Riflessioni notturne

"Il sindaco di Londra Ken Livingstone e’ del parere che sia ormai "soverchiante" la necessita’ di impartire alle forze di polizia l’ordine di sparare per uccidere, contro i sospetti terroristi suicidi." [Repubblica]

Il sospetto terrorista suicida che ci ha rimesso la vita oggi aveva i tratti asiatici, la corporatura robusta ma non un nome. Però era "implicato", su questo non ci piove.
Magari scappava dalla polizia solo perchè era carico di droga o privo di permesso di soggiorno, ma tutto questo di sicuro troverà una connessione col grande disegno di Bin Laden. E anche non la trovasse potrebbe essere fabbricata nuova di zecca, non poniamo limiti alla provvidenza.
Basterebbe l’idea a mettermi i brividi; purtroppo qua siamo già alla fase di legittimazione.
Poi verranno le segnalazioni le delazioni "interessate", il caos.

E’ un terrorismo islamico molto poco islamico, a mio avviso, quello che sta paralizzando Londra.
Ci sono gli attentatori suicidi, ci sono i mezzi pubblici, ci sono le vittime.
Eppure qualcosa suona stonato.
Il retroterra degli attentatori in primis.
Il terrorista suicida per antonomasia, palestinese, afghano, iracheno o pachistano che sia, vive tendenzialmente in contesti diversi, dove da perdere c’è poco o nulla, dove spesso non esistono mezzi culturali per evitare l’indottrinamento.
Non è il caso degli attentatori di Londra, a quanto sembra pienamente integrati nella società "occidentale". E questo da da pensare.
Da da pensare "oddio, non si sa mai chi ci si tira in casa" e contribuisce ad aumentare la psicosi collettiva. Da da pensare che esista anche un lato "altro" da cui guardare le cose, un po’ meno comodo, probabilmente.
Perchè c’è bisogno di un nemico. Possibilmente  musulmano.
Di una causa già nota cui imputare i gesti per non doversi chiedere se c’è anche qualcos’altro che non va.

Penso sinceramente che nella metropolitana di Londra si potesse fare un "colpaccio" a quell’ora.
Credo il bilancio delle vittime, seppure tragico, sia stato contenuto non tanto per "fortuna" quanto per una sorta di disorganizzazione. Seguo attonita le notizie e lo svilupparsi della paranoia collettiva anche da noi ma non riesco a coglierci l’anima del terrorismo internazionale con tutte le maiuscole.
Sono i momenti in cui vorrei poter vedere "come va a finire"  su un libro di storia che ancora dev’essere stampato.
Invidio molto chi è pieno di certezze in queste situazioni.
Perchè i miei dubbi crescono ogni giorno che passa.

1 Response to “Riflessioni notturne”


  • E’ in queste situazioni, quando non capisci più chi sono i buoni e chi i cattivi, chi, e se, ha ragione e chi, e se, ha torto, che si preferisce rimuovere il problema. E’ troppo difficile per me. Non mi intendo di politica. Non sono affari miei. C’è qualcuno che ci pensa. SPERIAMO DI NON ESSERE NEI PARAGGI QUANDO CAPITERA’ QUI.
    Anch’io ho solo dubbi. E penso a quel poliziotto che si trova di fronte uno che forse potrebbe farsi esplodere, e dovrebbe non avere dubbi. E potrebbe portarsi per tutta la vita il fardello di aver ucciso un innocente. Come forse è già avvenuto.
    E’ una guerra, una guerra vera. Ma non si sa bene contro chi. E’ dura

cribbio
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