Collage

"Dovresti partire per New York il prima possibile, Venerdì mattina al più tardi; in realtà preferiremmo metterti sul primo aereo in partenza per Francoforte, ma capisco tu debba anche organizzarti"
"…"
"Devi capire che alla tua età è un’opportunità da non perdere assolutamente."
"No, appunto…è che io dovrei firmare un contratto d’affitto a giorni, col notaio…"
"Un buon avvocato  sistemerà tutto, tu adesso devi solo rilassarti."
Rilassarsi, una parola.

 

"All’asilo a tutti i bambini veniva insegnato a leggere, scrivere e far di conto in due lingue. Dovevano saper tagliare e cucire, i primi rudimenti del punto croce. Era proibito bere prima d’aver finito il primo piatto di portata e dieci bambini ogni giorno dovevano imparare a servire in tavola e a rigovernare. Lei non distingueva la destra dalla sinistra e sciriveva indifferentemente con tutte e due le mani. Così era capitato che le legassero dietro la schiena la sinistra, così, tanto per non sbagliare."

"E’ che non puoi valutare una persona dall’ultimo discorso che ci hai fatto, sia stato uno scazzo o un idillio. Non avrai mai il bianco e il nero nei rapporti umani, scordatelo. Vivi di sfumature, di colori, di attimi felici e di lacrime; di litigi pure, che se non ti scorni un po’ vuol dire che c’è qualcosa che non va. Non c’è nulla di perfetto a questo mondo, si è felici quando ci si guarda negli occhi consapevoli che nonstante tutto è così."

"Durante le vacanze della prima infanzia veniva sempre spedita almeno un mese in campagna, coi soliti amichetti. Non c’era il riscaldamento, nè la tv, solo contadini anzianotti a sistemare il giardino, le nonne e le bisnonne, e un sacco di racconti dell’orrore. La notte avevano paura che arrivasse la fine del mondo; raccoglievano tutto il cibo che capitava a tiro e assieme filavano a chiudersi a chiave nel "bagno grande". Si avvolgevano nelle coperte e rimanevano immobili fino a che non arrivava l’alba. Era la paura d’addormentarsi e risvegliarsi all’inferno, o Geenna che fosse. Di giorno poi giocavano felici in giardino, felici d’essere vivi"


"La cosa più importante quando si ascolta un consiglio è ricordare da chi proviene. I giudizi in teoria invece non si dovrebbero neppure degnare d’attenzione, ma spesso il confine è molto labile. La cosa triste del mondo è che troverai sempre qualcuno che dichiarerà d’adorarti pur di ptoerti manipolare o usare a loro piacimento. Non ho mai capito se trovo più squallido chi lo fa per soldi o chi per il puro gusto di fare del male. Ho capito però che posso perdonare i tradimenti, gli errori, la vigliaccheria, se negli occhi delle persone vi trovo la buona fede. Ho imparato solo ad essere spietata verso la cattiveria. "

"Si sono sempre chiesti tutti quale fosse il giorno giusto per andarlo a trovare. A un ebreo certo non vai a portare i fiori nel giorno dei morti. Io ogni tanto penso sia ancora nascosto nell’armadio di camera sua, come da bambini, pronto a spuntare fuori e a prendermi la caviglia nel momento in cui aprissi la porta. Diciamocela tutta; l’ha fatta finita in maniera troppo vigliacca perchè gliela possa mai perdonare. Perchè quando un ragazzo di diciott’anni si ammazza stanno tutti là a fare retorica sul fatto che "si poteva fare qualcosa per salvarlo". Ovviamente nessuno pensa a come può sentirsi  chi qualcosa ha tentato di farlo. Prima o poi si capisce che gli altri non devono pagare per colpa di un abbandono, e si ricomincia a respirare senza affanno."

"Il mio migliore amico mi ha sempre detto che il problema con le persone era che volevano sempre qualcosa da te, piccole e grandi cose. Ti rendi conto d’aver trovato qualcosa di prezioso in un cesto fuori dalla porta di cas quando ti trovi davanti qualcuno che per prima cosa da te vuole che tu sia felice. Nonostante tutto."

"Allora, mi dai un colpo di telefono in serata per farmi sapere su che aereo devo metterti?"
"Io davvero dovrei firmare il  mio contratto uno di questi giorni…"
"Sei ancora un po’ stordita immagino, non ha più importanza oramai, la tua vita sta per cambiare, di certo non penserai di andare per davvero a vivere là…"
"E’ importante per me, e sì, penso proprio che stavoltà passerò…"
"Ma perchè?"
"Perchè è mio questo racconto. E voglio che finisca così."

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Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
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Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
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(PC professionale)

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