4×4: quattro blogger per il sì

Siamo arrivati al rush finale.  Tra qualche ora si apriranno i seggi.
Si è discusso tanto di questo referendum, c’è chi ci ha "lavorato" sopra per mesi, un sacco di sedicenti esperti e giornalisti hanno detto tutto ed il contrario di tutto. Si può dire che i blogger non siano stati da meno. Alla fine un po’ tutti gli italiani han cercato a loro modo di farsene un’idea, chi ascoltando le omelie in Chiesa e chi documentandosi per conto proprio.
Ho scelto di fare la prima intervista della mia vita (lacrimuccia prego) su quest’argomento, ponendo alcune domande (scritte anche grazie all’aiuto di qualche amica astensionista o per il "no") a quattro blogger che si erano schierati per il sì. Questo è il risultato. Una tavola rotonda tra blogger.
Grazie mille a Giulia, Gianluca, Aldo e Simona per essersi prestati all’iniziativa.

Dodici e tredici Giugno sono vicini, oramai si è agli sgoccioli, andrete a votare o andrete al mare?
G.B.  A votare.
G.N.  Vado a votare.
A.T.  Vado a votare, domenica mattina verso le 9
K. Vado a votare


Quale sarà il vostro voto?
G.B.  Quattro sì.
G.N.  Quattro sì. Ovviamente, aggiungerei.
A.T. Quattro sì.
K. Sì,sì,sì,sì.
Pensate che verrà raggiunto il quorum?
G.B.  No. Hanno fatto troppa propaganda gli astensionisti.
G.N.  No, non credo, ma sarei contento di sbagliarmi.
A.T. Penso di sì: tutte le persone che conosco andranno a votare, senza eccezioni.
K. Se fossimo in un paese come la Francia non avrei dubbi a rispondere sì, purtroppo l’influenza Vaticana è talmente pesante in Italia, che non saprei.
Pensate che la maggioranza degli italiani abbia un minimo di cognizione di ciò per cui andrà o non andrà a votare?
G.B.  No. Troppa disinformazione, mala informazione, allarmismo e oltranzismo.
G.N.  No. Si è parlato di embrioni come fossero feti. Non credo neanche che la gente comune conosca la differenza tra i quattro referendum.
A.T. Un minimo di cognizione sì. Senza esagerare…
K. La maggioranza è una parola grossa, siamo in Italia non dimentichiamolo. Anche cognizione è una parola grossa, se riferita a chi non va per menefreghismo.
Sapreste darmi una semplice definizione pseudoscientificamente corretta di cellule staminali embrionali? E spiegare in breve la differenza tra cellule staminali embrionali e cellule staminali adulte ai fini della ricerca?
G.B.  Ellamadonna. Non sono un biologo. No. So solo che quelle adulte sono già “condizionate” e quindi meno reattive di quelle embrionali.
G.N. Le cellule staminali adulte sono quelle su cui oggi si può continuare a fare ricerca e non provengono da embrioni (i quali, secondo i promotori della legge che tentiamo di abrogare parzialmente, sono già “persone”). E allora mi chiedo io: tutti questi assassini che si fanno le pippe? Uno spermatozoo non è “vivo” anche lui? Non ha la sua testolina, la sua codina, l’istinto di correre verso l’ovulo?
A.T. La cellula staminale è una cellula immatura progenitrice delle cellule mature che poi andranno a formare i vari organi e tessuti. La cellula staminale embrionale si differenzia da quella adulta perché è totipotente, può quindi generare precursori di cellule di vari tessuti, mentre le adulte sono più specifiche, hanno già un indirizzo. Ai fini della ricerca: vedremo. Lasciamo lavorare i ricercatori.
K. Le cellule staminali sono "totipotenti", possono differenziare in qualsiasi tessuto. Rappresentano una risorsa imperdibile per la ricerca.
Pensate che il “Comitato per il sì” abbia svolto la sua campagna puntando sui veri punti deboli della Legge 40? C’è stato o meno un peccato di onestà intellettuale? Non può essere che a spingere all’utilizzo di certe pratiche possano esservi anche molteplici interessi economici e personali in gioco?
G.B. Il comitato per il sì dà una possibilità di scelta anche a chi non crede nella fecondazione artificiale, nella ricerca e nella necessità della diagnosi pre-impianto. Questa legge, no.
G.N.  Tarpare le ali alla scienza è come rimpiangere le care vecchie locomotive a vapore di una volta sostenendo che, in fondo, funzionavano anche loro. O, peggio ancora, equivale a considerare la locomotiva un mezzo del diavolo perché, in fondo, ci sono sempre le carrozze, i cavalli… E’ necessario essere consapevoli di che cosa la scienza può fare e solo dopo, scegliere cosa è giusto o sbagliato faccia. In ogni caso: anche se vincessero i sì, non sarà possibile scegliere colore degli occhi o dei capelli del nascituro. Tranquilli, non siamo all’alba della creazione della nuova razza ariana.
A.T. Il quesito totalmente abrogativo è stato rigettato e il comitato referendario ha giocato bene le sue carte, correggendo il tiro sul taglio dei quesiti. Gli interessi economici sono ovviamente enormi, da parte dell’industria farmaceutica, delle cliniche genetiche, dei laboratori e degli istituti di ricerca. E aggiungo: non c’è niente di male.
K. Secondo me il comitato per il sì poteva fare di meglio. La tendenza è stata maggiore ad invitare la gente a votare sì, punto. Sarebbe stato meglio basarsi su una informazione più completa e accessibile a tutti.
Prima dell’approvazione di questa legge in Italia vi era una specie di Far West nel campo. In particolare si stava diffondendo l’opinione che se non si eseguiva una diagnosi dell’embrione mediante  la diagnosi preimpianto l’eventuale fallimento del ciclo di fecondazione era da attribuirsi all’utilizzo di embrioni “malati”  (Carlo Foresta, direttore del centro di crioconservazione dei gameti maschili all’Università di Padova). Calcolando che la diagnosi preimpianto ha costi molto elevati e non è a carico dello Stato non pensate che vi possa essere un interesse economico a spingere all’utilizzo di certe pratiche speculando sul desiderio di maternità e paternità di una coppia “sterile”?
G.B.  La diagnosi pre-impianto serve ad evitare che vengano impiantati embrioni portatori di gravi malattie genetiche. Un aborto è ben più traumatico di un non attecchimento. Tu cosa preferiresti?
G.N.  La diagnosi pre-impianto da la possibilità di scegliere di non concepire e mettere al mondo scientemente un bambino già malato e causargli sofferenza. Ed è sicuramente meno invasiva e traumatizzante di un aborto.
A.T. Sulla salute e sulla vita, soprattutto su quella di un figlio, i “costi molto elevati” vanno affrontati. In Italia si spende per pellicce, macchine, viaggi in paradisi tropicali. Un paio di jeans di grido costano trecento euro. Personalmente non avrei dubbi: risparmio su tutto, ma non sulla diagnosi preimpianto che può essere determinante per la salute di un mio futuribile figlio.
K. Indubbiamente, la speculazione è ovunque.
Molto volgarmente parlando se una donna sposata ad un uomo con problemi di fertilità si “accoppiasse” con un amico fertile compiacente perché in Italia la fecondazione eterologa è proibita secondo voi la Chiesa lo troverebbe moralmente accettabile come metodo “alternativo”?
G.B. La Chiesa è bravissima a chiudere gli occhi, vedi alla voce pedofilia. Tecnicamente sarebbe inaccettabile, in pratica nessuno lo saprebbe mai. Quindi va bene, basta che non si dica.
G.N. Io non mi preoccupo delle questioni di Chiesa. Allo stesso modo la Chiesa non dovrebbe occuparsi delle mie.
A.T. Ovviamente no. La Chiesa condanna questo, come tutto il resto. Il problema è che la fecondazione eterologa non esiste. O meglio: tutte le fecondazioni sono eterologhe. Una donna, un uomo. Ai fini della scienza è l’incontro tra due corpi, due sessualità, due organi genitali di sesso opposto. Allora bisogna dare regole alla scienza, o alla “morale”? Le persone non si “appartengono” con diritto di proprietà. La coppia che lo accetta, perché non dovrebbe ricorrervi? Se la mia compagna lo vuole, e io sono d’accordo, può farlo quante volte desidera.
K. La chiesa non lo troverà mai moralmente accettabile, ed è giusto così. Non è giusto invece che inviti all’astensione, sarebbe stato  meglio che si fosse prodigata maggiormente per il no.
La discussione sulla fecondazione eterologa apre alcuni spunti per una ridiscussione della legge sulle adozioni. In Italia adottare un figlio per vie “canoniche” è un’Odissea. Quanto può incidere la cosa sul ricorso alla fecondazione assistita o al “turismo procreativo”?
G.B. Adottare un figlio non è come generarlo. Alcune coppie hanno problemi facilmente superabili grazie alla procreazione assistita, ma questa legge pone sbarramenti anche ai casi più “semplici”, in cui per diventare mamma e papà basta un po’ di aiuto (gli ovuli ci sono, gli spermatozoi anche, ma la fecondazione risulta un po’ difficile). Fare un bambino è una gioia che comincia con la gravidanza. L’adozione è una soluzione di ripiego. Tra l’altro, genera comunque una famiglia in un certo senso “eterologa”.
G.N. Io mi preoccupo, invece, delle questioni riguardanti lo Stato. Il problema è che mi preoccupo quando lo Stato si interessa delle mie. So che mettere mano alla legge sulle adozioni creerebbe un altro pandemonio. Però com’è che nessuno indaga su quegli istituti religiosi che prendono la mazzetta dalle coppie che vogliono un bel figlio bianco e biondo “perché se fosse negro a scuola lo farebbero soffrire”?
A.T. Avere un figlio proprio – grazie magari a tecniche di fecondazione assistita – rimane un evento di tipo diverso, non va confuso con l’adozione.
K. Incide tantissimo, anche le leggi sulle adozioni andrebbero riviste.
Si può dire che la Legge 40 sia stata concepita per mettere dei “paletti” al Far West di cui sopra. È stata definita legge sperimentale perché andrà in ogni caso rivista tra due anni per migliorarla ed eliminarne le contraddizioni. Fermo restando che da “scienziata” la riscriverei da capo a piedi voi cosa cambiereste?
G.B.  E’ stata fatta per rendere il tutto più sgradevole e difficile possibile. Così la gente si scoraggia, le donne si possono sentire un pochino più in colpa perché vogliono un figlio (che non guasta, le tiene a cuccia) e la Chiesa è contenta.
G.N. E’ una legge stupida che sancisce la possibilità di ingerenza da parte della Chiesa sulle questioni di uno Stato. Ed è una legge stupida perché si permette di interferire nel privato delle persone sulla base dei convincimenti religiosi (non scientifici: religiosi e basta) di un manipoli di bigotti esagitati.
A.T. Eliminerei le confusioni medioevali tra scienza e morale. Punterei sulla libertà della persona, sui diritti della donna a garantire la propria salute e sul diritto della coppia alla genitorialità. Mantenendo i paletti che hanno previsto i referendari: no alla clonazione, in primis.
K. Io non avrei di sicuro la competenza per riscriverla da capo a piedi, però credo che con le 4 “correzioni” proposte dal referendum ci si possa avvicinare a una legge più giusta.
Equiparare legalmente parlando l’embrione ad un essere umano significa gettare le basi per una revisione della legge sull’aborto. Fatalità o premeditazione?
G.B. Premeditazione.
G.N. Idiozia.
A.T. E’ chiaro l’intento: la Legge 40 contraddice già oggi la 194. L’embrione non può assumere personalità giuridica. Se passa quel concetto, proprio all’ala oltranzista della Chiesa, si ridiscutono i diritti civili posti a fondamento delle società libere del nostro mondo: oggi l’aborto, domani il divorzio. E’ una involuzione che ci sprofonda in un abisso senza fondo.
K. Premeditazione. La chiesa non aspetta altro.
Trovate corretto che alcune personalità politiche, di conseguenza rappresentanti di uno stato laico, si siano schierate a favore dell’astensionismo richiamandosi ad argomentazioni di natura religiosa?
Un “buon cattolico” non dovrebbe votare. Un buon italiano dovrebbe esercitare comunque il suo diritto di voto. Dove finisce l’ingerenza religiosa e comincia la morale laica?
G.B.  Richiamare all’astensionismo è illegale e anticostituzionale. Può essere punito con un massimo di tre anni di prigione. Non vedo manette per Ruini.
G.N. Astenersi, in questo caso, è un po’ come da bambini abbandonare la partita portandosi via il pallone. Non si tratta di essere buoni o cattivi italiani, ma di avere le palle di mettere in discussione una convinzione con la consapevolezza che si può vincere o perdere, ma che annullare la gara significa avere paura.
A.T. Il voto è un diritto-dovere alla base di una repubblica democratica in cui il potere è affidato al popolo. Le scelte sono tre: votare si, votare no, votare scheda bianca. Sono tre opzioni precise, che i costituenti previdero. “Andare al mare” mentre si decide della salute, della vita, di una legge così importante, denota scarso senso civico. Un politico ha detto: “Non posso votare su cose così serie”. Ecco, io gli sequestrerei lo stipendio. Chi vota fa politica, chi va al mare fa l’antipolitica. Che è il suo opposto.
K. Lo sbaglio sta nel concepire il voto come un dovere. Per me è un diritto irrinunciabile, in qualsiasi caso.
Cosa pensate di una donna che si astiene perché l’ha deciso la Chiesa? E di un laico che si astiene per questioni “bioetiche”? Ci sono livelli di consapevolezza diversi tra gli astensionisti?
G.B. Penso che non abbia capito bene che cosa sta imponendo a se stessa, alle sue figlie e alle sue amiche. Ci sono sicuramente livelli di consapevolezza diversa, ma in generale c’è molta cattiva informazione.
G.N.  Di chi si astiene perché l’ha deciso la chiesa penso tutto il male possibile: che chieda la cittadinanza al Vaticano e si levi dai coglioni. Dei laici che si astengono per questioni bioetiche penso tutto il resto del male che mi avanza: andate a votare e votate “no”, piuttosto. Altrimenti significa non avere le palle di accettare quel che vuole la maggioranza.
A.T. Chi si astiene, in generale, fa un passo indietro rispetto al consesso politico: lascia decidere ad altri. Per questo non è mai la scelta giusta.
K. Cosa ne penso di questa gente? Li rispedirei nel medioevo, qui bisogna andare avanti, non indietro. Se uno è consapevole di ciò di cui si parla va a votare sì, altrimenti nel 90% dei casi non è consapevole, non va perché l’ha detto il vescovo, perché deve andare al mare, o perché sulla vita non si vota, o perché il gomito gli si incolla al ginocchio.
Non ci fosse stato il quorum il livello della discussione da entrambe le parti si sarebbe dovuto alazare su piani meno "populistici"?
G.B. Probabilmente sì.
G.N. Non credo. In fondo di questi cazzo di embrioni, diciamolo, non può fregare di meno a nessuno. Ruini e Ratzinger compresi. Gli embrioni si sono trovati inconsapevolmente al centro di una diatriba politica che vede contrapposte non sinistra e destra ma progressisti e conservatori.
A.T. Non credo. E comunque il quorum deve esserci, però con un accorgimento. Lo modificherei sulla base dei votanti alle ultime legislative. Oggi tiene conto degli aventi diritto, come si stabilì nel 1948. Ma in tutto il mondo occidentale (si veda il Regno Unito) i votanti sono sempre meno, spesso intorno al 50 % degli aventi diritto.
K. Assolutamente sì. Nessuno avrebbe predicato l’astensionismo e si sarebbe fatta più attenzione agli argomenti discussi.
Non si raggiungesse il quorum sarebbe “finita qui”?
G.B.  Assolutamente no, anzi. La legge potrebbe essere ridiscussa subito. Se vincesse il “no”, dovrebbe restare ferma per cinque anni. Se si astengono, ci fanno quasi un favore.
G.N. Non è mai “finita qui”. Non lo sarebbe neanche se si raggiungesse il quorum e vincessero i sì. I coglioni hanno l’unico pregio di rimanere sempre all’erta. Siamo un paese che crede a Padre Pio, più di tanto non possiamo pretendere.
A.T.  Al contrario. Se si raggiunge il quorum, si cambia la legge adesso. Se non si raggiunge, ma il centrosinistra vince le prossime elezioni, si cambia la legge nel 2006.
K. Mi auguro sinceramente di no. Il centro sinistra ha promesso che se andrà al governo ridiscuterà comunque la legge. Speriamo bene.

7 Responses to “4×4: quattro blogger per il sì”


  • Belle intervista, complimenti. Pero’ (capisco che volevi fare il 4 x 4 SI’, va bene) sarebbe stato molto piu’ interessante intervistare 4 blogger con opinioni sostanzialmente diverse sul voto.

    Io mi rammarico del non (sembra) raggiungimento del Referendum, e tra l’altro non sono cosi’ convinto che SE TUTTI i contrari andassero a votare vincerebbe il SI’. Anzi.

    Personalmente da un’iniziale posizione per 3 o 4 SI’ sono passato ad una posizione diversa, e -lo dico chiaramente- anche con un paio di SCHEDE BIANCHE (che non mi piace aiutino solo il SI’, dico la verita’, perche’ dovrebbero essere neutre, se votassero TUTTI).

    Quello che detesto delle discussioni in atto anche sulla Rete (e ho partecipato a molte) e’ il reciproco scambio di accuse:
    da una parte i difensori della VITA (?) e dell’Uomo (mah), che accusano gli altri di essere Frankenstein; dall’altra i paladini della LIBERTA’ (?) e del progresso (??) che accusano i contrari di essere bigotti, reazionari e di voler tornare al Medioevo (???).

    Io se potessi voterei BIANCA, BIANCA, SI, NO.
    E piuttosto al mio rientro in Italia mi informero’ per poter sporgere DENUNCIA contro tutte quelle figure istituzionali ed ecclesiastiche che hanno invitato all’astensione di massa, in palese violazione della Legge ( v. art 98 del Testo unico sulle Leggi Elettorali, unitamente all’art. 51 legge n. 352/70)

    Un saluto a tutti da Sydney

  • [errata corrige: raggiungimento del Quorum”]

  • Chi predica astensione non capisce niente. Il problema è che (penso) se tu zittissi chi dice “astieniti” dovresti imbavagliare anche chi dice “Sì-No”..altrimenti sia che lagna!

  • Flavia, il punto è che c’è una legge che dovrebbe punire le figure istituzionali o ecclesiastiche che incitano all’astensionismo.
    E’ semplicemente illegale.

  • Concordo con abboriggeno sulla critica allo scontro posto erronemanete come proVIta/antiMedioevo : in medio, molto probabilmente, stat virtus. Io avrei votato 4 sì, in ogni caso, perchè la legge, com’è ora, è una violenza verso la donna, secondo il mio punto di vista. In realtà dovrebbero rifarla tutta, che verrebbe meglio, e non chiedere, in un Paese ove la cultura scientifica è nulla o quasi, un parere e una conoscenza troppo difficili. ( vabbè che se penso che fra chi è in parlamento c’ è pure calderoli… ) – dovevo votare fuori sede, presi gli accordi, il responsabile solo sabato pomeriggio, quando non combinavo più di tornare, mi dice che non accettavano persone in lista, e solo perchè l’ ho richiamato… l’ avessi avuto difronte gli avrei sputato in faccia 4 volte, visto che prima fa quello del comitato per il sì e poi si perde i voti così, ‘sto deficiente. –

    posso però chiedere ad abborigeno perchè alla 4 no ? cioè sulle altre rispetto convinzioni e professioni e quant’ altro, ma alla 4 – fecondazione eterologa, non capisco : io magari non lo farei, ma se un altro volesse farlo così, perchè no ? C’è chi nei film – Mastroianni – faceva direttamente l’ amore con un’ altra donna, e poi, a rovescio, fu lei a doverlo fare con un altro uomo, – che male c’è se uno vuole l’ eterologa ?

  • @ Rachele, lo so che è illegale. Il punto è che l’alta carica potrebbe dire: io non ho incitato all’astensione, ho detto che è una possibilità (Un nome a caso? Casini).

cribbio
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Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

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