Questo matrimonio non s’ha da fare?

Chiariamo: il matrimonio è un sacramento della Chiesa Cattolica. E’ un fatto religioso, che prevede la sacra unione tra un uomo e una donna che si amano. Se una persona professa fede cattolica, è normale e (quasi) scontato che si attenga alle norme stabilite di quella religione. Se io gioco una partita di calcio, le rimesse laterali le batto con le mani, non con i piedi. Quando si ritiene di appartenere a una comunità, si tenta di rispettarne gli ideali e i principi. Per cui io non ci trovo nulla di così scandaloso se un cattolico (vedi Buttiglione in passato, vedi Prodi ieri) non ritiene giusto che si celebrino matrimoni tra gay. Come trovo giustissimo e doveroso che ci si batta per garantire la possibilità che coppie gay abbiano tutti gli stessi diritti delle coppie sposate. Ma chiedere di arrivare davanti a un altare, non sarebbe coerente: da quello stesso altare si leggono le parole della Bibbia e del Vangelo, dove non è previsto che il matrimonio religioso venga celebrato da persone dello stesso sesso. La religione, per chi ci crede, non si piega alle nostre pur rispettabilissime pieghe esistenziali, anzi in genere è il contrario. Se trovo una contraddizione tra il mio sentire umano e i principi della mia fede, semmai è la fede che viene ad incrinarsi e porta a interrogarmi, magari ad allontarmi da essa: tentare di piegare la religione ai nostri voleri non ha senso, perchè vorrebbe dire che la religione è un’entità creata da noi stessi e come tale plasmabile a nostro piacimento. Non dico che non sia così, dico che chi ci crede non può comportarsi in questo modo, mentre chi non crede, se ne deve fregare dei matrimoni e di tutte le messinscene di preti e fedeli. In poche parole, si tratta di un discorso di coerenza. Esistono gay credenti che si sentono discriminati? Se sono credenti perchè non rispettano le norme previste dalla religione in cui credono? Ma sto scivolando in un discorso di fede che è troppo personale, privato e soggettivo, per poter stabilire un comportamento univoco da seguire: esistono modi diversi di affrontare le contraddizioni del cattolicesimo. Tra gli altri, esistono modi passivi, ovvero quello di prendere per buono solo quello che ci fa comodo e tralasciando il resto, e tanti saluti alla coerenza, e modi integralisti coi quali poi si finisce per passare, giustamente, per bigotti e reazionari. Per dirimere l’intricata questione, basterebbe separare il concetto di matrimonio religioso da quello civile, magari, e aprire quest’ultimo a chiunque ne voglia farne uso (essendo lo Stato un organismo laico, privo dunque di arbitrarie o teoretiche discriminazioni). Che è più o meno quello che ha detto Prodi, cercando un compromesso, perchè è così che si mettono d’accordo comunisti e centristi, col compromesso, ed è solo mettendo d’accordo quei nullafacenti che stanno oggi all’opposizione, che si vince e si spodesta il nano, teniamocelo bene a mente. Però poi qualcuno si straccia le vesti e grida alla vergogna, e dice che per un "pirla" (cito dai commenti al post) del genere non voterà mai. E allora tanto vale tenerci al governo i fascisti xenofobi che si riempiono la bocca con parole come culattoni, finocchi e sporchi islamici di merda.

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