I problemi d’udito di Massimo

"Con D’Alema parliamo di questioni politiche, legislative, finanziarie" (Giovanni Consorte, amministratore delegato di Unipol, Corriere della sera, 8 settembre 2005).

"Unipol è una questione della quale nulla so: ci sarebbe da interrogarsi su come l’informazione per tutelare gli interessi specifici della proprietà finisca per deformare la realtà. L’informazione deve poter tutelare gli interessi specifici che sono legittimi, ma bisogna che ci sia la trasparenza" (Massimo D’Alema, Ansa, 11 dicembre 2005).

Evito di commentare volutamente l’intera faccenda, una sola cosa mi preme dire: li stiamo per mandare al governo.
(Sì, dico a voi è, inutile che vi guardate in giro)

10 Responses to “I problemi d’udito di Massimo”


  • È la logica del menopeggio. Dopo Enrico Berlinguer è divenuta la logica trionfante su tutto. Bisogna farsene una ragione. Ma non è facile.

  • Okay, la pars destruens ti viene bene (ma quella è facile). Passa alle proposte, adesso. Per parte mia non posso che ribadire quello che dico da mesi: dopo l’esperienza di questi cinque anni, se l’alternativa è Martufello io voto Martufello col sorriso sulle labbra e la convinzione di andare a star meglio.

  • Non pensiate che quelli che stanno al governo non abbiano niente a che fare con l’unipol. Anzi pare che questo sia stato l’unico caso in cui destra e sinistra sono andati d’accordo.

  • Diego mi ha capito perfettamente, non è facile.

    Alternative? Diciamo che sono convinto che se si facesse prendere ai diessini di cui al post un pizzico di paura, se gli facessimo credere anche solo per un secondo che i loro errori, i loro fallimenti e le loro connivenze possano condizionare la possibilità che noi disperati elettori li votiamo forse si comportarebbero diversamente e almeno “direbbero” cose diverse. Poi da lì a farle ce ne passa. Ma quando non è stato così? E’ questa nostra rassegnazione nel doverli/volerli mandare al governo che li rende così sicuri di poter fare e dire certe cose.

    Invece siamo pronti a votare Martufello e questa gente è il peggio che la mente perversa di Martufello possa immaginare nei suoi sogni oiù proibiti.

    @neuroni: mi pare di poter dire che in realtà questa faccenda sia per pesci piccoli a “destra” e pescioloni grossi “a sinistra”. Così mi pare, eh.

  • Ah, siccome sono un pizzico malizioso vorrei dire una cosa.
    Non è che i più livorosi nei commenti qui sopra sono così perchè si sentono “toccati”? Non per dire che qualcuno ha interessi loschi con Consorte, solo che si sa, il partito politico in italia è un po’ come la squadra del cuore: guai a chi te lo tocca. Nel caso dovesse arrivarne qualcuno, di diessino intendo, metto le mani avanti: non è il caso di arrabbiarsi, siamo di fronte ad una triste realtà.

  • E’ inutile chiedersi CHI sia meglio mandare al governo. Grazie all’illuminata maggioranza, alle prossime elezioni non si indicherà il candidato ma solo il partito. QUindi, per quanti pochi voti possano prendere Ulivo o FI continueranno a sedersi in parlamento sia d’Alema che Previti e Bondi.

  • Io ho interessi loschi con Consorte.

  • Qui non mi sembra che ci siano particolarmente “partiti del cuore”, almeno per quanto mi riguarda, Gabriele.
    Però Netuno, rispondendo al tuo post mi verrebbe da dire: Quindi? Vuoi rimandare Berlusconi?

    E mi sembra giusto il discorso di raccoss. Il problema è che in Italia più che altrove i politici sono “di professione”, e anche dopo che hanno fallito te li trovi all’opposizione, e poi magari al Governo la volta dopo. E se non vengono votati trovano il modo di sedersi in parlamento comunque grazie al proporzionale o a mille trucchetti elettorali.
    All’estero nella maggioranza dei casi chi perde va a casa, o rimane per sempre relegato a ruoli minori.

    Se trovate comunque un’alternativa valida a Berlusconi e a Martufello fatemi un fischio, grazie!!

  • @M.B.: Lo sospettavo, ti ho stanato.

    @abboriggeno: per carità per carità, chi dice il contrario?
    Però per cortesia non prendiamo le numerosissime nefandezze della destra come “la ragione per cui votare questa sinistra” e le nefandezza della sinistra come “un male necessario”.

    Non per forza almeno.

    Ok?

cribbio
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Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
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Indovinello
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