Ferrovie

Tanto perché poi qualcuno dice che "io ce l’ho sempre con le ferrovie" voglio raccontarvi questi eventi realmente accaduti, cose che sinceramente son della serie "mi aspettavo di tutto, ma questo no".
Ieri mattina ero alla stazione di Assisi per prendere il treno. Non avendo l’abbonamento per il mese di gennaio, devo comprare i biglietti. Ma il tipo che dovrebbe vendermeli non c’è, né al bar né all’edicola. La biglietteria automatica non funziona. Fortuna che l’edicola della stazione vende anche i biglietti (ma solo quelli della tratta regionale), perché quest’uomo, che dopo 10 minuti è riapparso dal nulla, è subito andato a far colazione al bar. Provo a timbrare il biglietto ma nessuna delle 4 macchinette obliteratrici funziona: mi metto in fila allo sportello, ho davanti una turista che parla solo inglese. Dopo 2-3 minuti di attesa, finalmente qualcuno lo chiama e gli dice che la fila si sta allungando; arriva, ma non sa una parola d’inglese. Per questo io, che devo aspettare ancora il treno 15 minuti (non era in ritardo, ma vista la scarsità di pulman devo arrivare alla stazione 35 minuti prima che il treno arrivi) decido di fare da interprete tra i due, altrimenti ancora starebbero a discutere non capendosi. Arriva il mio turno "Guardi, gli dico, io ho timbrato il biglietto, ma 3 macchinette non funzionano e 2 non hanno l’inchiostro per cui faccia qualcosa lei, io la multa non voglio prenderla" "AH, IO NON POSSO FARCI NIENTE"

"Come no? Ma almeno mi scriva qualcosa, che ne so..data-ora e timbro delle FS" "Non posso farci niente, guardi..c’è un’altra obliteratrice in fondo alla stazione, vada lì. E’ lontana e non la usa mai nessuno, quindi dovrebbe funzionare. Tanto il treno prima di 15-20 minuti non arriva, ha tutto il tempo no?"  "Sì, sì, ok..comunque guardi, c’è la macchinetta automatica che dovrebbe dare i biglietti che è rotta" "AH IO NON POSSO FARCI NIENTE" (Scusi, ma allora che cavolo ci fa qui?!, penso, ma non glielo dico..con certa gente è inutile perdere tempo). Mentre torno verso la stazione al caldo (per quanto può essere calda una stazione con due porte perennemente aperte e senza riscaldamento, lo vedo che chiacchiera un po’ con quello che pulisce i marciapiedi e i bagni della stazione e va a dare due calci e una manata sulla macchina dei biglietti (credo sarebbe stato meglio se non c’avesse fatto niente) poi torna fuori, altra chiacchierata con il tizio che sta pulendo il marciapiede, e quando torna si stupisce pure che non ci sia quasi più nessuno ad aspettarlo.
Per fortuna arriva il treno (in orario) che mi porta via allibita. Mentre parto, l’occhio mi cade sulla fila di gente che pazientemente aspetta di poter comprare un biglietto per chissà quale destinazione. Probabilmente li troverò ancora lì al mio ritorno.

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