La Voce di Lello

“Il poeta […] vuole comunicare e vuole farlo attraverso la voce, sfruttando tutte le possibilità offerte dai moderni media e dalle tecnologie, cosciente, però, che oggi la sua voce è, prima di tutto, voce di un testo, che le sue parole sono inevitabilmente anche la pronuncia di segni, il doppio di un altro e in questa scissione contraditoria, in quest’eco, egli ripone il suo senso.”

Con queste parole Lello Voce (un nome una garanzia!) presenta nel libretto del cd la sua ultima fatica letteraria: FASTBLOOD. Ebbene si, avete capito bene, stiamo parlando di poesia e di un cd. Quell’oggettino tondo, largo 12 cm che solitamente contiene canzoni e musica. Immaginate che per una volta il mondo della letteratura, fatto di libri polverosi e pagine che ingialliscono, vada ad incrociarsi con quello freddo, rapido e moderno della multimedialità. Ne esce questo disco dal contenuto insolito. Bastano pochi minuti di ascolto per capire che abbiamo tra le mani un esperimento sicuramente innovativo e che ridà nuovo slancio alla poesia in chiave più moderna.
Quattro tracce di circa dieci minuti l’una, dove alle parole di Lello che sgorgano rapide come un flusso di coscienza senza interruzioni si sovrappongono i ritmi caldi dell’elettronica e del jazz. Ne scaturisce una sorta di reading musicale che mescola il linguaggio parlato e quello delle note, dove è chiaro che uno non può fare a meno dell’altro poichè i due canali si rincorrono, si cercano e si sostengono man mano.
Quattro testi di sicuro impatto nel loro poetare incalzante, vibrante di protesta e rabbioso come in “Lai del ragionare caotico”, dedicata a Carlo Giuliani, scomparso durante il G8 di Genova nel luglio del 2001. Rime e assonanze, intere frasi in loop si ripetono come il tema di una colonna sonora seguendo la logica dell’elettronica, a volte incerte, a volte palpitanti come la ritmica che le circonda. La voce di Lello è seria ed ha i toni dell’impegno civile:
“Perchè così finisce male, male, male, gli dico che così finisce male: perché ormai non ci sono più perché né parole adatte allo sbigottimento né attimi d’innamoramento né voglia di vento perché si vive di spavento contento di buio a cinque stelle di corpi senza pelle di cielo senza faville di mascelle serrate di maschere clonate si vive d’ignominia e falsità e il male è un ovvietà un’abitudine è un luogo comune un vestito rozzo e tozzo sul futuro un muro duro e scuro scudo transazione emozionale investimento sentimentale senza sale perché così finisce male, male, male”.

Di questo FastBlood insomma, ne sentirete parlare ancora, perchè l’idea è simpatica e ha l’indubbio potere di far avvicinare alla poesia un pubblico diverso dai normali fruitori della metrica tradizionale su carta, forse proprio quel pubblico più giovane, abituato a messaggi, email, chat e quel substrato di comunicazione veloce tipico della nostra società. A lui quindi il plauso di muoversi in questa direzione, con coraggio e grintosa forza.

FastBlood (prezzo €.8,30) da ottobre è distribuito da SELF nei principali negozi di dischi ed è acquistabile anche on line.
Per saperne di più: www.lellovoce.it, oppure puoi trovare altre recensioni di bloggers che hanno ricevuto in omaggio il cd per ascoltarlo e recensirlo qui, qui e qui.

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