Friendly fire

Nicola Calipari, 51 anni, è morto mentre portava a casa Giuliana Sgrena. Indubbiamente è un fatto grave e la dinamica dei fatti è tutta da chiarire. Non mi sento di colpevolizzare i soldati USA. La guerra è ingiusta e le vittime sono troppe, su questo non ci piove. Siano essi civili o soldati, ostaggi o iracheni è sempre gente che muore senza motivo.
Non mi piace questo clima da complotto "volevano uccidere la Sgrena" "ho raccolto manciate di proiettili dalla macchina", "soldati USA terroristi". Leggo e vedo cose che non stanno né in cielo né in terra. Io condanno nella maniera più assoluta questa morte così assurda ma avete mai pensato a quale stress sono sottoposti quei soldati che nella maggior parte dei casi NON devono stare lì, in quanto inesperti e di giovane età? Non voglio unirmi al coro delle polemiche e quanto altro, spero solo che la cosa si risolva e che chi deve prendersi le proprie responsabilità se le prenda senza cercare scuse.
C’è altro da aggiungere? Solo una cosa: che per una volta le parole di Calderoli mi trovano d’accordo: tutti hanno le proprie opinioni, ma basta con queste "santificazioni" dei rapitori!

[UPDATE] Non sono una piccola oriana. Non credo a) ai complotti b) alle santificazioni dei rapitori c) alle prese di posizione senza conoscere i fatti. Mi spiace per Calipari e i suoi familiari, ma prendetevela con chi manda in Iraq soldati di vent’anni senza la minima conoscenza tecnica

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