Reminiscenze

Appollaiata con un’amica mannequin milanese su una panchina a godermi l’ultimo sole Settembrino parlando del triste linciaggio perbenista di Kate Moss e del fatto che nei backstage delle sfilate la cocaina praticamente te la tirano dietro è tornato a galla un’antico episodio della mia adolescenza.
Ero ad una festa, l’atmosfera era molto etilica&borderline, me ne giravo per le stanze con gli occhi sgranati ed un Bellini fra le mani quando mi si sono avvicinati i due bellocci di allora prendendomi sottobraccio e chiedendomi ammiccanti se volevo "andare a sciare".
Ricordo d’averli guardati innocentemente rispondendo che lo sapevano che quel week-end dovevo tornare a Venezia.

Ancora adesso sono convinta che l’unico motivo per cui non mi hanno estromessa dalla loro vita sociale è che mi hanno trovata particolarmente spiritosa

10 Responses to “Reminiscenze”


  • Mah, “perbenista”. Al massimo direi “ipocrita” (ve ne siete accorti ora?), ma “perbenista” no.
    Mi da l’idea di “giustificazione della coca”, questo aggettivo. E mica ne possiamo giustificare l’uso: sì, possiamo andare a cercare le orrende privazioni e la vita dura che l’hanno spinta all’uso della droga, ma sarebbero puttanate.
    Si drogava perché è la scelta più facile, e anche perché “nei backstage delle sfilate la cocaina praticamente te la tirano dietro”.

  • Te la tirano dietro perchè per fare la modella a certi livelli vai avanti a caffè, anfetamine e coca purtroppo.
    Quando fai la modella non puoi neppure vomitare sennò ti si rovina la pelle, devi solo non mangiare. Per non mangiare così a lungo devi “tirarti su”. C’è poco da fare.

  • Il fatto che “sia così” non significa che “sia giusto così”.
    No: c’è poco da fare? Non ce la fai? Allora non fai la modella. Ma in realtà non la penso così: nessun lavoro è facile, ogni lavoro è stressante e implica privazioni. E non tutti si fanno di coca.
    La vita è sempre una questione di scelte, ce ne sono di più facili o di più difficili. Ma per ogni scelta che fai devi pagarne le conseguenze e il peso. Ti fai di coca? Beh, se ti criticano non sono “perbenisti”.
    C’hanno ragione a farlo.

  • Sì, hanno ragione a farlo, quello è abbastanza ovvio.
    Ma se le stesse persone che accettavano il fatto che “si sapesse ma anche no” che ti fai di coca nel momento in cui “ci stanno le prove” ti cacciano via io le trovo just a little bit perbeniste oltre che ipocrite. E squallide. Com’è che si dice? Non guardare la pagliuzza nell’occhio del vicino ma la trave nel tuo?
    Com’è che funziona? E’ socialmente accettato utilizzare stupefacenti, basta che non si sappia?

    E’ una questione di scelte, vero, ma è il sistema che è viziato, certa roba non dovrebbe girare e punto. La fanno girare, e attorno tremila occhi chiusi.

  • Eugenio…com’è che gli allegri commenti di Ciccsoft non mi vedono più gli “a capo”?
    Non dirmi che devo iniziare a darci di

  • Sì, vabbè, il genio qui pesente ha scritto br tra le parentesine e quindi non si visualizza, insomma, si è capito che intendo,

  • E’ finita sui giornali perché è Kate Moss, indipendentemente dal fatto che nei backstage te la tirino dietro o è la vita da modelle. Un mio ex compagno di scuola sta buttando nel cesso la sua vita, ma nessuno l’ha mai sbattuto in prima pagina. Non giustifico quello che ha fatto Kate Moss, ma credo che pagherà solo lei per tutti. E questo non è mica giusto

  • A primo acchito a una domanda così banale (e – visto che la prendo sul personale – idiota) come “e tu chi sei?”, risponderei “uno che non va a festeggiare nei bordelli”.
    Poi, se vogliamo argomentare in maniera intelligente facciamo pure.
    Non ho mai detto che non siano “ipocrite” le critiche mosse a Kate Moss, come è “ipocrita” il suo licenziamento.
    Trovo sbagliata, forzata (meglio), la parola “perbenista”, che fanno sembrare sbagliare le critiche alla Moss.
    Ma da quando? Dovrei stare lì a giustificarla perché si pippa droga per qualche sordida ragione?
    Beh, rispondendo alla tua domanda: io NON pippo droga. NON mi faccio di canne (ma ho un sacco di amici che le fumano, ogni tanto. E che ci posso fare?). Giusto per aggiungere un paio di cose inutili NON mi sono ancora laureato e NON mi piacciono le penne lisce (caso mai facesse curriculum per aver diritto di parola).
    Ma NON sono un santo, neanche.
    Vedi, diciamo quasi la stessa cosa. Con una differenza: tu dici prima “Sì, kate moss ha sbagliato” ma poi edulcori il tutto con “però il mondo è ipocrita”.
    Io invece dico prima “il mondo è ipocrita”, ma poi specifico: “però Kate moss ha sbagliato”.
    E’ una questione di prospettive, no?

  • Innanzitutto scusa, non intendevo offenderti. ( cioè il tono non era come lo hai letto tu). Poi, no, il punto è che per me, fino a che uno non fa del male agli altri, non sbaglia. Sbaglia per sè, ma è lui l’unico giudice di se stesso. Non tu, nè io, nè altri. Non mi piace la Verità, per così dire, ecco. Io preferisco dire che mi dispiace se si fa del male, ma ‘sbagliare’ per me ha come premessa la definizione di ciò che è bene e ciò che è male. Per quanto drogarsi io stesso lo consideri dannoso, in questo non leggo una sbaglio, ma una libera scelta che, fino a che non danneggia anche gli altri, e se non vuole far nulla per uscire e se sta bene così, io non giudico. Se vuole un braccio teso, ancora, bisogna esser pronti a porgerglielo, perchè sicuramente così non si fa del bene. Invece la calpestano, e ci moraleggiano sopra, e ciò mi infastidisce. Tutto qui. Scusa ancora, non era mia intenzione offenderti.

cribbio
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Buffet

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(Frankfurter Zeitung)

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Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)