Chiama lui, chiama lui…

Lunedì mattina. Ottoetrenta. C’è ancora buio nella grande aula al primo piano e gli occhi si chiudono reclamando ulteriore riposo. Ma non c’è niente da fare. In guardia, studentelli. Oggi chiama alla lavagna. E’ un’angoscia che ci portiamo dietro fin da bambini, quando alle elementari a capo chino speravamo di non incrociare lo sguardo della Maestra che doveva pur interrogare qualcuno sulle guerre puniche. E’ un po’ come quando alle medie incrociavamo le dita e facevamo attenzione al dito della Prof. di Lettere che scorreva l’elenco sul registro. Interroghiamo….Artosi….e Balboni. Sempre loro. Fiuuu, meno male…Ecco guarda è già alla lettera L, mi ha passato, per oggi sono a posto. E con malcelata soddisfazione ci auguravamo che se proprio doveva pescare qualcuno nella nostra direzione avrebbe pescato il compagno davanti, quello dietro. Io prof? Lui? No, quello dietro.
Dall’altra parte il Nemico, il Professore che prima di tutto è stato studente e conosce benissimo il meccanismo del gioco. C’è il professore sadico che tiene la suspence alle stelle fino alla fine scorrendo l’elenco più volte su e giù oppure scrutando le facce cadaveriche degli studenti, pescando infine il più spaurito. C’è quello bonario che interroga quando vi offrite e cerca sempre volontari, se non ce ne sono va avanti a spiegare e se ne frega. Quello simpatico ma subdolo, che mentre ti racconta del derby della sera prima (sembra un amico come un altro!) ti butta li un “vieni alla lavagna, va, che facciam due esercizi!”. Così, in amicizia. E poi c’è il prof. che chiama a caso, guardando la folla. Uno vale l’altro. Chi si nasconde sotto il banco, chi fissa impavido lo sguardo del docente con sfida (perchè se lo guardo non sceglierà certo me, no?), chi abbassa la testa rileggendo come impazzito gli appunti, chi guarda i compagni, chi guarda la punta delle scarpe, chi è proprio rimasto a casa quella mattina, per motivi familiari ovviamente…

– Viene alla lavagna quello con la camicia grigia.
– Io?
– Si, lei.
– Guardi, la mia camicia non è grigia, forse si confonde.
– Vabbè, antracite?
– No no, forse intende lui?
– No, proprio lei. La camicia grigio quarzo.
– No, non ci siamo. Io non sono vestito così.
– Senta lei con gli occhiali, faccia poco il cretino.
– (Fregato.) Cazzo, brava, brava. Ce l’ha fatta. Ha vinto lei, vengo!

Cosa non farei per non essere chiamato. D’altra parte aver fatto parte in gioventù di tutte le sopracitate categorie di studenti, non aiuta nemmeno oggi. Si cresce e si cambia ma certe piccole paure restano in eterno, accidenti a loro. E non chiamatemi “fifone”, è che io amo ascoltare…

0 Responses to “Chiama lui, chiama lui…”


Comments are currently closed.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)