Monthly Archive for December, 2005

Scatola n°23 – Duemilacinque

Ho preparato tutto, credo. Un altro anno sta per lasciarci e la malinconia mi coglie puntuale come sempre sulla soglia di una festa che non riesce proprio ad essere augurale per un anno ancora da scrivere, bensì un addio a ciò che certamente è già successo. Sono sempre un po’ restio agli addii, di qualunque tipo. Mi impressionano le morti illustri. "Come faremo senza quell’attore? Come sarà il mondo senza quel cantante? Senza quel politico così carismatico?" Mi fanno spavento pensieri come "questa è l’ultima volta che…" oppure l’idea di una persona conosciuta che parte e non incontrerai mai più. Un po’ come i parenti che invecchiano, lo sai benissimo che non sono eterni, ma li vedi appassire mano a mano, tra gli acciacchi dell’età e la memoria che va a ramingo lasciandoti perplesso ad osservare come tutto vada lentamente peggiorando con il passare degli anni.

E allora oggi è uno di quei momenti topici dove tutto è per l’ultima volta del 2005. L’ultimo pranzo, l’ultima dormita, l’ultimo giro in centro, l’ultimo post dell’anno. Come se di punto in bianco finisse tutto teniamo mentalmente conto dell’ultima di ogni cosa come un condannato a morte. Fortunatamente arrivano le prime immagini festose dall’Australia: di là è già 2006. Allora si va avanti, non finisce nulla. Bene.
Però in qualche modo dobbiamo archiviarlo questo DUEMILACINQUE. Metterlo nel cassetto con gli altri, sperando mantenga tanti bei ricordi nella mente, il più a lungo possibile. Ho preparato tutto, dicevo.

Una scatola grande di cartone grezzo colorata di bianco. Ho scritto a grandi cifre 2005 sul coperchio con una vernice nera. Sembra una di quelle cose chic di Calvin Klein ma io so che conterrà cose ben più preziose. Ho cominciato a girare per la casa radunando oggetti, frammenti, ricordi, appunti, scampoli di vita formato a4, cumuli di bit abbandonati in una folder di sola lettura, per riversarli nella mia scatola.
Vi ho riposto un grande narghilè alla liquerizia, un guanto blu, una giacca nera, un paio di occhiali Ufo, una camicia hawaiana, un tuffo nel lago, un disco funky, un materassino azzurro e una chitarra, una spilletta, una maglietta firmata da te. Vi ho riposto una foto bellissima, un concerto memorabile, una cena tra amici, una festa festosa, una canzone stonata, un cappottino rosso, un film in macchina, tante ore di ipod condivise. Un giornalino, un disco con la palma, un bacio a mezzanotte, un’emozione rubata, un esame insormontabile, un libro dalla copertina nera, una notte di mezza estate, una festa, il regalo più bello che si possa ricevere.

E questo è quanto mi viene in mente così su due piedi, nell’ultimo giorno dei 365 che devo scandagliare. Il resto lo tengo a mente da me. Quanto all’anno che sta arrivando, basti dire che porterà con sè i Mondiali di calcio e le elezioni politiche e, Dio non voglia, altra miseria ed orrore sparso per il mondo. C’è di che scrivere e riempire pagine e pagine di Storia e la cosa mi emoziona e spaventa al solo pensiero.
A me basteranno due cose a farmi felice, e non c’è vittoria dell’Italia ai mondiali o sconfitta di Berlusconi alle politiche che tengano. Nella mia scatola n°24, tra un anno, vorrei trovassero posto:
– Quel pezzo di carta di ormai poco valore
– Te.

E’ una vita che ti aspetto.

C’è il due e non il tre?

Dalla banca nessun calendario.
Dalla macelleria neanche.
Dall’alimentari idem come sopra.
Il meccanico me lo voleva anche dare un calendario, ma in quel caso ho declinato gentilmente l’offerta.
Il giornalaio mi ha dato un foglio di carta con una foto panoramica di Assisi (fantasia al potere, poi che schifo: sempre quella da cinque-e-dico-cinque anni ), ma quello me lo perdo dopo 2 giorni.
Ho detto: mi salveranno loro. Ed è cominciato il pellegrinaggio: per tutto dicembre son passata da queste parti, sperando in un calendario-ciccsoft; e dopo due anni di appuntamento con squillo di trombe per l’annunciazione della nascita di un nuovo calendario, nell’anno Domini 2005 cosa (non) fanno Ciccsoft&Company? Mi danno buca, ché a quanto pare non hanno fatto niente, zero assoluto.
E io al muro che c’appendo, il calendario dello scorso anno?!

Dai che è la volta buona

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Capodanno

Ti ritrovi la notte tra il trenta e il trentuno a tracciare bilanci, raccoglierti nei tuoi pensieri, chiederti se sei reale, se esisti.
E’ il momento in cui avresti bisogno di rassicurazioni, ed invece arriva lei, al malinconia, a sussurrarti all’orecchio tutti i dubbi del mondo.
A dirti che non è cambiato nulla, che nulla cambierà, che non sei nulla.

Hai sempre pensato che il Capodanno non fosse tanto la fine dell’anno vecchio, quanto l’inizio di quello nuovo, che è la stessa cosa, ma anche no.
Ho sempre pensato fosse importante iniziarlo con le persone giuste accanto, l’anno nuovo.
Arrivata a stasera posso dirlo.
Potrò essere ovunque domani.
Non sarà mai lo stesso.

Isola della nebbia

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Avete settantatrè anni? Bisogno di poco rumore? Pochi ragazzi (o drugàt) che impestano le vie del centro? Niente concerti la sera che poi al mattino vi fan mal gli orecchi? STATE CERCANDO CREMONA.

Non desidero un "bordello" fatto a città ma credo sia perfettamente lecito dire che Cremona quanto a vita scarseggia un po’. Certo è una città dove si vive bene, in effetti di grossi problemi non ne abbiamo, a parte che la percentuale di tumori è una delle più alte d’Italia. Una cittadina tranquilla, senza pensieri, dimenticavo che c’è una raffineria -ormai d’epoca- attaccata alla città a circa venti metri dalle nostre estive società canottieri. Non parliamo di università, potrebbero far scomparire le rughe di una mentalità ottocentesca basata soltanto sull’agricoltura. Sapete, Cremona si spaccia in tutto il mondo per città della musica… Musica? a Cremona? La musica a Cremona non c’è. Si, ci sono dei gran concerti di violini che, senza nulla togliere a questo strumento che ci piace molto, dopo un po’ ..stancano. "Suonare" a Cremona significa non avere un palco su cui esibirsi, tranne in un paio di occasioni annuali, nonostante beh, di gruppi studenteschi attivi ce ne siano al momento soltanto tre o quattro. Quando riesci a suonare, dopo mesi e mesi di sala prove, alla seconda canzone in scaletta la municipale accorre sul luogo del delitto, illuminando il locale con tamarrissimi lampeggianti blu (ma noi non siamo supereroi!). A Cremona dà fastidio la musica il sabato sera ma fa piacere spendere 800.000 euro per una gita fuori porta di Ciampi. Scusate, ma ora che è stato qui siamo tutti più buoni? La città è più viva? Certo, se vi accontentate delle luminarie che vanno dal corso a piazza del Duomo! Ma la città è sempre la stessa. sarei scorretto a non dire che i primi a lasciar morire questo paese allargato sono i suoi giovani; qualche bella iniziativa c’è: e non sto parlando della polenta gratis in piazza o del cotechino più grande del mondo, ma delle idee valide, di cui -quasi sempre- ce ne sbattiamo. L’ultimo dell’anno in tutte le città d’Italia ci saranno concerti e spettacoli, ma qui, come tradizione vuole, ci accontenteremo di una delirante e deprimente cover band delle più svendute. Che dire? Ci vorrebbe "un’altra stronza rivoluzione" o basterebbe che ognuno di noi si interessasse (un minimo) dei problemi comuni?!? I mezzi ci sono, basta usarli. Chiaro, se non riusciremo nella nostra impresa, scapperemo da questa defunta città e.. quando saremo settantenni torneremo qui a viver bene. Cremona è qui, isolata in mezzo alla pianura, collegata al mondo reale da un vecchio ponte in ferro, nascosta dalla nebbia da ormai troppi anni. Cremona, la stessa che continua a prostituirsi alle tristi offerte di pochi.

(grazie .mk. , dal n.8 di Manincomio. Cr, dicembre duemilacinque)

L’anno di Bonolis

Caro Paolo Bonolis, il 2005 televisivo è stato il tuo anno. Lo hai inziato con la rincorsa grazie al successo chiavi in mano di Affari Tuoi (da ottobre a dicembre 2004). Poi, da gennaio a marzo 2005, tutti a parlare del tuo Festival di Sanremo di cui non ricordo più il vincitore; Tyson? Da marzo a maggio la stampa ha fibrillato per il tuo contratto: resterà alla Rai o tornerà a Mediaset? Da maggio ad agosto hai alimentato (indirettamente) il tormentone: chi sostituirà Bonolis come apritore di pacchi regionali? Il solleone intanto illuminava il teleingegno di Piersilvio Berlusconi; tu, il re Mida dell’intrattenimento leggero, conduttore del Novantesimo Minuto di Mediaset. A leggere le dichiarazioni degli addetti ai lavori sembrava l’idea del secolo. Un secolo breve. Il re Mida della televisione perde il suo tocco magico toccando il pallone e si fa persino sbranare da Simona Ventura che con Al bano e Enzo Paolo Turchi affonda Un mercoledì da tifosi (una sola triste puntata). Il "tuo" anno si è concluso in seconda serata a lottare per togliere un punto di share a Bruno Vespa. Caro Paolo Bonolis, non so se è questo il senso della televita ma a te che ti importa; vecchio o nuovo conio non ti puoi lamentare.

27 giorno di paga

Arriva sempre il momento di pagare. Il 27 per l’appunto, dove trascorriamo sereni il pomeriggio sul cesso, trasformando in oro tutti i pranzi e le cene natalizie.

Zichichi aggredisce cameriera scollacciata in un night club

Zichichi danceCasoria – I colleghi ne lamentavano la stranezza già da giorni. Non si ricordava la tabellina del sette, confessa Carlo Rupia, uno scenziato indiano amico dell’antonino. E poi, improvvisamente aveva smesso i suoi panni dignitosi di scenziato pe indossare un completo bianco alla tony manero, del tutto avulso dagli esperimenti atomici. Era irriconoscibile, aggiunge riva leva montaccini, aveva uno sguardo rosso e un’espressione da assassino drogato, in più nel suo laboratorio erano misteriosamente comparsi calendari soft-porno, che tappezzavano tutto l’acceleratore di particelle. Ieri, il dramma. Zichichi si reca in un nighit club, beve pamperos, assume anfetamine ed eroina, e in pieno speeball, con occhi che gli astanti non tardano a definire da assassino drogato, si avvicina alla cameriera e le chiede di essere la sua pattness del sabato sera, mimando john talvolta. Il suo stringimente al corpo di essa, viene preso per oltraggio di fisico, esattamente di fisico nucleare, e due mariti della cameriera intervengono ad abboffarlo di seggiate al grido " Stu rattuso inzallanuto!"  Lo scenziato, dopo essersi ripreso, ha già annunciato che l’Italia non lo merita e parte per gli USA. Un’altra fuga di cervello.

Notizie dal mondo

ANSA-In occasione del natale il presidente degli Usa, George W Bush, ha telefonato ai soldati americani impegnati sui fronti esteri della guerra al terrorismo per augurare loro buon natale e ringraziarli del loro servizio. Indiscrezioni di palazzo affermano che Bush avrebbe poi telefonato a Saddam Hussein ringraziandolo di avergli fornito un valido pretesto per fare la guerra all’Iraq.

ANSA-Nel suo discorso di natale, il Papa ha detto che la tecnologia aiuta gli uomini ma che non bisogna abusarne. Dopodichè ha spento la lampada ad olio con un soffio, ha fermato i criceti che girando alimentavano l’impianto di San Pietro e ha fatto togliere il riscaldatore a carbonella dal suo letto.

Buone feste bastardi!!!

Il Natale di quando eri bambina

La tavola lunga, enorme, che da un capo all’altro non ci si vede.
Il primo Natale di tua sorella, i cuginetti.
C’è stato un periodo in cui avevi temuto che per vedere nuovamente il sorriso di un bambino rallegrare la tavola avresti dovuto farlo da te, ed invece nel giro di sette anni eccoli là, quattro piccoli puffi sorridenti. Due su quattro col tuo stesso sorriso dai denti larghi, cosa potresti desiderare di più?
Le corse per finire i regali ai parenti, iniziati alle 14:00 del 24 e finiti alle 18:30, per qualche strano caso gli amici erano già tutti a posto da settimane, anche quelli che non sai quando rivedrai.
E "quel" regalo, il più importante di tutti, che ti hanno requisito fino all’ultimo per tenerlo in vetrina da tanto era bello. Quasi ti sei rotta il polso per riuscire a trascinare quella Minni più grande di te fino a casa.
La cena, con la consapevolezza che quella famiglia così numerosa non era scontata, una famiglia allargata che ha accolto nel suo grembo mariti, consuoceri, cognati e tutti coloro che negli anni han desiderato farne parte. Col sorriso sulle labbra e tanti piccoli pacchetti disseminati sotto l’albero. Quest’anno talmente tanti da invadere tutto il salotto.
E le incursioni al ristorante sotto casa per farsi prestare un po’ di sedie, che più di quindici qua in casa non ne siamo riusciti a trovare, e gli zii a fare le incursioni di nascosto, a portare regali e nasconderli nel magazzino per inscenare l’arrivo di Babbo Natale.
E Tobia, il figlio della cugina più enigmatica e preferita che la sorte mi abbia riservata, anche se in realtà sarebbe cugina della mamma, ma la famiglia non è il sangue o il grado di parentela. La famiglia è.
Tobia per uno strano caso del destino pare abbia ereditato la mia bocca, il mio modo di sorridere. E’ piccolo, legge e parla forbito, ha occhi che sanno rattristarsi e gioire per piccole cose, è bellissimo e dolce, "sente", va oltre. E mi ricorda me da bimba, che volevo sentirmi parte dell’organizzatissima macchina familiare, anche solo coi lavoretti di pongo regalati ad ogni componente della famiglia, la poesia o la canzone declamate sulla sedia, il maglione rosso.
Ho passato la sera a guardare la mia numerosissima e chiassosa famiglia. Ho corso per vedere dov’era Babbo Natale, mi sono commossa nel vedere mia cugina felice che avessi preso per il mio cuginetto "il piccolo principe", un giorno lo regalerò anche alla sua sorellina, quando saprà leggere. Perchè è un libro speciale, e ognuno deve avere il suo.
Mi sono commossa nel vedere la miriade di pacchetti, e la famiglia riunita attorno all’albero a scartare, ridere. E la consapevolezza che da bambina non avevo che nulla è eterno, e che il ritrovarmi a festeggiare il Natale dopo ventidue anni con molti più acquisti che perdite fa di me una donna fortunata. In altre famiglie le feste non sono così, lo so.
E la commozione è rimasta, mi ha accompagnato fino ad ora, e se possibile è cresciuta.
E non ho altro regalo da chiedere a Babbo Natale che l’anno prossimo ci sia la stessa formazione sotto l’albero, o al massimo qualcuno in più.Per avere un altra foto da incorniciare, di me, la "bambola di porcellana", con i capelli raccolti, la pelle bianchissima e le orecchie da elfo, seduta tra i bambini, felice.
Tu non festeggi il Natale, non credi nel Natale.
Natale è la famiglia.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

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le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

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Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)