Pacs, contratti: tutte parole e niente fatti

Ho capito che noi siamo un popolo costretto a vivere sotto le grinfie del Vaticano, ma possibile che i politici debbano fare e ossequiare tutto quello che ci dice la Chiesa ? Prendete l’Osservatore Romano. Se solo quel “giornale” si informasse, scoprirebbe che la parola Pacs sta per Patto civile di solidarietà, un istituto giuridico introdotto in Francia il 13 ottobre 1999. Il 9 novembre 1999 il Conseil Constitutionel ha dato via libera, ravvisandone la conformità costituzionale. Il Pac è un contratto concluso da due persone maggiorenni, omosessuali o eterosessuali, al fine di organizzare la loro vita in comune, ma non modifica lo stato civile delle parti. Per sottoscrivere un Pacs i due partner devono avere una vita in comune (non solo la comunione di interessi e la coabitazione, ma soprattutto la residenza in comune e la vita di coppia ) e prestarsi reciprocamente sostegno materiale. I partenaires non hanno alcun obbligo di fedeltà, di soccorso o di assistenza, ma soltanto quello della contribuzione reciproca. È perciò un vincolo patrimoniale. Il sostegno reciproco e materiale è un dovere, senza il quale il Pacs viene meno.


Ma vuoi mettere fare una ricerca su internet che ci metti due secondi quando puoi sparlare in lungo e in largo!

Leggevo poi nel Corriere della Sera (trovate l’articolo su GayNews) che i gay avevano intenzione di votare Mastella perché aveva fatto delle chiare aperture sui Pacs…se questo è vero, come mai Mastella minaccia di rompere l’alleanza?

L’altro giorno arriva Rutelli che propone i Ccs, contratti di convivenza solidale. Sarebbe? Qualcuno glielo spiega a Rutelli che i Pacs NON sono forme di simil matrimonio e tantomeno equiparabili ai matrimoni gay e che non si possono adottare bambini? Casini, che dice “come cattolico ho il divieto di oppormi” …dov’era la tua opposizione quando hai divorziato? Calderoli che si sposa con il rito celtico dovrebbe proprio tacere.
Ruini: ok, ogni persona ha diritto ad esprimere un opinione (e ci mancherebbe). Ma se il Vaticano in quanto stato indipendente e sovrano chiede che i preti pedofili non vengano processati (e lo ottiene!), Ruini si ricordasse che pure l’Italia è uno stato indipendente e sovrano (quantomeno dovrebbe esserlo). E per chi dice che può farlo perché è solo una sua opinione: con tutti quei politici deferenti pensate davvero che Ruini esprima solo un’opinione?!

2 Responses to “Pacs, contratti: tutte parole e niente fatti”


  • Dopo l’udienza benevolmente concessa da Oriana Fallaci a Papa Ratzingher il Vaticano evidentemente si è scatenato.
    E infatti hanno pensato di non limitarsi a mettere il becco nei PACS e in generale nelle leggi di questo Stato, ma anche di dire la lorosul modo nel quale i magistrati dispongono le intercettazioni telefoniche?”
    E così il cardinal Ruini ha consultato i partiti della Casa delle Libertà (Forza Italia, UDC, Lega, AN e CEI) ed è partito all’attacco.
    Soddisfazione nella maggioranza: era ora che qualcuno scendesse in campo a difendere quel brav’uomo di Fazio.
    Sconcerto, invece, fra le forze politiche dell’opposizione. Rutelli addirittura è parso indignato; nel corso dell’incontro mensile con i parroci della propria diocesi pare che, brandendo il pastorale e strappandosi irato l’anello dal dito, abbia confidato a pochi fidati amici “Se Ruini invece di limitarsi a fare il suo mestiere di politico comincia a impicciarsi anche di religione, siamo fregati”

  • parlare ancora di certi argomenti mi fa solo venire l’ulcera.
    che poi La Calderoli dovrebbe solo stare zittA.

cribbio
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