Bilanci all’italiana

Nel 2004, la Rai aveva chiuso uno stravagante bilancio 2004 con un utile netto di oltre cento milioni di euro (qui il testo ufficiale della relazione bilancio). A questo proposito, il senatore di Alleanza Nazionale Michele Bonatesta aveva dichiarato tronfio di soddisfazione:

"I numeri non sono opinioni. Il bilancio del 2004 approvato dal Cda della Rai è la prova provata che questo vertice ha lavorato bene in questi due anni. La sinistra ne prenda atto, la smetta una buona volta di raccontare la barzelletta secondo cui questo Cda avrebbe affossato la Rai e renda onore al merito di questo vertice."

Oggi, il direttore generale della Rai Alfredo Meocci dichiara:

 "La prospettiva economico-finanziaria della Rai è critica. […] Una serie di elementi critici portano a una previsione, per il 2006, di una perdita tendenziale di 80 milioni di euro."

I motivi di questo disastro? Secondo Meocci, il tracollo sarebbe da imputare ad un canone troppo basso e agli elevati costi della struttura Rai. Una crisi strutturale quindi, nessuna responsabilità del vecchio o del nuovo Cda.
Al di là del delirio sul canone (Mediaset vede da anni i propri utili moltiplicarsi in maniera esponenziale, pur cedendo negli ascolti e non chiedendo alcun pagamento agli spettatori) sarebbe chiaro persino al più orbo dei ragionieri che nelle cifre dei bilanci Rai qualcosa non funziona come dovrebbe. O forse – nell’Italia delle truffe, dei bilanci truccati e dei "passa da dietro" – anche i numeri sono diventati opinioni, senatore Bonatesta?

1 Response to “Bilanci all’italiana”


  • Che pena…Meocci è l’ennesimo pupazzo messo a capo di una struttura dalla quale ormai tutti cercano di fregare soldi come possono, lasciandola affondare neanche troppo lentamente…

cribbio
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