W il motorshow

Come ogni anno a Bologna si celebra un evento a giudicare di molti fantastico, un evento che accoglie e raccoglie tutti gli appassionati di motori, carrozzerie, pneumatici, ammortizzatori, belle donne…

Dico a giudicare di molti perché io non l’ho mai visto e non me ne frega niente…si forse un anno ci andrò, ma solo perché qualche amico mi ci tirerà dentro con la scusa che c’è tanta gente, che mi dovrebbe interessare per il design delle carrozzerie, che si recupera qualche gadget…e qualche altra minchiata.

Io del motorshow me ne accorgo solo perché puntualmente ogni anno mi ritrovo a dover partire da Ferrara per raggiungere Milano in treno passando e soprattutto cambiando a Bologna. Sembra una cosa da poco e così è sembrata anche a me fino a questo mercoledì. Solitamente prendevo il treno il lunedì mattina e si si faceva fatica a salire, ma essendo io esperto ormai di stratagemmi per trovare posto, bene o male riuscivo sempre nell’impresa…Quest’anno invece sono tornato su a Milano mercoledì assieme a mio fratello e a Civo una bocconiano di Ferrara…partiti con l’idea di essere furbi a metterci in viaggio in giornata di festa, come arriviamo a Bologna ci accorgiamo del grande errore…la stazione centrale di Bologna era un brulicare di gente, di rumori, di corse…un ragazzo e una ragazza  di corsa si scontrano nei sottopassaggi mentre un terzo con un colpo di reni schiva l’incidente appena avvenuto, la mamma grida al figlio “dai un occhiata ai bagagli mentre controllo gli orari” voce che si confondeva col “ treno interregionale 2327 delle ore 17,30 proveniente da Ancona per Milano centrale è in arrivo al binario 4”…è il nostro, ci dobbiamo affrettare, corriamo verso il binario contenti che almeno non sia in ritardo, ma il sorriso si trasforma in sgomento quando vediamo che c’è la coda solo per raggiungere il binario…bene…io ci provo…ma non c’è trucco imparato in questi quattro anni che tenga…siamo li sulla piattaforma numero 4 che guardiamo la gente in coda ad ogni sportello del treno, quando sento con la coda dell’orecchio una voce provenire da dentro al treno “apriamo la porta del deposito biciclette che c’è posto” subito faccio cenno ai due e ci avviciniamo a quel vagone, in un attimo veniamo risucchiati dentro assieme ai nostri bagagli…il treno però non può partire c’è gente ancora attaccata agli sportelli…urge una decisione, il controllore che si trovava affianco a me telefona al conducente e dice “inizia a partire piano così la gente si stacca e riusciamo a chiudere le porte”…fantastico non me l’aspettavo e mentre io pensavo a quanto sembrava di essere in un film, il vecchietto vicino si incazzava con il controllore per la decisione disperata. Così è…il treno parte…tutti in piedi…arriva la prima curva…tutti si inclinano e si appoggiano sugli altri ma nessuno cade, non c’è lo spazio per farlo…la situazione rimane invariata fino a Reggio Emilia…poi il treno inizia a espellere della gente…io mi posso permettere il lusso di sedermi in terra e chiacchierare col vicino che ormai è un amicone di sventura…mi guardo attorno…chi sdraiato, chi resiste in piedi, “non siamo uomini ma immigrati” si sente dire…frase poco apprezzabile…però si sembriamo dei maiali destinati al macello…w il motorshow < ?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

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