Monthly Archive for February, 2005

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Sempre più in alto!

Quella per le regionali nel Lazio è una campagna elettorale di alto profilo. Non solo per l’alto valore dei candidati a governatore ma per l’altezza dei candidati consiglieri. Molti riescono a raggiungere le vette più elevate anche nell’imbratto creativo. E se non saranno eletti potranno sempre puntare al guinness dei primati per il manifesto elettorale più alto del mondo (nella foto un edificio nei pressi di Ponte Milvio a Roma sul quale c’è ancora spazio). 

Mi hanno fregato sul tempo

Nessuno immagina quanto avrei voluto saperlo fare io uno scherzo così
Perchè non ho iniziato prima a smanettare con l’informatica? Perchè?

Calling Paris Hilton’s phonebook

Ho trovato la rubrica telefonica del cellulare di Paris Hilton. Non chiedetemi come ho fatto, suvvia, c’èpiena la rete di queste informazioni. C’erano purele foto che aveva scattato con la suafotocamera e, meraviglia!, dalla risoluzione e la scarsa luminosità devo dedurre non abbia un apparecchiomolto più sofisticato del mio, nonostante sia la figliola del proprietario della catena di hotel Hilton.Ma torniamo a noi, dicevo della rubrica. E’ piena di personaggi famosi ovviamente e quindi da buon feticista(mai come Attimo, sia chiaro) ho tirato giù qualche numero provando a chiamarli in anonimo via web grazie aSkype.
Il primo nome a me noto era quello di Christina Aguilera, divetta pop dalla coscia sempre in bellavista. Compongo il numero, che presumo sia di un cellulare ed attendo. Suona libero.Mi risponde una ragazza dopo poco, ha la voce roca e sembra scocciata.
– Chris speaking.
– Hi, can I talk with Christina, please? – chiedo ugualmente con voce impostata.
– I’m me. Who’re you?

Non cel’ho fatta. Confesso che non essendo preparato ho messo giù imbarazzato senza sapere che dire.Mi preparo un mezzo discorsino in inglese, qualche frase di base per non impappinarmi, cercando di mascherarebene la pronuncia. Ora rimpiango di aver fatto inglese così male al liceo.

Il secondo nome un minimo rilevante è quello di Fred Durst, il cantante (parole grosse!) dei LimpBizkit. Il numero suona occupato una prima volta ma cinque minuti dopo è nuovamente libero.Risponde una voce di donna. Chiedo di parlare con lui ma mi spiega che è occupato al momento. Le dico chesono della casa discografica, mi invento un nome e di colpo non è più occupato. Quando arriva al telefono,Fred è completamente sbronzo, nonostante siano le due del pomeriggio ora americana e biascica qualcosa chenon capisco. Gli chiedo perchè si è permesso di rovinare il bridge di una così bella canzone degli Who in unodegli ultimi dischi ma mi mette giù quando riesco realmente a farmi capire. Impreca e non distinguo piùquello che dice quando sento il clic del telefono sul computer. Mi rendo conto che in questi giorni inominativi sull’elenco saranno bersagliati di chiamate da ogni dove di persone che come me non hanno dimeglio da fare. Io in realtà di meglio da fare ce l’avrei, se non fosse che fuori nevica e stare in casa èsempre qualcosa di spettacolare in questi casi (Bugo docet).

Scorro i nominativi. C’è Eminem, ma manco ci provo tanto non capirei un acca di quello che dice, cosìcome in Eight miles senza sottotitoli non avrei compreso una beata fava. Decido di provarci con StephenKing. Cosa ci farà mai anche King nella rubrica di Paris non lo so. O meglio, non voglio saperlo, ha pureavuto un mezzo infarto da poco…si vorrà risollevare. Mi risponde una voce femminile. La moglie o la segretaria, forse, che sbologno spacciandomi per un giornalista del NewYork Times. Funziona. Quando arriva Stephen è gentile e mi risponde con tono cordiale. Non riuscirei proprio ad imbastire una conversazione un minimo sensata quindi la sparo subito grossa. La mia domanda è: cosa diavolo hai a che fare tu con la signorina che ha lasciato ingiro il cellulare? Invece che riattaccare Stephen è insolitamente pacato, mi spiega che l’aveva incontrata adun party pochi anni fa e che lei era molto affascinata dai suoi romanzi. Dev’essere stata la mia fragorosarisata che ha fatto capire a King che era uno scherzo. Almeno credo.

Indeciso se chiamare Usher o Vin Diesel propendo per quest’ultimo per la simpatia che miinfonde causa somiglianza con Aldo di Aldo Giovanni e Giacomo. Motivazione più che sufficiente, direi.Mi risponde direttamente lui, mentre il mio credito Skype ormai sta per esaurirsi, quindi devo fare infretta. Gli chiedo se ha un fratello terrone qui in Italia che faceva cabaret e ora film di successo insiemead altri due milanesi. Mi dice che si, ha un fratello, ma non coglie la parola "terrone" nonostante i mieisforzi di pronunciarla un po’ alla Vito Corleone. Ignorante che non è altro. Ci provo per un po’ ma butto giùprima io perchè con i caproni vip non voglio avere a che fare.

Disgustato e deluso da questi brevi incontri ravvicinati con il mondo vip statunitense decido di pescare ilnumero di una pischella qualunque sulla rubrica di Paris. Qualche amica come si deve l’avrà senz’altro, no?Non so se chiamare Amy, Antonia oppure Candy. Propendo per Antonia, sembra la piùrustica e alla mano. Le altre come minimo fanno le veline in qualche PincoPallino’s show di tarda sera.Risponde subito lei. Inizio a sfoderare il mio inglese migliore: le dico che sono un amico di Paris, ho avutoil suo numero e vorrei conoscerla perchè mi ha sempre parlato bene di lei. All’inizio fa un po’ ladiffidente, sembra non voler dar retta ad uno sconosciuto ma alla barzelletta del pinguino scoppia in unafragorosa risata e sembra essersi convinta. E’ pure di origini italiane anche se ricorda solo le parolacce.Meglio non poteva andare.
– Come on baby, tomorrow night at Da Vinci’s Restaurant? – chiedo speranzoso ad un certo punto.
– I’ll be there. Bye dear! – risponde ridendo.E’ fatta. Ho appuntamento con una semivip americana. Sta lontano ma se mi sbrigo riuscirò a prendere il primovolo. Paris: grazie mille, saprò sdebitarmi un giorno. Come preferisci, per me non c’è problema.

Cryptbloggin

Powered by CryptbloggingAllora, chiariamoci.
Una volta va bene, ma ultimamente accade troppo spesso. Sono IO che ho inventato il post criptico. Non fatevi ingannare da questi emuli che si vedono in giro (niente link, il post criptico per definizione nega il concetto di link). Tutti leggono, ma solo pochi eletti capiscono e annuiscono nei commenti. 
Chi non capisce il piacere vagamente masturbatorio che si prova ad essere autoreferenziali, é un povero di spirito.
Fa ancora più chic il post che può, ad esempio essere usato sia a favore che contro Blogdiscount, per dirne una.
Io ho inventato tutto questo. E per inventato intendo che sono il primo ad aver pensato di scrivere questo post di rivendicazione.

Di conseguenza, inchinatevi e rendete omaggio.  E magari, usate il bannerino.
Quantomeno, tra noi, ci capiremo.
Ci riconosceranno da lontano, indicandoci per quello che siamo: una massa di cazzoni conventicolari.

Overdose di sostantivi

Diciamoci la verità: Macchianera parla solo di telefilm e tu non ne segui manco mezzo? Ciccsoft fa sempre più schifo ed ha uno stile pietoso? Bene. E’ arrivato il tuo momento. Quel dritto di Yoshi annuncia orgoglione la nascita del terzo polo dei multiblog: BONEY, il sostantivo monodose. Basta con queste blosstar da due soldi: menti fresche e penne taglienti. Nove autori semisconosciuti (e qualche nostra vecchia conoscenza) e un template verde nucleare vagamente vintage per un multiblog fatto come si deve. Ha addirittura i trackback e, udite udite, per ogni post ce ne sono sempre 4 in omaggio fin da subito. Poi non venite a dire che non siamo buoni, che si fanno pure marchette alla concorrenza. Mizzica, qui perdiamo almeno trenta visitatori al giorno. Che dico trenta…quaranta, cinquanta anche. Attendiamo assegno circolare dai ragazzi di Boney altrimenti questo post si autodistruggerà in un paio d’ore. Intesi? Fate i bravi.

P.S. Ora però, lasciate che vada a leggerlo.

Ipse dixit

 "Non c’è nessuno sulla scena mondiale che possa ritenersi mio pari, che possa vantare qualcosa di simile al mio passato, la mia storia. Quando incontro un premier, un capo di Stato in visita tocca a loro tentare di dimostrare che sono più in gamba di me"
Silvio Berlusconi, secondo la cosidetta Bibbia della Casa Bianca
[Fonte: Corriere della Sera di oggi]

Sanremo contro

Dopo l’annuncio che i Franz Ferdinand saliranno sul palco dell’Ariston (!), ecco un’altra inaspettato ospite: Ezio Vendrame a Sanremo (!!!). Conoscendo il personaggio, ci sarà da divertirsi a vederlo immischiato nella fiera nazionale del conformismo e buonismo. Frittole esprime bene il mio sbigottimento.

“I don’t make bad calls”

Il New York Times su Pierluigi Collina.

Fare centro

In questi giorni la scena politica italiana è illuminata dai bagliori del secondo congresso dell’Udeur. Clemente Mastella ne è il faro. E’ felice di far parte dell’Unione, con qualche distinguo. E’ contro la patrimoniale di Bertinotti; e’ contro il referendum sulla procreazione assistita; è contro le primarie; è contro il maggioritario; è contro il partito unico; è contro la linea del centrosinistra sul voto per il rifinanziamento della missione militare in Iraq. Clemente Mastella ha dichiarato con orgoglio che il suo partito "ha preso la laurea e che ormai fa parte dell’università della politica italiana". Ora capisco perchè si dice che la laurea è solo un pezzo di carta. L’idea forte del congresso Udeur è sognare di avere un centro forte. Per Mastella "sognarlo, come dice la canzone, nun è peccato".  Se quel sogno si avverasse e nascesse una specie di nuova democrazia cristiana, dubito che Mastella ne sarebbe il segretario. E’ troppo di centro.

O.C. e la musica “indie”

Ormai è assodato che la musica "indie", con tutte le virgolette che vogliamo mettere e le definizioni che vogliamo dare, goda negli Stati Uniti di ottima promozione dalla serie O.C., che è riuscita attraverso le parole di Seth Cohen, l’inserimento di gruppi nella serie stessa e la realizzazione di 3 colonne sonore, a fare meglio di stampa specializzata, blog vari, college radio e pitchfork per dirne qualcuno.

D’accordo, il potere mediatico di un prodotto televisivo come O.C. è avanti anni luce con il resto della concorrenza sopraelencata, però è anche vero che è nato per un target di teenagers abituati a ben altro tipo di musica. Penso che non sia stato comunque facile e comodo far parlare i personaggi di gruppi come i Death Cab For Cutie, inserire Bright Eyes nella colonna sonora ecc… Eppure i risultati non sono stati affatto deludenti e hanno rappresentato un solido trampolino di lancio per molti di questi gruppi. Una scelta azzardata, rischiosa ma felice. Se penso a qualche confuso estratto di Beverly Hills 90210 ho l’immagine dei Cardigans come del gruppo più alternativo del panorama di quelli che hanno presenziato al Peach Pit (eh già, da ragazzino qualche puntata l’ho anche vista). Insomma O.C. ha fatto passi da gigante…

In ogni caso ad Aprile uscirà negli Stati Uniti "The O.C.: mix n.4" con tanto di Beck, Modest Mouse, Futureheads, Sufjan Stevens… E noi? Noi abbiamo Amici.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)