domani mi tolgo il grembiule

A volte osservando la blogsfera mi sento come sull’orlo di una grande distesa di sabbie mobili.
Rimanere immobili sulla riva pare l’unica soluzione praticabile perché quel passo in più non può che farti affondare in quella melma capace di risucchiarti e farti sparire per sempre in pochissimo tempo.
Pensavo alla notizia della ragazza che si spoglia. Ogni blog che si rispetti ne parla per denunciare il il fake finalmente smascherato e pensavo che quel suo passo in più, chiunque essa sia, l’ha condotta finalmente al centro di quel mare di fango che entro breve tempo, tra il clamore di chi oggi osserva il suo annaspare, la farà sparire per sempre.
La blogsfera ha bisogno di questo.


Non esistono autori che meritino attenzione o blogger lodevoli per le loro capacità, ma solo stuoli interi di Lecciso che a modo loro, con il cattivo gusto, la volgarità, e il vuoto pneumatico del loro modo di essere, riescono a farsi notare e ad avere successo. Qualsiasi cosa esso voglia dire.
Non importa chi sei, questo è il diktat della nostra era, ma cosa riesci ad inventarti per farti notare e di questo, di questa unica capacità, pare nutrirsi il successo.
La capacità di comunicare, in un mondo di mezzi di comunicazione in cui anche la pubblicità dei telefonini è diventata un’ossessione degna di una seduta dall’esorcista, niente ha più valore della capacità di comunicare. Solitudine? E’ probabile. Un vuoto dentro che non trova un modo di essere colmato e si affida all’evanescente prospettiva del successo.
Interagire, questa è diventata la parola d’ordine, bisogna interagire ovvero compiere azioni che ci permettono di entrare in contatto con gli altri. E si interagisce con la televisione, con il computer, con il telefono con l’analista, con il maestro di yoga e persino con la play staion. Con qualsiasi cosa fuorchè noi stessi.
Eppure farsi notare non può essere una capacità da premiare, tempo fa ci fu il blog del suicida, oggi quello della ragazza che si spoglia, domani magari quello di un tronista-virtuale in cerca di moglie oppure di un aspirante kamikaze che ci racconta come si farà saltare in aria in un supermercato di Lambrate. O perlomeno, dopo aver già ridotto la televisione in quello schifo che tutti denunciamo continuamente, è davvero grottesco e ipocrita che la blogsfera, sempre con il naso arricciato, sempre con il dito puntato sul mondo, sempre così prodiga di denuncie per un sistema fasullo di comunicazione, non riesce a partorire niente di più di ciò che denuncia con tanta spocchia.
Nessuno che si prenda la briga di leggere davvero i blog, nessuno che si faccia portavoce di chi ha davvero qualcosa da dire, nessuno che si scomodi dal suo blog per andare in casa degli altri in cerca di notizie, curiosità, talenti o anche solo potenzialità altrui.
Così le notizie sulla blogsfera rimbalzano nei siti più famosi senza che nessuno si sia preso la briga di “lavorarci su”.
Basta che il primo di questi siti scriva un pezzo su un adolescente nuda, e nel giro di qualche giorno tutti parlano dell’adolescente nuda dando la loro versione, frutto non tanto di una conoscenza della blogsfera come vogliono farci credere, ma della semplice posizione acquisita.
Facciamo un bel pezzo sui blog – suggerisce una testata giornalistica – e quattro, forse cinque nomi rilasciano un’intervista sulla blogsfera. Di cui spesso conoscono i meccanismi ma ignorano tutto il resto.
Così va il mondo.

2 Responses to “domani mi tolgo il grembiule”


  • Giustissima osservazione… 🙁

  • Giusto, ma fino ad un certo punto. La società non è ideale, ma reale. In questa viviamo, e non in un mondo di cultura e ammenicoli vari. In questo campo di battaglia che è l’ informazione, prima ancora di esprimere un contenuto, devo poter attirare l’ attenzione su di esso. Altrimenti è solo un virtuosismo solipsistico. E andrebbe anche bene, ma se uno, appunto, vuole esprimere qualcosa, deve attirare l’ attenzione, prima di tutto. In secondo luogo, chi ha creato tutto lo scompiglio dello strip-blog è comunque riuscito nell’ intento. Ha vinto. E’ in ogni caso una blog-star. Momentanea, ma tale. Punto. E trovo viceversa inutile il contrapporre un blog dai contenuti “alti” che leggono in pochi a un blog pruriginoso volto al cazzeggio : un po’ come confrontare un romanzo con novella2000. Hanno diversi scopi, diversi intenti. A volte si ha voglia di pensieri complessi, a volte di giocare. A volte, anche, di spogliarsi. E non vedo perchè, avendone voglia, non dovrei farlo. Se poi questo diventa l’ unico canale privilegiato attraverso il quale arrivare agli altri, intendo le tette, questo allora mi preoccupa. Altrimenti resta solo un esempio di comunicazione ben riuscito : nessuno aveva avuto l’ idea prima, e a questa originalità bisogna dare atto. Il porno è il mercato che non conosce crisi. Se questa è la società in cui si vive, non è colpa della strip blogger o di altri. Semplicemente, ha saputo ben utilizzare le carte che si possono giocare per arrivare alla notorietà. Fondata sul nulla, concordo. Ma anche su un pizzico di inventiva : di donne nude se ne trovano ovunque, lei/lui ha saputo calamitare su di sè il punto di attrazione. Non è poi così semplice.

cribbio
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Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)