Monthly Archive for July, 2005

Ci vediamo più tardi

Ovvero: tutto va come deve andare quindi che ci resto a fare in città?

Che palle…non succede mai niente di nuovo in questi giorni. Infatti:
Attimo continua a sfornare i suoi post al limite delle umani comprensioni.
Daveblog è nel solito delirium tremens da commenti di carampane.
Quel figo di Inkiostro continua a sfornare indie-link e sotto sotto mi chiedo "ma come fa?".
Il povero Finestraio continua a non avere rapporti di nessun tipo con le bloggeuse e chiuderà a breve.
Macchianera va avanti imperterrito con la programmazione estiva a base di attricette seminude.
Magenta e Woland lavorano come api operose anche in agosto e lanciano segnali inquietanti.
Quattropassi continua a sfornare link di ottimi pezzi e a leccare il culo a Sofri.
Sofri, quello giovane, continua a fare il diggei ma ogni tanto stacca e va in vacanza anche lui con la Bignarda.
Giulia continua a lavorare in Rai, nonostante alcuni imbarazzanti episodi.
Sasaki non ha ancora raggiunto un milione di visite ma ce la sta mettendo tutta. Ha un po’ male al dito, dice, ma passerà.
Trentamarlboro ormai è entrato nel vortice delle catene di S.Antonio e non ne esce più.

Quanto a me, scherzi a parte, da zero a dieci ho un presente da sei e mezzo, sette quando va bene. Ho un futuro da nove o da quattro, dipende da come mi alzo. Oggi il mio futuro è da nove, perché domani vado in Grecia.

Anche questo, codesto e quello ci andranno. Ovviamente insieme a lui. Sofri direbbe che "i titolari, qui, staranno via per un po’…"
Ci vediamo più tardi, volendo, ma anche no.
Son cose, direbbe qualcun altro.

Una promessa è una promessa

Ma chi te l’ha fatto fare? Solo per quadruplicare gli utili rispetto alla Champions League ti sei preso questa brutta gatta da pelare: sostituire 90° Minuto nel cuore degli italiani. Non si può dire che non ami il rischio.

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Due ragazze per me posson bastare

Leggendo Repubblica.it apprendo che:
"E’ troppo presto per sapere con certezza se questo o quel divo accompagnerà i vari film in cartellone al Lido di Venezia. In ogni caso, oltre a bla bla bla bla accompagnato da bla bla bla bla bla e bla sarà presente Gwyneth Paltrow (per Proof del britannico John Madden) e bla bla bla bla e ancora bla. Non mancherà inoltre Kirsten Dust per Elizabethtown e bla bla bla e bla…"

Con il vostro permesso, complice il caldo torrido, svengo con un sorriso.

Dritti e diritti

Cara Simona Ventura, oggi è il gran giorno che probabilmente di farà palpitare. Alle 12 saranno aperte le buste con le offerte e saprai se la Rai avrà ancora i diritti in chiaro del telecalcio. Mentre eri in vacanza è successo di tutto.
La Rai ha iniziato una trattativa con la Lega Calcio e sembrava che mancasse solo la firma per l’accordo. Poi la Lega Calcio ha deciso di mettere i diritti all’asta. Sono intervenuti parlamentari, ministri, direttori, giornalisti e consiglieri di amministrazione. I telegiornali hanno riportato dichiarazioni e controdichiarazioni delle parti. Sono volate accuse senza scuse. Ma intanto oggi da quelle buste uscirà il verdetto. Hai dichiarato che per Quelli che il calcio “abbiamo già pronto il piano A e il piano B (con o senza diritti). Comunque riusciremo a realizzare un bel programma. Ho fatto Sanremo senza case discografiche, figuriamoci se ho paura di parlare di calcio senza calcio!” (Corriere della Sera del 23/7/05). Cara Simona Ventura, ma perché Quelli che il calcio è un programma sul calcio?

Spettro della milanesità


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No, Rachele, io non sono affatto paranoico.

24 Luglio, Venezia S. Lucia, stazione ferroviaria.

X: Senti, per favore, scendiamo dal treno, è troppo pieno, se fossi un attentatore salirei su questo treno.
R: My god, è il quarto treno da cui mi fai smontare per lo stesso motivo. Alla luce del fatto che sembra che i precedenti tre non siano esplosi mi faresti il santissimo favore di evitarmi d’arrivare a casa alle tre del mattino per aspettare un treno vuoto?
X: Sei un’irresponsabile, mia madre me lo dice sempre che non puoi capire. Lei capirebbe; lei, quando stavamo in Israele mandava me su un autobus e mio fratello su un altro, così almeno le sarebbe rimasto un figlio. Lei non premerebbe per farmi montare su un treno che certamente esploderà.
R: E perchè allora non li fai con lei i tragitti in treno di grazia? Che poi, non per essere pignola, ma anche i precedenti tre treni a tuo avviso sarebbero esplosi si-cu-ra-men-te… Eppure non mi è ancora arrivato il messaggino dell’ansa, guarda te che strano.

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Senso

"Voglio trovare un senso a questa sera, anche se questa sera un senso non ce l’ha. Voglio trovare un senso a questa vita, anche se questa vita un senso non ce l’ha."
Mattina. Seduta sul predellino dell’ Ic "Canaletto" che da Venezia va a Torino, ultima sigaretta prima di due orette di forzata astinenza. Sul predellino accanto al mio una coppia si saluta nel modo più dolce che abbiano mai inventato. Dio solo sa quato invidio quella sensazione. Lei gli stringe le mani quasi a non volerlo far andare via, poi dice "ti prego, fa attenzione a dove ti siedi in treno. E non prendere la metropolitana, mi raccomando.". Si legge la preoccupazione nei suoi occhi. Così come in quella di alcuni controllori. E’ un treno "a rischio", sento dire, un treno di pendolari.
"Voglio trovare un senso a questa storia, anche se questa storia un senso non ce l’ha. Voglio trovare un senso a questa voglia, anche se questa voglia un senso non ce l’ha ."
Qualcosa è cambiato.
Il treno brulica d’informazioni che viaggiano da un vagone all’altro, "un nuovo attentato", "dove?", "Sharm, Egitto". Serpeggia un’eccitazione che assomiglia al panico. Non c’è silenzio, non c’è pace. Non so perchè, ma non riesco ad essere sconvolta. Non è passato poi così tanto tempo da Ottobre. Chi sa ricorfare ha memoria. L’Egitto è un paese "colpevole", ha già pagato più volte in passato. Perchè il paradiso dei turisti occidentali avrebbe mai dovuto essere esonerato?
"Voglio trovare un senso a questa situazione, anche se questa situazione un senso non ce l’ha. Voglio trovare un senso a questa condizione, anche se questa condizione un senso non ce l’ha."

Si respira tensione, qualche immigrato salito a Mestre genera un rimescolamento generale alla ricerca di un vagone  "sicuro". Non c’è logica, non c’è raziocinio, uomini e donne si muovono come palline in un flipper impazzito. Ma non possono uscire dalla scatola. Non è contemplato dalle regole del gioco. Così finiscono per sbattere gli uni sulle altre.
E’ la paura di morire che prende alla gola. E’ il vuoto di chi non riesce più a sentire il valore di ogni singolo abbraccio.  Di chi non sa fare l’amore perchè vede solo il sesso.
"Sai che cosa penso, che se non ha un senso, domani arriverà, domani arriverà lo stesso. Senti che bel vento, non basta mai il tempo, domani un altro giorno arriverà… Domani un altro giorno… ormai è qua."
Le immagini trasmettono sensazioni forti, che un popolo assuefatto ad un vuoto di contenuti non sa affrontare. Ogni morto è un eroe, un martire, un generatore automatico di rabbia e sdegno. Allo stesso tempo nessuno di quei morti esiste. Perchè quello stesso sdegno andrà ad alimentare il marketing del terrorismo. Strano mondo dove con una macchina sportiva ci si sente invincibili ma non si accetta che i soldi non comprino il controllo della vita e della morte.
"Voglio trovare un senso a tante cose, anche se tante cose un senso non ce l’ha."
Poi si scende dal treno, si lascia l’ansia a chi non ne sa fare a meno.
S’incamera nuovo orrore, lo si metabolizza.
E si va avanti.
Senza dimenticare…

Another carnage

Siamo alla frutta, forse addirittura all’ammazzacaffè, questo lo sappiamo bene.
Eppure continuiamo, imperterriti, come se nulla fosse.
Il futuro prossimo è qualcosa di inguardabile, ma consapevolmente chi ha il Potere lo costruisce sempre peggiore; noi, poveri e impotenti, semplicemente lo osserviamo, certi di viverlo a breve, come davanti a un film horror in cui aspettiamo una scena spaventosa ma assistiamo allo spettacolo palpitanti.

Se quella odierna non è considerata una terza guerra mondiale, poco ci manca…

Riflessioni notturne

"Il sindaco di Londra Ken Livingstone e’ del parere che sia ormai "soverchiante" la necessita’ di impartire alle forze di polizia l’ordine di sparare per uccidere, contro i sospetti terroristi suicidi." [Repubblica]

Il sospetto terrorista suicida che ci ha rimesso la vita oggi aveva i tratti asiatici, la corporatura robusta ma non un nome. Però era "implicato", su questo non ci piove.
Magari scappava dalla polizia solo perchè era carico di droga o privo di permesso di soggiorno, ma tutto questo di sicuro troverà una connessione col grande disegno di Bin Laden. E anche non la trovasse potrebbe essere fabbricata nuova di zecca, non poniamo limiti alla provvidenza.
Basterebbe l’idea a mettermi i brividi; purtroppo qua siamo già alla fase di legittimazione.
Poi verranno le segnalazioni le delazioni "interessate", il caos.

E’ un terrorismo islamico molto poco islamico, a mio avviso, quello che sta paralizzando Londra.
Ci sono gli attentatori suicidi, ci sono i mezzi pubblici, ci sono le vittime.
Eppure qualcosa suona stonato.
Il retroterra degli attentatori in primis.
Il terrorista suicida per antonomasia, palestinese, afghano, iracheno o pachistano che sia, vive tendenzialmente in contesti diversi, dove da perdere c’è poco o nulla, dove spesso non esistono mezzi culturali per evitare l’indottrinamento.
Non è il caso degli attentatori di Londra, a quanto sembra pienamente integrati nella società "occidentale". E questo da da pensare.
Da da pensare "oddio, non si sa mai chi ci si tira in casa" e contribuisce ad aumentare la psicosi collettiva. Da da pensare che esista anche un lato "altro" da cui guardare le cose, un po’ meno comodo, probabilmente.
Perchè c’è bisogno di un nemico. Possibilmente  musulmano.
Di una causa già nota cui imputare i gesti per non doversi chiedere se c’è anche qualcos’altro che non va.

Penso sinceramente che nella metropolitana di Londra si potesse fare un "colpaccio" a quell’ora.
Credo il bilancio delle vittime, seppure tragico, sia stato contenuto non tanto per "fortuna" quanto per una sorta di disorganizzazione. Seguo attonita le notizie e lo svilupparsi della paranoia collettiva anche da noi ma non riesco a coglierci l’anima del terrorismo internazionale con tutte le maiuscole.
Sono i momenti in cui vorrei poter vedere "come va a finire"  su un libro di storia che ancora dev’essere stampato.
Invidio molto chi è pieno di certezze in queste situazioni.
Perchè i miei dubbi crescono ogni giorno che passa.

Milano calling

Solo due pirla come noialtri riescono a sentire il richiamo della Metropoli calda e semideserta in pieno luglio. Tant’è che preso il primo treno del mattino siam giunti nella succursale Ciccsoft meneghina (aggettivo che Attimo ha imparato poco tempo fa e che adora usare ed abusare in ogni dove) ospiti del Pittore e di suo fratello.
Tuffarsi nella milanesità d’estate non è facile, ma tutto sembra andare come di dovere. Dieci minuti dopo aver messo giù gli zaini in casa eravamo già diretti all’Esselunga per fare la spesa. Trenta minuti dopo stavamo già cuocendo abbondanti dosi di pasta. Un’ora e mezza dopo eccoci già qui a mandarci messaggi da una stanza all’altra usando la rete messenger per non alzare le chiappe dalla sedia.
Nel pomeriggio giro di ricognizione in centro. Prenderemo la metropolitana facendo molta attenzione agli zainetti in giro, quindi saremo in Duomo per verificare che i depositi di guano sui monumenti siano regolari. Nulla ci impedirà di entrare da Ricordi in Galleria per appropriarci di qualche disco o spartito introvabbbile oppure di finire alla Fnac a cercare i famosi cd-rom dall’aspetto di vinile. A conoscere bene il Pittore azzarderei anche che il giro piegherà verso Brera per tornare in zona Montenapoleone dove l’unica cosa che potremmo permetterci di prendere sono i numeri di telefono dai volantini attaccati sui pali. Giusto il tempo di tirare tardi per andare a rimpinzarsi agli aperitivi esosi a buffet.
– E stasera?
– Troveremo qualche festa in giro.

E’ dura la vita a Milano.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

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le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

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Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)