Monthly Archive for October, 2005

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Nostalgia canaglia

sony_ucx-s_60[1].jpgQuesta credo sia quella più vecchia tra quelle che mi appartengono. Dev’esserci su qualche registrazione che facevamo da bambini con microfono e registratore portatile, giocando alle parodie dei telefilm e dei programmi radiofonici. Qui qualcuno si è preso la briga di catalogare tutto l’inimmaginabile. Preparate i fazzoletti.
(via Emmebi)

Disgosting

Celentano è lento, Politik è rock

Lo spettatore disattento potrebbe avere l’impressione, così a caldo, che Celentano sia ufficialmente sceso in politica in questo caldo autunno di inizio campagna elettorale.
Non facciamoci ingannare troppo facilmente: il Molleggiato è tornato in tv dopo ampie aspettative per uno show ricco di sorprese e momenti di buona televisione, nulla di più. Non ha deluso ed anzi ha saputo confezionare uno spettacolo in larga parte piacevole. Non ci stupisca il Santoro che grida "viva la libertà" o Cornacchione che fa il verso a Silvio. Non prendiamo per aggressione politica il testo della canzone (prossimo tormentone del web) di Crozza-Gipsy Kings o l’aver mostrato il video del premier in Bulgaria mentre fa i nomi scomodi da epurare dalla televisione pubblica. Non si sta facendo altro che un po’ di sanissima satira politica, o scherno edulcorato verso chi comanda, ed occupa i piani alti, di qualunque schieramento esso sia. E’ così dalla notte dei tempi ma il politicante saggio è capace di accettare il gioco con equilibrio e correttezza. Se la maggioranza si indigna davanti a uno spettacolo del genere, e se Celentano ha modo di spaziare con gli argomenti nell’attaccare l’attuale Governo, significa che gli spunti non mancano e che la democrazia in questo paese non è ancora morta del tutto se c’è chi la manda in onda.
Significa che si può dare spazio alla fantasia degli artisti, lasciandoli liberi di esprimere anche ciò che è scomodo perchè è in fondo questo il sano principio base di un qualunque stato civile moderno. Significa infine, saper prendere le cose per quello che sono. Tre ore di tv, infarcite di musica e siparietti interessanti, non sconvolgono il mondo. Cinque minuti di intervento di Santoro non spostano fette rilevanti di elettorato, ma sono invece sinonimo di pluralismo su una tv pubblica infarcita di reality e rigurgitante palinsesti spesso vuoti di idee.
RockPolitik susciterà polemiche, farà discutere e qualche testa rotolerà per questo. La colpa non è affatto di Celentano, quanto del clima di tensione non appena un artista (notoriamente l’Artista è di sinistra) mette piede in tv. Il Molleggiato ha fatto il suo monologo, appiattendo il ritmo fino a quel parecchio momento sostenuto, ha invitato ospiti eccellenti e all’altezza del gioco. Insomma il contenitore c’è, anche se il suo protagonista è il solito vecchio cane brontolone, un po’ barboso quando ci si mette. Ma il contorno, signori, è tv che scoppietta e si fa notare, per i tempi che corrono.

Note autunnali

Mentre fuori imperversa freddo e pioggerellina, qui al caldo di 4 mura si ascolta:

Devendra Banhart – Hey Mama Wolf
Franz Ferdinand – Do you want to
Ligabue – Lettera a G.
Sigur Ros – Glosoli
Magic Numbers – Forever lost
Mamas and Papas – Make your own kind of music
Amari – Campo minato
Don Backy – Poesia
Juanes – La camisa negra
Kaiser Chiefs – Everyday i love you less and less
Mickey3d – Matador
Perturbazione – Animalia
Shout out louds – Very loud
The Rakes – Strasbourg
The Strokes – Juicebox
Opera Chillout – Belle nuit, o nuit d’amour
Manu Chao – King kong five

Una piacevole e personalissima accozzaglia di splendidi pezzi più o meno nuovi.

Jewish do it better?

"Oppenheimer, Einstein, Freud, Marx, Kafka, Bellow, Levi-Strauss, Allen, Dylan: la storia degli ultimi duecento anni è costellata da una miriade di scienziati, pensatori e intellettuali ebrei. Nonostante gli ebrei costituiscano un mero 0,25% della popolazione mondiale e solo il 3% di quella Usa essi rappresentano il 27% di tutti i premi Nobel e il 50% dei campioni mondiali di scacchi" [Il resto qui]

Chi scrive è una che si è ritrovata a dire in più di qualche situazione "guarda, non me lo so spiegare, è che gli ebrei sono semplicemente mediamente più intelligenti".
Poi con gli anni può dire di aver trovato molte ragioni a questa sua affermazione: l’importanza di apprendere una lingua come l’ebraico fin dalla tenera età, l’impegno nello studio su due binari, il dover perennemente gestire lo "sdoppiamento" tra la vita "da ebrei" e la vita del resto del mondo.
Poi c’è il fatto che chi nasce ebreo nasce con la consapevolezza storica di un popolo esule millenario, consapevolezza che viene instillata sin dalla più tenera infanzia, e va a generare così "bambini ebrei primi della classe" (citando l’articolo), ma anche bambini ebrei ipersensibili, che vivono ancora sulla loro pelle gli orrori patiti dai nonni e dai bisnonni. C’è inoltre la voglia (da parte delle vecchie generazioni) di offrire ai giovani tutte quelle opportunità che in passato sono state precluse, e le "nuove leve" lo sanno, sono figlie e schiave della loro memoria.
Sono una tifosa della versatilità, sono convinta che chi cresce impegnando la mente su più binari cresca con stimoli maggiori e quindi con conseguenti maggiori elasticità mentale e capacità d’adattamento. Gli ebrei lo sono per necessità, così come tante altre persone meno facilmente "categorizzabili". Nell’occidente post ’45 semplicemente quando c’è di mezzo la parola ebreo si è abituati a prestare più attenzione al discorso. Chiamasi cattiva coscienza
Tuttavia ogni volta che leggo articoli di questo tipo non so mai se mettermi a ridere o se avere la pelle d’oca. E’ la parola "genetica" che mi turba.
Allo stesso modo in cui mi turba quel lato dell’ebraismo per cui se la madre non è ebrea per il figlio è necessaria tutta una trafila burocratica per poter essere parte del "popolo eletto"; ala conservatrice in cui i matrimoni combinati sono fortemente favoriti e i giudizi dati con troppa facilità.
E’ solo che ci sono momenti in cui mi rendo conto che per un attimo il mondo si divide in "chi è ebreo e chi non lo è"; in chi può capire una battuta, un film, una mezza parola in più e chi non lo capirà mai. Tra chi "sa" e chi no.
Già le dicotomie di per sè mi spaventano. Quando si inizia a chiamare genetica un fatto culturale per poterla scindere indissolubilmente da tutto il resto figuriamoci.
Non vedo nè discriminazione inversa nè premesse a nuove teorie antisemite in discussioni di questo genere, semplicemente mi ritrovo a chiedermi perchè si senta questa necessità di "categorizzare" ogni cosa, genio compleso, quasi a pensare che trovando un gene ne si potranno carpire e riprodurre i presunti talenti affibbiatigli.
Da biotecnologa vivo (in generale) una scienza in crisi, che promette più risposte di quelle che effettivamente ha, semplicemente per non dover ammettere che "quel qualcosa che sfugge e va oltre" non lo prenderanno mai.
Neppure loro.

-173 giorni

prodiico.gifPassato il day after dei festeggiamenti e della pubblica gioia da parte del centrosinistra per il trionfo, in termini di audience elettorale, delle elezioni Primarie, mi pare sia doveroso fare il punto della situazione e annotare alcune considerazioni.

4 milioni di elettori sono stati un successo numerico inaspettato, una grande celebrazione della voglia di far sentire una voce, di dare una spinta forte all’imbarcazione dell’Unione indicando chiaramente quale sia la persona più credibile da mettere alla guida della coalizione. Prodi, che piaccia o meno ai puristi della politica fatta di soli ideali, rappresenta oggi il solo candidato possibile che riesca a mediare, seppur a fatica, tutte le anime del centrosinistra. Non è credibile un governo Bertinotti, insensato un leader della società civile come Scalfarotto. Stiamo parlando di elezioni politiche e i giochi si fanno con mediazioni, compromessi e accordi bilaterali. Per litigare e far emergere le scelte dei partiti ci sarà modo poi, a governo formato. Ora è il momento di radunare la gens e affilare le spade. A contrapporsi saranno Prodi e Berlusconi, come il popolo grida a gran voce. Lo scontro tra titani, che mancava da dieci lunghissimi anni.

Inutile però dormire sugli allori di un’elezione primaria andata bene. Se da un lato è un segnale positivo che sicuramente dona nuova linfa a tutto il sistema politico dell’opposizione, dall’altro va tenuto conto che ha votato circa il 18% dell’elettorato di centrosinistra (stando ai dati del 2001, purtroppo obsoleti). Rimane da conquistare la fiducia e la conferma di tutti quelli che hanno preferito rimanere a casa, seguaci di una fede politica più tiepida ma non per questo da sottovalutare. Vanno conquistate le casalinghe che hanno ritenuto superfluo esprimersi oggi, quelli che la politica la seguono solo marginalmente, i lavoratori delle classi più bistrattate dall’attuale compagine governativa e soprattutto bisognerà saper parlare ai giovani, vera anima pulsante della sinistra che scende in piazza, si infervora e dialoga sui grandi temi di interesse generale. Per farlo Prodi dovrà saper costruire un programma finora poco chiaro, rispettando quel 15 percento di elettorato che gli ha preferito Bertinotti, un dato estremamente significativo. Una voce che chiede finalmente un "governo di sinistra" e non una legislatura dove vivacchiare tirando avanti come si può, che a poco servirebbe. Il grido strozzato di Moretti in "Aprile" è ancora valido, un decennio dopo.

Da non sottovalutare infine è il peso politico che queste elezioni hanno avuto sull’altra metà del Parlamento, quella che pensa, governa, aggiusta e vota compatta le varie leggi che vengono in mente al peones di turno per risolvere problemi futili al bene del Paese. Il falso in bilancio, le rogatorie internazionali, l’immunità parlamentare, la Gasparri e non ultima la riforma del sistema elettorale che gli italiani avevano scelto di mandare in pensione dodici anni prima con un semplice referendum. Il governo si impegna ma non chiede mai legittimazione al popolo sovrano, in nome di un mandato ormai logoro e di un contratto con gli Italiani in scadenza. E’ un Governo assente anche nelle manifestazioni più semplici dove si richieda la sua presenza, quando una vedova piange un marito che si è sacrificato agli altari della politica ed è solo il Capo dello Stato a commemorarne l’onore.
Queste elezioni dunque, non possono che diventare un chiaro monito dell’elettorato fedele all’Unione: noi ci siamo, siamo pronti e decisi a farci sentire. Il grande cuore della sinistra ha reagito prontamente alla chiamata e con pazienza e dedizione si è recata alle urne sopportando volentieri code interminabili ma necessarie. Berlusconi in cuor suo non può che preoccuparsi, quando la sua coalizione vacilla sotto un Follini dimissionario e anche i suoi sondaggisti dicono picche guardando al futuro. Ora almeno una data di fine lavori c’è, le elezioni sono fissate al 9 aprile, cui ci separano centosettantatrè giorni di lungo inverno. La campagna elettorale sarà aspra come non mai ma questa volta sono le poltrone ai piani alti a tremare in vista del risultato, mentre là fuori l’elettore ha fatto già sentire la sua voce segnando il primo gol della grande partita della Democrazia. Uno a zero, palla a centrocampo.

Two

Si alzò di colpo sul letto e la realtà le tornò davanti agli occhi, crudele, chè non c’era impegno o diversivo che potesse cambiarla.
Lei non c’era più, ed era passata più di una settimana, già.
Come non c’era più lui, da quasi cinque anni oramai.
Ci son tanti modi diversi di suicidarsi, lui di sicuro aveva fatto prima, quello di lei invece si era protratto a lungo nel tempo. Iniziò a tormentarsi capelli, in silenzio,  tentando di reprimere tutto quello che stava lottando per venire fuori dallo stomaco; rabbia, impotenza, dolore. Cosa sarebbe servito tirarli fuori, le lacrime sarebbero scese e nessuno sarebbe tornato indietro per stringerla a sè.
No, infatti.
Erano giorni che ogni pretesto era buono per farle salire un nodo alla gola, l’acqua, il cielo azzurro, il vento sulla barca, il suono d’una voce. Durava un attimo, di solitudine tra il rumore e la frenesia, gli occhiali da sole calati sugli occhi; ma poi doveva andare avanti, come al solito, che la vita gliel’ordinava, imperiosa, ostinata. Era nata per quello alla fin fine.
Tutto su un colpo realizzò che la cosa più dolorosa erano quei ricordi felici che avrebbe voluto tanto portare con sè nel cuore senza che facessero così male. A quelli pensava quando sentiva di odiarli, entrambi. Li odiava per quanto li aveva amati. E li odiava perchè guardava negli occhi tutti giorni qualcuno che non aveva potuto scegliere se rischiare di morire o meno.
Era un flusso di pensieri, un attimo di dolore acuto, poi il rumore cominciava di nuovo, si stringeva nelle spalle e riusciva a respirare abbastanza da muovere qualche passo.
Una mano sulle sue gambe la fece sobbalzare all’improvviso.
"E’ successo di nuovo?"
"Sì."
"Vieni qua, appoggiati a me, su, dormi…"
Un attimo e sentì le lacrime scendere, perchè se ogni tanto quasi si vergognava ad essere felice sapeva che il compito dei vivi era andare avanti. Con chi li avrebbe seguiti.

Due miseri punti in più

L’altro giorno, a bordo della Dot Fiat di Attimo insieme al Pittore, ci si trovava a dover portare una enorme tela che non entrava in macchina. Facendo l’insano gesto di tenerla sul tetto reggendola con il braccio dal finestrino, e restando così senza cinture ci si chiedeva quanti punti avremmo perso sulla patente nel caso che.
– Tra l’altro ne abbiamo ventidue ora di punti! Abbiam chiamato il numero verde e ce li hanno aumentati! – spiega trionfante Attimo.
– E’ vero – continua il Pittore – basta chiamare per avere quei due punti che il Governo ha dato agli automobilisti disciplinati.
Al che mi indigno, perchè non sapevo nulla. Mi indigno perchè mi pare impossibile che siano così subdoli da richiedere una telefonata per farseli aumentare, così che le vecchiette non lo sapranno mai. Io stesso per quanto legga tante cose in internet, non ne sapevo nulla. Mi danno il numero e lo segno sul cellulare per chiamarlo appena ho tempo. 848782782.
– Ma questo per me non è affatto un numero verde!
Vengo zittito e mi spiegano che è un numero verde, ma si fa solo dai numeri di rete fissa.
Come mio solito non mi fido perchè mi sembra di ricordare che 848 è un numero a pagamento, ma resto zitto meditando di scrivere un post risentito su questa cosa e per segnalare il tutto a chi come me non ne era a conoscenza.
Dieci minuti fa, cerco su Google ed incappo in questa cosa…

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Mai più senza

La macchina per fare la birra. Per 99 sterline la felicità a casa vostra.

Pronostici primari

Io direi un’affluenza intorno ai due milioni di persone.
Prodi circa al 50-60%, Bertinotti circa 25%.
Voi che dite?

DIRETTA BLOG:

13.43: A Roma – dice Clemente Pastella – in un seggio hanno trovato pacchi di schede già votate per Prodi, pronti per essere inserite appena si può. Aggiunge inoltre: questa consultazione è fasulla.
Comunque è tra i candidati sulla scheda, casomai voleste votarlo. Deve essersi alzato storto proprio stamattina. Capita.

16.18: L’allegra combriccola qui ha votato. Un’ora di coda tra la gente carica e speranzosa di dire finalmente la propria e dare un sostegno, un segnale chiaro e deciso a questa sinistra. Ho come la sensazione che a Ferrara si sfiorino percentuali di votanti bulgare.

16.29: A qualcuno è andata peggio del sottoscritto. Almeno io ero in una simil cabina elettorale di cartone.

17.13: Pare abbiano superato il milione di votanti. Se continua così qualcuno dovrà offrire da bere stando a quanto si è detto ieri sera al pub. La questura dall’elicottero ne ha contati appena qualche migliaio. Emilio Fede prepara il servizio di apertura del tiggì da alcuni seggi rimasti vuoti. Al telefono ci sarà a commentare Daniela Santanchè, che invita al non voto e ad andare tutti al Billionaire stasera, per la festa di chiusura.

17.35: L’Unità online: al voto come ad una festa.
TgCom: Primarie colpo di scena: Mastella sbatte la porta e se ne va.
Felicità bipartisan quest’oggi. Anche io: c’è il sole.

18.20: Festa rovinata. Un politico della Margherita pare sia stato fatto fuori il giorno giusto..

18.23: Stampella, si levi gentilmente dai coglioni… [Sasaki Fujika]

20.05: Mentre si parla di due milioni di votanti, nella ridda di cori entusiasti del centrosinistra nessuno sembra cagare minimamente un morto tra le loro file…e mica un sottosegretario di partito qualunque.

21.45: A seggi quasi chiusi arriva il messaggio di Attimo, votante dell’ultimo minuto: "Vecchietto osserva sfregandosi le mani la coda interminabile e sentenzia: questa è volontà di governare! Bravi!"

22.40: Ancora non c’è uno straccio di dati provvisori. L’affluenza continua a crescere anche se i seggi dovrebbero essere ormai chiusi da un pezzo. Elezioni tarallucci e vino: avanti che c’è posto.

22.45: Prodi al 79% in un exit poll a Cagliari. Davvero non oso immaginare il risultato di Bologna o Modena…

0.02: Prodi si assesta intorno al 75%. Scalfarotto è una cocente delusione, appena lo 0,5% contro un 3 e mezzo di un Pastella qualunque. Cordoglio.

0.29: Pare abbiano raccolto 40 milioni di euro. Tolti i costi sostenuti per questa consultazione, lo champagne per festeggiare e una cena di pesce per i volontari dei seggi, restano una svalangata di soldi per la campagna elettorale. Che cosa sforneranno da qui a primavera? Manifesti olografici? Invio di libri con la storia di Prodi a tutti i cittadini? Ecco, io lo dico. Gli italiani gradirebbero una delle due opzioni:
– Spaghettata aglio e olio collettiva nelle città, con vino rosso e danze per tutta la notte, intorno a marzo.
– Restituzione del denaro non utilizzato

1.00: "Ciao bulgaro!". Così Fausto Bertinotti ha salutato ironicamente Romano Prodi, una volta giunto nell’ufficio di Santi Apostoli dopo che sono iniziati ad arrivare i primi dati sulle percentuali dei candidati alle primarie. Lo dicevo io che c’erano percentuali bulgare: Bologna 88%.

2.49: La chiosa finale migliore, da Alberto: Uno si rende conto che le primarie sono andate bene non tanto perché hanno partecipato tre milioni di persone, ma perché le poche parole che riescono a formulare gli avversari politici trasudano il rancore, l’assenza di argomentazioni e il sarcasmo tipici degli sconfitti. Speriamo che continuino così.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
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Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)