Morto questo Papa non se ne fa un altro

Non mi interessa chi sarà il prossimo Pontefice a guidare la Chiesa in questo delicato inizio millennio. Spero soltanto sarà un africano, un sudamericano, qualcuno che davvero potrà essere vicino alle popolazioni più povere e in difficoltà. Ora è il momento di piangere un Papa che per il mondo ha fatto talmente tanto da sembrare quasi incredibile. E’ il momento di piangere un Padre, una figura al di sopra di tutto e tutti che in 26 anni ha saputo dare parole di pace e di speranza ad un mondo saturo di politica delle parole e della corruzione. Una garanzia per tutti, un uomo stimato e rispettato e spesso purtroppo non ascoltato quando alle sue parole, sempre condivise in ogni dove, venivano contrapposte azioni da lui ripudiate e fortemente criticate. Un Papa infine, che ha saputo parlare ai giovani, affiancadoli sul terreno della comunicazione a loro tanto caro. Un Papa moderno.
Avrò incontrato il Santo Padre due, tre volte, non ricordo, tra udienze generali, passaggi nella mia città e visite da piccino in quel della capitale. Essere ricevuti dal Papa penso sia un’esperienza senza pari. Un onore indiscutibilmente. Ogni volta mi ha suscitato quell’impressione di santità, di purezza e di esempio da seguire. Ogni volta ho capito di avere davanti una persona straordinaria. Quello che però rattrista maggiormente oggi è aver perso una figura carismatica come mai avevo visto prima, indipendentemente dalle dottrine e dalle teorie catechistiche che talvolta non ho condiviso. Per un ragazzo di 20-25 anni questo non è stato uno dei tanti papi ma Il Papa. Perderlo oggi significa diventare grandi, lasciarsi alle spalle un altro pezzo di noi, dei nostri ricordi, che piano piano sbiadiscono e si sfaldano nella nostra testa. Significa starsene a vedere un mondo che piano piano resta nelle mani di nuove generazioni, spesso non all’altezza dei loro Padri, mentre le figure più importanti e capaci del Novecento vanno ormai scomparendo.
Karol Wojtyla era una di queste figure immense; difficile sostituirlo. Per tutti loro le parole sono sprecate e vane. Non riesco a trovarne di buone e mi scuso se mi affido più che altro all’emozione e al ricordo. Ogni cosa che scrivo penso non sia all’altezza in un momento del genere. Oggi resto in silenzio con il mondo intero e piango con affetto un Uomo che davvero ha meritato più di ogni altro di essere chiamato così.

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