La festa degli Ismi

Natale è la festa degli Ismi. Ogni giorno possiamo interpretarne uno diverso, se vogliamo. E là fuori, c’è tanta gente cui piace (inconsciamente o no) farlo.

Il nichilista
Ero sdraiato a terra che battevo pugni e piedi sul ciottolato, in preda a una crisi isterica, quando finalmente ho avuto l’illuminazione. Regaliamo tutti quanti scatole vuote. Contenitori pieni solo d’aria. Credo sia il regalo più istruttivo e propositivo che possiamo fare. Regaliamo un’opportunità, un incentivo: diamo un foglio di carta bianca, e lasciamo al destinatario la possibilità di riempirlo, con la sua penna e i suoi colori, o magari di lasciarlo così come lo riceve, intatto. Invece di regalare oggetti preconfezionati, doniamo scatole vuote. “Tieni, riempila con quello che vuoi”. A pensarci, non è affatto banale.

Il moralista
C’è chi dice che non crede nel Natale. Che non lo sopporta, che gli mette tristezza, che lo nausea. Tutto giusto. Pero ragioniamo. In giro ci sono parecchie persone, nei vari substrati sociali. Abbiamo il Natale inteso come ricorrenza cristiana. E di cristiani, questo stivale ne è pieno. Per chi ci crede, sabato si celebra la nascita del primo grande rivoluzionario della storia umana. Per cui Messa e raccoglimento interiore, e Dio lo benedica. Altra bella fetta è quella che celebra il Natale “american style”, il padre di famiglia col maglione di lana indosso, il sorriso della madre tuttofare, l’albero di natale e il camino acceso, e una bella dose di consumismo, di favole inventate dalla pubblicità (Babbo Natale è partorito dalla CocaCola) e di sentimentalismi di facciata, il tutto servito in tavola accanto a lasagne fumanti e arrosti ripieni. Direi che buona parte del substrato (provo un brivido di esaltazione a usare questa parola) è sistemata. Resterebbero gli ibridi tra queste due culture, persone solitamente equilibrate e un tantino pragmatiche, ma anche no, che in occasione del Natale lasciano trasparire un batuffolo di tenerezza nei loro sguardi e si lasciano ammaliare dai sentimenti positivi che la nostra civiltà occidentale ha prodotto: il piacere del calore umano, la riscoperta della famiglia, il valore del ritrovarsi e del riunirsi che la festività natalizia fa scaturire, la solidarietà, il volemose bene, i regali. Varie forme affettive, insomma, come un vizio e una necessità. Direi che ci siamo. Restano fuori i cinici, i menefreghisti, i disperati e i frustrati e tutta quella roba lì. Quelli non si siederanno a pranzare con voi al banchetto natalizio, ma saranno intenti a versare bile e disprezzo verso questa truffa annuale che si ripete il 25 dicembre. Anche loro avranno una parte nella recita, anche i loro neuroni saranno rivolti a questa ricorrenza. Lanceranno le loro invettive verso i meccanismi perfettamente oliati di una delle più riuscite messinscene che la razza umana abbia mai realizzato.
L’unico assente sarà l’asceta. Nella festa degli “isti”, quello si astiene da ogni ismo. Che l’unica possibilità di salvezza sia annullarsi fino a scomparire?
E’ una domanda retorica di cui non so la risposta.

Il buonista [io c’ho provato, ma mi riesce meglio dal vivo… ci sono quelle famose inibizioni che aiutano eccome, a fare i buonisti]
Dai, allora domani sera ci troviamo tutti a bere una bella tazzona di cioccolata calda!
Ma si, buona idea! Facciamo due chiacchere e ci scambiamo i regali a mezzanotte!
Si.. si… in fondo è bello stare un pò assieme, polleggiamo un pò… ci divertiamo!!
Infatti… concordo…ragazzi è Natale in fondo… basta fare i musoni cavolo!!!
Giusto… è il bello del Natale… capita solo una volta… ti fa apprezzare il valore della compagnia dei tuoi amici…
Già, chiamiamo anche gli altri… non mi va di litigare proprio quella sera… poi la cioccolata con la panna mi intenerisce sempre… ih ih ih… (faccina)
Ok… cerchiamo di passare una serata carina… senza troppi scazzi…
Si si!
Allora ci conto eh? A domani sera mi raccomando.
Ehi ragazzi… Vi voglio bene!
Cosa!? (faccina)
Ma si dai… voglio bene a tutti voi…
Così mi commuovi… cazzo ci fai piangere a tutti! Però non ti allargare troppo, eh! eheheheh…
No non piangete dai… è che tutta questa atmosfera natalizia, mi scalda il cuore… a voi no? (faccina)

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Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
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Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

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(PC professionale)

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(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
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Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
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Indovinello
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(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)