Giudizi su blogger famosi, stroncature eccellenti, volti nuovi da proporre, se è vero che ho una fidanzata modella, ma insomma! Che razza di share pensiamo di fare con i miei giudizi sul cinema degli anni ’90? Che caspita ne so? E chi se li fila, soprattutto? La ggente vuole il sangue!

Uff, che fatica. Non posso mica chiedere sempre a tutti le stesse cose…non sei un tuttologo? Vediamo un po’…Tema: Vasco o Ligabue? Spiega le tue ragioni. Consegna ore 12.30. Non copiate e consegnate la malacopia. Svolgimento?

Ah, vedo che hai capito tutto, eh? Diciamo che se appendessero entrambi il microfono al chiodo me ne farei ampiamente una ragione.
Marachelle ne avrai fatte tante nella tua vita di studente sbarbatello nella Milano degli anni 80. Quale le supera tutte? E’ arrivato il momento che i tuoi lettori sappiano, Didì.
Ho due osservazioni da fare.
1) Da dove nasce quest’idea astrusa e topograficamente improbabile secondo la quale sarei milanese?
2) Didì lo vai a dire al cane di Marina Ripa di Meana.
Non ti piace il tuo nuovo nick per gli amici? Beh vabbè visto che non vuoi svelarci nulla ti faccio un’ultima domanda, alla quale, se saprai rispondere, guadagnerai la stima non solo mia, ma del mondo intero: Di che colore era il cavallo nero di Napoleone?
Wow, la classica occasione irripetibile di sembrare intelligente. Risponderei volentieri ed approvo le tue aspirazioni politically correct, ma l’indovinello celebre non parlava di una cavallo bianco? Sai, uno ha le sue certezze, mica puoi uscirtene tutto d’un tratto così… (odio chi finisce i discorsi con tre puntini di sospensione, si sappia)
Mi hai sgamato! Era un palese tranello per vedere se eri attento. In effetti il cavallo di Napoleone è sempre stato bianco… Grazie per la chiacchierata Dottor Daveblog!

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(Rolling Stone)