Yom Kippur

Di tutte le ricorrenze della religione ebraica Kippur è certamente la più sentita e significativa: "il giorno dell’espiazione", l’avvenimento più solenne dell’anno, 25 ore di digiuno inserite in un periodo denso di festività.
Quel che m’ha sempre profondamente affascinato è la logica del perdono che sta dietro questa festa, quell’ "a Kippur Dio perdona le colpe commesse verso di lui ma non quelle commesse verso altri uomini" che fa sì che ogni anno ci sia ancora chi usa mandare un bigliettino a tutti coloro verso cui si sente in torto anche solo per dire "mi dispiace".
Quel che invece ha sempre suscitato la mia curiosità è la strana storia del "brodo di pollo espiatorio", che si beve la vigilia di Kippur, onde preparare lo stomaco al lungo digiuno. Ovviamente il pollo espiatorio sta strettamente imparentato col più famoso capro comparso al posto d’Isacco al momento del sacrificio, è solo meno famoso.
In pratica tradizione dice che la vigilia di Kippur i bravi ebrei dovrebbero comprare un bel pollo vivo (a quanto pare un gallo per ogni figlio maschio ed una gallina per ogni figlia femmina) e una volta portatolo a casa farlo roteare (sempre vivo, ovvio, che domande) sulla testa dei pargoli, pronunciando una benedizione al fine di trasferire i peccati della prole sul pennuto.
La fase successiva comprende il tirargli il collo e farne un bel brodino affinchè espii per bene tutto ciò che ha da espiare. Il brodino peraltro ha una ricetta che non è affatto male.
Alla faccia della aviaria.

1 Response to “Yom Kippur”


cribbio
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