Blowin’ in the wind

Avevano attraversato il mare in nave, dormendo tra la melma e la salsedine di una notte interminabile, trovato casa tra le colline alberate dove il sole nasce e tramonta in mezzo agli ulivi, incontrato facce note tra le sabbie rosse di Kontoyallos, fatto richieste inutili di birre al doppio malto giù per il Liston di Kerkira tra la fortezza e il parco pubblico, gonfiato forte materassini ad Agyos Gordios fino ad impietosire i vicini di ombrellone, tirato tardi per i locali di Kavos inseguendo l’onda di inglesi ubriachi senza una meta ne’ una ragione.

Avevano nuotato a lungo dentro le grotte su a Paleokastritsa, tuffandosi dalle rocce e pedalando contro i flutti mossi dal troppo vento, bevuto un cocktail infiammato parlando del futuro sempre troppo incerto, accolto un amico in ritardo tra il vento e la pioggia mattutina del porto, dimenticato un pallone d’oro sulle rocce di Gialiskari, ballato con inglesi cicciottelle e le loro madri sulle coste di Kassiopi, visitato le scogliere di Peroulades e Sidari con il vento in faccia e le onde fino al collo, mangiato troppo al tramonto nel giardino mentre le patate cuocevano sul grill, suonato forte la chitarra fino a che le dita non avevano i calli, offerto rose a studentesse slovene, mangiato pita al posto di piadina quando i fast food sono pieni e i bambini a dormire ormai da molte ore.

Avevano saltato per un’ora sulla baia di Agyos Georgios per rubare uno scatto magico che li cogliesse in volo, giocato a bocce senza nient’altro che sassi, guidato forte sulle curve di una pista di kart inseguendo l’altro senza raggiungerlo mai, tergiversato sui viali silenziosi con l’autoradio a palla su un classico degli anni ’90 scrutando i volti e le reazioni della gente, fatto trenini con italiane nemmeno troppo chiacchierone, baciato venditrici di bracialettini senza comprarne nemmeno uno, cantato l’inno d’Italia a squarciagola alle quattro del mattino giù per il lungomare di Ipsos, dove l’isola fa una curva a destra e sale alta verso il monte.

Avevano mangiato spalla cotta e salame di pecora fino alla nausea, assaggiato il formaggio alle erbe e la temibile birra greca, avevano scattato foto e colto fiori secchi nel vecchio villaggio di Perithia sul monte Pantokrator, riso davanti un gruppo di tedesche sornione, suonato campane di una vecchia chiesa abbandonata mentre sulle loro teste giungeva lesto il temporale, salutato felicemente un greco socievole seduto al ristorante tra le colline del nord, dormito a lungo sulla spiaggia dopo tanta acqua, svegliandosi ammirando un cielo a pecorelle.

Avevano tergiversato fissando ragazze ad un tavolo ottenendone indietro solo gesti poco simpatici, scacciato vespe nel self-service di Glyfada, sonnecchiato sui divanetti dell’Aloha dove la festa comincia al pomeriggio e prosegue fino a notte mentre al tavolo a fianco giocano a backgammon e bevono caffè shakerato su ritmi house, giocato a pallone al porto in attesa del lungo ritorno fino a scatenare le ire della Polizia, ritrovato facce note con il sorriso sulle labbra e il segno degli occhiali da sole, cambiato in fretta i biglietti rischiando di rimanere fermi sull’isola e riposato a lungo sul ponte riparato dai venti, mentre appena sopra ballavano sirtaki e suonavano chitarre.

Solo allora, dopo aver fatto tutte queste cose e Dio sa quante altre, si riposarono. Chi in una stanzetta calda e polverosa, chi in un paese sperduto sugli appennini, chi in un’alcova d’amore mitteleuropea…

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Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)