Monthly Archive for August, 2005

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Welcome

Benvenuti su Ciccsoft, il blog dimenticato dai bloggers.
Welcome on Ciccsoft, a useless blog.

P.s.: per gli italiani le cose vanno sempre addolcite…

You can take a picture of something you see


Anche se si è scritto poco (è da vedere…) non significa che non si abbia almeno fotografato molto.

Mantra

Ripeti a voce alta: non organizzerò mai più una cena a casa di altri, non organizzerò mai più una cena a casa di altri, non organizzerò mai più una cena a casa di altri, non organizzerò mai più una cena a casa di altri, non organizzerò mai più una cena a casa di altri, non organizzerò mai più una cena a casa di altri…

Il vecchio che avanza

L’estate calcistica ha servito il suo ormai classico menu groggy a base di sentenze di tribunali e cassonetti bruciati nella notte, trofei pieni di effimere bollicine e regolamenti bistrattati. Il tifoso è paonazzo e boccheggia, quando va bene, altri si dicono disgustati e nostalgici e cedono l’onore delle armi al Calcio Moderno. Quest’anno per la prima volta non si sentirà alla domenica pomeriggio l’adorabile sigletta di 90° Minuto, inno di una stagione calcistico-sportiva popolata da personaggi improvvisati ma fedeli alla linea di giornalisti vetusti, col riporto e quei nomi stranieri così difficili da pronunciare. Non so e non voglio nemmeno immaginare come i fanciulli di oggi si rapportino a questo calcio paramilitare e in evidente stato di overdose, ma io che ho fatto in tempo ad assaporare l’ultimo calcio in un certo senso romantico, quello degli anni ’80, riconosco il sapore da fast food che ricorre in questo fetido andazzo che nessuno pare voler fermare. Prima o poi, forse, chi sta dietro alle testate giornalistiche, alle federazioni e alle società, capirà che il tifoso smarrito fa molta attenzione ai dettagli, unica àncora per rimanere aggrappati a questa palla di finti lustrini di plastica che puzza molto di più di quella gloriosa di stracci. Sono i dettagli come l’erba fresca e appena tagliata, il giovane della Primavera che fa il suo esordio in prima squadra, la squadra del quartiere in serie A, l’articolo che parla di tattica e non di moviola, e potrei andare avanti per ore. Gemme ormai rare da preservare, perchè quando tutto imploderà, da lì ripartirà la ricostruzione. Ieri sera si celebrava la diciottesima edizione di un torneo moderno, tale Supercoppa Tim, e il tutto è andato in onda su una rete televisiva appena nata. Sportitalia è gratuita, in netta controtendenza con la regola che ormai per vedere qualcosa in televisione bisogna pagare (chi l’ha decisa questa infamia?), è già questo è un dettaglio che sa di antico. Il dettaglio della serata di ieri è che la telecronaca era affidata esclusivamente a una voce soltanto, col solo sporadico contributo di una giornalista a bordo campo. Un dettaglio, per l’appunto, che a cascata fa ramentare tutti gli altri. Una volta non c’era bisogno di aldiserena o vincenzidamico vari a sottolineare ogni passaggio di gioco. C’era una, ammaliante voce sicura, che fosse Martellini o Pizzul, e non avevano bisogno di "commenti tecnici" per accompagnarci nell’evento, ci entravamo da soli in loro compagnia. Sportitalia punta sulle immagini e sui scarni risultati, senza aggiungere altro, nel tentativo di intercettare quegli sportivi paonazzi e obesi di sport moderno. Non so se basteranno i dettagli per scrollarci di dosso il pallone gonfiato.

Bellezza

Noi sereni e semplici o cupi ed acidi,
noi puri e candidi o un po’ colpevoli
per voglie che ardono:
noi cerchiamo la bellezza ovunque.

Mi sono riempito gli occhi di bellezza, ed è stordente. Mi sono ricordato di quanta imperfezione esiste in quelli che la osservano. Fa quasi paura, la bellezza, per la sua perfezione. Come quando sulle montagne russe arrivi in cima alla salita e in quel momento in cui resti sospeso osservi il panorama intorno. La Bellezza è opprimente, poi ti rischiaccia al suolo come la forza di gravità. Ti inchioda a tutte le imperfezioni che ti si sbattono in faccia durante la discesa del trenino. E’ un’imperatrice eterea e insinuante a cui altro non possiamo fare che inchinarci e portarle un rispetto quasi timoroso. Ogni velleità di rivoluzione viene placata, perchè la Bellezza è sorda e cieca. Non si riesce nemmeno a rimpiangerla o desiderarla, quando è assente, perchè è immanente. Una nebbia che ci inebetisce, un colossale allucinogeno.

Quante storie per una scogliera a picco sul mare e uno sciame di pupe da storia che non finiva più.

 

Blowin’ in the wind

Avevano attraversato il mare in nave, dormendo tra la melma e la salsedine di una notte interminabile, trovato casa tra le colline alberate dove il sole nasce e tramonta in mezzo agli ulivi, incontrato facce note tra le sabbie rosse di Kontoyallos, fatto richieste inutili di birre al doppio malto giù per il Liston di Kerkira tra la fortezza e il parco pubblico, gonfiato forte materassini ad Agyos Gordios fino ad impietosire i vicini di ombrellone, tirato tardi per i locali di Kavos inseguendo l’onda di inglesi ubriachi senza una meta ne’ una ragione.

Avevano nuotato a lungo dentro le grotte su a Paleokastritsa, tuffandosi dalle rocce e pedalando contro i flutti mossi dal troppo vento, bevuto un cocktail infiammato parlando del futuro sempre troppo incerto, accolto un amico in ritardo tra il vento e la pioggia mattutina del porto, dimenticato un pallone d’oro sulle rocce di Gialiskari, ballato con inglesi cicciottelle e le loro madri sulle coste di Kassiopi, visitato le scogliere di Peroulades e Sidari con il vento in faccia e le onde fino al collo, mangiato troppo al tramonto nel giardino mentre le patate cuocevano sul grill, suonato forte la chitarra fino a che le dita non avevano i calli, offerto rose a studentesse slovene, mangiato pita al posto di piadina quando i fast food sono pieni e i bambini a dormire ormai da molte ore.

Avevano saltato per un’ora sulla baia di Agyos Georgios per rubare uno scatto magico che li cogliesse in volo, giocato a bocce senza nient’altro che sassi, guidato forte sulle curve di una pista di kart inseguendo l’altro senza raggiungerlo mai, tergiversato sui viali silenziosi con l’autoradio a palla su un classico degli anni ’90 scrutando i volti e le reazioni della gente, fatto trenini con italiane nemmeno troppo chiacchierone, baciato venditrici di bracialettini senza comprarne nemmeno uno, cantato l’inno d’Italia a squarciagola alle quattro del mattino giù per il lungomare di Ipsos, dove l’isola fa una curva a destra e sale alta verso il monte.

Avevano mangiato spalla cotta e salame di pecora fino alla nausea, assaggiato il formaggio alle erbe e la temibile birra greca, avevano scattato foto e colto fiori secchi nel vecchio villaggio di Perithia sul monte Pantokrator, riso davanti un gruppo di tedesche sornione, suonato campane di una vecchia chiesa abbandonata mentre sulle loro teste giungeva lesto il temporale, salutato felicemente un greco socievole seduto al ristorante tra le colline del nord, dormito a lungo sulla spiaggia dopo tanta acqua, svegliandosi ammirando un cielo a pecorelle.

Avevano tergiversato fissando ragazze ad un tavolo ottenendone indietro solo gesti poco simpatici, scacciato vespe nel self-service di Glyfada, sonnecchiato sui divanetti dell’Aloha dove la festa comincia al pomeriggio e prosegue fino a notte mentre al tavolo a fianco giocano a backgammon e bevono caffè shakerato su ritmi house, giocato a pallone al porto in attesa del lungo ritorno fino a scatenare le ire della Polizia, ritrovato facce note con il sorriso sulle labbra e il segno degli occhiali da sole, cambiato in fretta i biglietti rischiando di rimanere fermi sull’isola e riposato a lungo sul ponte riparato dai venti, mentre appena sopra ballavano sirtaki e suonavano chitarre.

Solo allora, dopo aver fatto tutte queste cose e Dio sa quante altre, si riposarono. Chi in una stanzetta calda e polverosa, chi in un paese sperduto sugli appennini, chi in un’alcova d’amore mitteleuropea…

Tormentoni


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5 Luglio 1994

Oggi. Questa estrana estate metereologica mi ha comunque privato di molti amici, partiti per le vacanze o in campagna a raccogliere frutta. Decido di passare il tempo con la Playstation2, e giocando a Pes4 (simulatore di calcio, per chi non lo sapesse) a una coppa del mondo mi imbatto in un match alquanto particolare: nei panni della Nigeria trovo agli ottavi la nazionale azzurra.

5 Luglio 1994. La giornata trascorreva come tutte le altre, a Gatteo Mare insieme ai soliti amici. Non ero un granchè tifoso di calcio, avevo visto qualche partita di Italia ‘90 con indifferenza, e neppure la coincidenza tra il giorno del mio battesimo e la vittoria in Spagna ’82, 11 Luglio, mi gasava.

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Impossibile dire addio.

[Ovvero il risultato di una serata passata fra la tesi e musica depressiva[

 [Nada Surf – If You Leave]
Passeggiava per le stanze senza riuscire a smettere di guardarsi attorno.
Il letto disfatto, la valigia spalancata ed i vestiti ammucchiati su una sedia, qualche foto, cd sparsi, il suo smalto per le unghie, i piatti sporchi, due telefoni in carica.
Lui dormiva sul divano.
[
Creed – Six feet from the edge]
Con un nodo alla gola prese a riordinare le sue cose per andarsene in silenzio, prima del suo risveglio. Perchè se si fosse svegliato prima della sua partenza lei avrebbe ricominciato a parlargli, a spiegargli, a tentare di fargli capire cosa la feriva.
Ma sarebbero state solo frasi ripetute, quel che doveva dire l’aveva detto.
La sua presenza là non aveva più nessun senso, almeno fino a quando qualcosa non fosse cambiato.
[
Death Cab For Cutie – A Lack Of Color ]

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Corfu calling

Ed eccoci qui, per la prima volta in un internet point tentati dall’irresistibile bisogno di farsi vivi in qualche modo su questi lidi. Solo per dirvi che qui e’ tutto ok ed in particolare che:

Mattia dopo due giorni ha gia’ dimenticato quel paio di accordi che aveva appreso con la chitarra.|
Nella speciale classifica dell’abbronzatura Attimo arriva buon ultimo.
In Grecia non sanno fare i cocktail alla frutta.
Divertirsi e’ faticoso, ce la stiamo mettendo tutta.
Non beviamo acqua da giorni. Il sapore di CocaCola domina nelle nostre gole.
Gli inglesi avranno anche dominato il mondo nell’ottocento ma ora danno triste spettacolo di se’ in questi lidi.
Le italiane sono meglio delle inglesi.
Siamo diventati truzzi come non credevamo fosse possibile.
Nonostante le dita in alto e i costumi adamitici, Simo non rimorchia.
Facciamocene una ragione. 🙂

A presto!

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
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Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)