Monthly Archive for January, 2006

Grasse novità a Sanremo

Offlaga Disco Pax, Baustelle, Negramaro, Yuppie Flu, Linea 77, Marlene Kuntz, Settlefish, Sud Sound System, Marta Sui Tubi, Perturbazione, Forty Winks, Amari, Afterhours, Super Elastic Bubble Plastic, Apres la Classe, Arpioni, Roy Paci & Aretuska.

Nessuno di loro sarà presente al Festival di Sanremo.
Non mancheranno invece: Ron, Michele Zarrillo, Anna Oxa, Spagna, Povia, Luca Di Risio, Alex Britti, Gianluca Grignani...

Il problema è che i nomi elencati all'inizio non partecipano quasi nemmeno al Festivalbar, svenduto ai brani da hitparade e a troppi stranieri di passaggio. Qual è dunque il festival musicale più rappresentativo della musica italiana nel 2006? Soprattutto: esiste?

i dialoghi tra dolce e salace

: Fini da Fabio Fazio e Casini alle Iene hanno detto che gli è capitato di farsi uno spinello
: Escludo che Silvio lo abbia fatto ma Vespa potrebbe chiedergli se ha mai provato certe pillole azzurre

Signore! Fa che mi sbaglio..

Primarie a Milano: il premio Nobel, a sconfitta avvenuta, ha già dichiarato la sua irriducibilità. Qualcuno si stupisce? Capisco proporsi come assessore alla Cultura in una città che ospita il primato dei bottegai ricchi e piagnucolanti. Capisco tutto, ma non una candidatura alle primarie con quell’atteggiamento da radical barricadero della domenica. Del resto Milano è la città dei radical-chic, ricordate? Avete in mente una categoria peggiore di quella? A questo punto il centro sinistra milanese si tiene quello che ha vinto: un uomo tutto d’un pezzo, serio e naturalmente alto borghese: il candidato ideale per la sconfitta. Gli altri due? Beh, gli altri due erano troppo equilibrati, avrebbero rischiato perfino di combinare qualcosa.

Notizie dal mondo

ANSA-Annunciata dal coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi, è partita sabato "l'operazione verità" che vedrà impegnati 60mila attivisti azzurri nel tentativo di spiegare agli italiani le ragioni e l'operato della destra. Per gli argomenti trattati e i contenuti espressi, gli incontri saranno vietati a tutti coloro che potrebbero capire ciò che sarà detto.

ANSA-Il vicepremier Gianfranco Fini, ospite di "Che tempo che fa", ha illustrato la nuova legge sulla droga e ha ammesso di aver fumato anche lui uno spinello e di essere "rimasto rintronato per due giorni". In settimana anche Pierferdinando Casini, in un intervista delle Iene, ha dichiarato di essersi fatto una canna da giovane, ma riguardo al suo rinsanimento non si hanno ancora notizie certe.

Re Silvio mangiato dalla tv

Soltanto una figura "nuova" nel panorama politico italiano poteva gettare un'ombra così lunga sulla democrazia fino alla fine del suo lunghissimo mandato quinquennale. Perchè alle tante doti che si possono attribuire all'uomo Silvio Berlusconi sicuramente non si può aggiungere quella di avere un benchè minimo senso della misura in politica. Chiariamo, Berlusconi un politico non lo è mai stato e tantomeno si sente lui stesso di esserlo (vedi dichiarazioni di pochi giorni fa da Costanzo). Soltanto uno come lui, dicevo, può definire addirittura illiberale una legge come la par condicio. Legge che nella sua formulazione suona, a me personalmente, come la regina delle regole democratiche e liberali, che ogni cittadino può peraltro apprezzare per la sua completa imparzialità.
Come dovrebbe essere noto, la par condicio consente in parole povere che durante la campagna elettorale siano equamente ripartiti gli spazi televisivi tra i vari partiti candidati alle elezioni. Guai a toccare il mezzo mediatico preferito dal Governo. La cosa che proprio il Cavaliere non manda giù è che gli si tolga il terreno di gioco a lui più congeniale. Che gli si metta un cerotto sulla bocca per lasciar parlare anche gli altri in un contradditorio dove puntualmente gli vengono fatte le scarpe. Non ritiene assolutamente corretto, quantomeno liberale, che in un passaggio televisivo vengano assegnati 5 minuti al primo partito italiano in termini di preferenze e 5 minuti ad un partito del sud Tirolo o ai Radicali di turno, attualmente extraparlamentari.

Il che tradotto in termini pratici ed esulando dal puro ragionamento politico significa che non si ritiene corretto partecipare ad una gara partendo tutti dalle stesse iniziali condizioni. Come se la Juventus partisse con un gol di vantaggio nella gara contro il Milan in virtù dello scudetto vinto l'anno prima a discapito dei rossoneri. Insomma come se la storia pregressa (la quantità di voti ottenuta nella precedente consultazione elettorale) contasse qualcosa ai fini della propaganda in vista della prossima elezione. Io sono al Governo merito un'ora di visibilità, tu, partito da 2% ti accontenterai dei tre minuti che ti spettano.
Berlusconi ovviamente lo sa bene, da imprenditore quale è e rimarrà nel modus pensandi.  Conosce le regole del gioco ed ama stravolgerle quando non gli sono congeniali. La par condicio è una legge scomoda soltanto a lui, in virtù del possesso personale di svariati canali televisivi, più che all'intera coalizione come al solito silente in queste imbarazzanti situazioni di dissenso verso il Colle, che per la seconda volta in pochi giorni invita alla massima imparzialità e prudenza nell'uso del mezzo televisivo.

La speranza di buon senso è da ricercarsi dunque soltanto negli alleati della coalizione di centrodestra, politici quantomeno per vocazione. Consci di quali siano le regole basilari dell'occuparsi della cosa pubblica e solitamente più cauti nelle boutade televisive e nell'apparire sempre ed in ogni luogo affinchè si parli di loro. Per Silvio invece non c'è più speranza. Dopo aver creato un impero mediatico senza precedenti in Italia, è nel pieno del suo delirio senile da teledipendenza. Voglio, pretendo, minaccio, ottengo sempre quello che voglio io. Il bambino capriccioso che non si accorge che la gente ride di lui perchè è nudo quando sfila per la strada. L'impressione, se vogliamo triste, è quella di un leader che si sta facendo mangiare dalla sua stessa invenzione come nel più ignobile dei contrappassi danteschi.

[P.S. Merita una lettura: "Qui invece, si, posso dire quello che voglio sull'intervista di Berlusconi." - Kay Rush si sfoga sul suo blog sulla presenza mediatica ingombrante del Cavaliere]

Ridateci Topo Gigio

E' nelle pieghe della società che va ricercato il Male Oscuro. In una cooperativa dalle grosse dimensioni, oggi è stato organizzato un consueto e grottesco Circo infantile. La scena è la seguente: atrio di un centro commerciale in cui sono state installate costruzioni in gomma gonfiabile, successivamente riempite con un'elevato quantitativo di palle colorate. Le pareti, costituite da una rete morbida ed elastica, consentono all'ossigeno di penetrare all'interno ed evitare spiacevoli inconvenienti. L'ingrediente principale della kermesse è rappresentato dalla gioiosa ed esuberante predisposizione al Gioco dei Bambini, vittime ignare di strategie di marketing. Genitori sadomaso infatti riempiono il ventre delle costruzioni plasticose col ghigno sulle labbra, quasi come si riempie il tacchino il giorno del Ringraziamento, e ci si leccano i baffi. Più bambini vengono inseriti e più aumenta il Caos all'interno delle macchine colorate: palle e fanciulli iniziano un movimento vorticoso che andrà avanti fino all'orario di chiusura, con i pater familias intenti a conversare tra di loro su prodotti sotto costo e improbabili uscite serali. Il bambino, una volta inserito là dentro (diomio) perde ogni abbozzo di connessione cerebrale ed inizia a muoversi senza scopo e senza una meta precisa, rimbalzando qua e là e arrossendo visibilmente sulle guancie. Paonazzi esserini gridano come pazzi e continuano a saltellare pseudoimpazziti. Sembrano pieni di vita, ma nei loro sguardi fissi nel vuoto, che riesco a intravedere nella penombra del ventre delle costruzioni gonfiabili, riconosco la stessa espressività delle palle colorate su cui infieriscono i piccoli piedini. Scenario agghiacciante, anzi, ovviamente agghiacciante, inghiabbiare bambini per tenere aperto un centro commerciale in una stupida e inutile domenica di fine gennaio con la nebbia e le strade semideserte, che sento affiorare il senso di colpa in tutti noi presenti anche solo per un istante alla scena. E' che non c'è tanto altro di meglio da fare, si giustificano gli occhi dei genitori mentre tengono a bada il carrello mezzo pieno di Pepsi e Buste Barilla Pronte in 5 minuti.

Sulla vittoria di Hamas

Sono circa quattro anni che tento di partire per Israele. Per molti motivi.
Una buona amica che non vedo oramai da anni e m'invita ogni due mesi, la voglia di impiantarmi in qualche kibbutz per minimo tre mesi e di imparare l'ebraico decentemente, il desiderio di visitare luoghi che esercitano su di me un fascino irresistibile. Ogni volta che so di avere del tempo libero nell'ordine di mesi ci penso su a lungo, poi chiudo di nuovo i miei desideri in un cassettino e dico a me stessa che prima o poi la situazione migliorerà, che se non arriverà la pace quantomeno arriverà la tranquillità.
Si può dire che un po' ci "speravo" in queste elezioni. Accecata dall'illusione più bieca speravo che Hamas prendesse una percentuale di voti talmente bassa da far capire quanto i palestinesi rigettassero i suoi metodi. Per quel che mi riguarda un movimento del genere non doveva avere neppure l'opportunità di farsi eleggere, tuttavia credevo che il popolo palestinese scegliesse dei mediatori,  non dei guerrafondai. Qualsiasi percentuale avessero preso per me sarebbe stato troppo; hanno stravinto a quanto pare.
Ed io mi ritrovo a chiedermi "e adesso?".
Perchè il messaggio vincente è quel "non avremo pace finchè anche un solo israeliano dimorerà nelle nostre terre". Il popolo ha votato per il conflitto, ed io non riesco a capacitarmene. Non so se si disarmeranno, non so se proveranno a mediare, so che è rimasta ben poca speranza dentro il mio cassettino; guardo la polveriera e la vedo destinata ad esplodere in modo dolorosissimo. Quelli sono terroristi. E a quei terroristi sarà concesso di governare uno stato difficile per volere del loro stesso popolo. Perchè si sa che un certo tipo di terrorismo è tacitamente tollerato, se non quasi approvato, e che perfino tra chi sta leggendo queste righe qualcuno sorriderà tra sè pensando che in fondo ad Israele sta solo che bene, gioendo intimamente della vittoria del terrorismo.
Ma da ignavi quali siete non direte una parola. Alla faccia della libertà d'opinione che potete permettervi solo perchè viviamo in un paese che non si può definire libero, ma almeno dove ognuno può dire quel cazzo che gli pare.
Forte di questa libertà d'opinione penso che siate oggettivamente degli stronzi.
Niente di personale. Ovvio.

Camillo va in campagna

vespa.jpgDa un'idea non mia, un canovaccio di storia base liberamente riadattato ed arricchito per Esercizio di stile. Se qualcuno fosse interessato, può sempre cimentarsi in un riadattamento differente sul proprio sito/blog.

Il cellulare suonava Holly e Benji e lampeggiava intermittentemente, ma Camillo proprio non aveva voglia di rispondere. Sapeva benissimo a chi corrispondeva quel suono: Carmine, l'amico che gli aveva prestato ormai tre mesi prima il cd dei Friskies, band post punk tardo adolescenziale molto in voga nel suo liceo. Merda merda merda. Vacci tu a spiegargli che il fratellino di 5 anni l’aveva usato come frisbee durante un ameno pomeriggio di giochi con Attila il labrador? No, non era certo sua intenzione affrontarlo nemmeno al riparo dagli improperi che gli sarebbero piovuti addosso casomai l’avesse avuto davanti.

Si trovava in quel momento presso un casolare abbandonato della campagna ferrarese. Ogni tanto si recava lì per pensare o per tirare tardi con gli amici a, come si suol dire, cazzeggiare. Quando gli riusciva, ci portava pure qualche pischella che aveva bevuto troppo, ma mica per farci chissà cosa. Ci aveva provato una volta a fare l’amore con una di queste, ma la malcapitata era finita con una pietra conficcata nella schiena. C'era troppo disordine in terra per stare sdraiati a fare certe cose. Una volta l’avevano fatto all'aperto fuori dal casolare, ma nel momento topico, quando il centravanti mette la palla in goal tra le urla del pubblico, una biscia aveva fatto capolino accanto alla testa della poverina, suscitando in lei panico e costringendola ad una fuga subitanea, tutta nuda e sporca di terra, lasciandolo lì in attesa di un orgasmo che non sarebbe mai arrivato. Da quella volta non l’aveva vista più, così aveva deciso che le ragazze le avrebbe portate li soltanto per parlare o bere un caffè. Era un tipo raffinato...


Quando il cellulare aveva suonato, dicevamo, Camillo era da solo al casolare. Quel giorno ci era andato per pensare. Prima di raggiungere la campagna si era fermato alla pasticceria da Vito, che era frequentata spesso da Gigi d'Alessio, il cantante, quello napoletano che quando andava in pausa con la camorra, si spostava a Ferrara per andare a trovare l’amico Guido Foddis. La pasticceria era una tappa quotidiana. Quel pomeriggio infatti Gigi stava come suo solito lì davanti al bancone quando è arrivato Camillo apostrofandolo senza troppi complimenti “terrone di merda”. Sarebbe scoppiata una rissa non fosse stato per una sedicenne, che voleva l'autografo di Gigi da appendere al muro della sua camera insieme a quello dei Ragazzi Italiani, Cutugno, Malgioglio, Pupo e di Julia Roberts (quest'ultimo in realtà falso, portatole dal fratello che era stato in gita a Venezia proprio durante la mostra del Cinema e che si era amabilmente preso giuoco di lei facendole credere di avere preso un'OranSoda con l’attrice ed averle estorto poi l’autografo). Tutto finì dunque senza tragiche conseguenze, eccetto il muro della ragazzina, da quel giorno orrendamente graffitato dal cantante partenopeo. Guido, anch’egli presente in pasticceria con Gigi, ci rimase un po' male perchè l'autografo non venne chiesto anche a lui ma d’altronde si sa come sono fatte queste ragazzine al giorno d’oggi.

Camillo aveva comperato un babà, due bignè (uno con la crema, l'altro al cioccolato), un cannolo siciliano e un biscotto da un euro e ottanta (quindi molto grande) ripieno di zabaione. Giunto al casolare mangiò tutto in tre minuti e sedici secondi. Il babà gli salì rapidamente alla testa così si sdraiò collassato sotto l'albero contro cui aveva appoggiato la vespa. Quindi crollò addormentato. Si svegliò dopo tre ore quando erano ormai le otto di sera. Sul cellulare aveva dodici chiamate senza risposta di cui dieci dell'amico del cd dei Friskies, e sette nuovi messaggi, di cui cinque dell'amico del cd dei Friskies. Un messaggio invece era di Patrizio, un amico di suo fratello, che lo invitava ad una festa in campagna proprio quella sera in un casolare poco distante.
- Che due palle - pensò Camillo - è tutto il giorno che sono in campagna e mi tocca andarci pure stasera. Comunque andiamo pure, casomai ci scappi di divertirsi. Speriamo solo non ci sia Carmine (l’amico del cd dei Friskies ndA) -.
Il ragazzo si sgranchì, fece un rutto al liquore e montò sulla vespa tentando invano di metterla in moto. Ci provò per oltre un'ora ma ogni sforzo fu inutile. Non riuscì ad avvertire nessuno perchè nel frattempo il telefonino gli si era scaricato, probabilmente in seguito alle continue chiamate e ai messaggi di Carmine che stava iniziando a pensare che qualcosa non andasse, e che il suo cd dei Friskies sarebbe rimasto in eterno a casa dell’amico. Così si fece coraggio e con la vespa a mano si avviò verso casa.

Sulla strada che percorreva non passava mai nessuno ma quella notte a dire il vero qualcuno transitò da quelle parti. Era Gigi d’Alessio con l’amico Guido. Non appena vide che il malcapitato che faceva cenni con la mano era lo stesso ragazzo che lo aveva insultato da Vito, azionò i tergicristalli spruzzandogli addosso acqua saponata, sgommando via ridendo come nemmeno un figlio di cagna nelle notti di luna piena. Camillo bestemmiò in dodici lingue diverse. Talmente forte che persino a casa sua lo sentirono, una decina di km più in là. La madre disse allora al marito:
- Caro, prendi la macchina che Camillo è rimasto a piedi con la vespa un’altra volta -.
In realtà quella volta Camillo aveva bestemmiato per un altro motivo. Se non fossero andati a recuperarlo ci avrebbe messo forse cinque ore e mezza sei, giungendo dagli amici a festa palesemente finita.

A casa fece una doccia rapida e partì alla volta della casa in campagna di Patrizio. Giunse appena in tempo per vedere terminare l’esibizione di Gigi e Guido al pianoforte, tra le risa sguaiate e festanti dei suoi compagni di classe.

La differenza

Milan: i problemi in difesa della squadra di Ancelotti sono lampanti. A questi si aggiunga che: Stam vuole tornare in Olanda il prima possibile, Cafù soffre di saudade, Maldini non è più la roccia di una volta, Costacurta ha 40 anni, Kaladze sta al difensore centrale come la Lecciso al Nobel. Le notizie di mercato sui sostituti si sprecano: Zaccardo, Barzagli, Materazzi, Chivu, e anche Torres, attaccante giovane che farà comodo in futuro viste le età di Inzaghi, Shevchenko e Amoroso. L’allenatore e lo staff in coro smentiscono ogni trattativa, per poi dare fiducia al reparto arretrato in toto perché ultimamente è solo “distratto”.

Inter: Mancini lamenta l’assenza di un attaccante capace di fare i goal stupidi; inoltre Adriano è in forma come un groviera, Martins se ne è andato per venti giorni, Recoba è infortunato un giorno sì l’altro anche. Sommiamo poi Figo, non propriamente figo, Solari e Wome, gli ennesimi tentativi falliti di mettere qualcuno buono sulla sinistra. Anche qui le voci di mercato si rincorrono, due su tutte: Cesar e Simone Inzaghi. Al contrario di prima, allenatore, Facchetti e addirittura Moratti confermano tali voci, aggiungendo che cercheranno di chiudere le trattative il prima possibile. Bella fiducia nella squadra. Poi ci si chiede perché l’ambiente di Appiano Gentile non è dei migliori.

Del termine blogger e del blog di Luttazzi

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(E lo so, già qua scrivo poco. Poi propongo un post già scritto sul mio blog, tra l'altro pallosissimo. Ma magari... Insomma, che si scateni il dibattito. Forse.)

Questo post trae fiducia e ispirazione da un commento ad un altro post, in cui Gianluca parla dell'intervista che ho fatto a Daniele Luttazzi, e critica le ragioni che l'hanno portato a chiudere il suo blog. Prima di tutto, è meglio che dica che l'intervista a Luttazzi non doveva, in origine, toccare altro argomento se non il suo spettacolo, come da accordi con il suo ufficio stampa. E inoltre aggiungo che non mi interessava gran che chiedergli del blog. Detto questo, riprendo il commento di Gianluca, che mi sembra interessante, e parlo qui (credo per la prima volta, dopo averlo fatto in un paio di occasioni in pubblico) di alcune cose che riguardano il mezzo stesso su cui sto scrivendo.

Credo che il blog sia uno strumento, un mezzo di comunicazione che tutti possano usare, e il verbo potere qui ha due sensi. Il primo è che tutti hanno le capacità tecniche per aprire un blog, il secondo è che ognuno può usare un blog come gli pare. Il problema, secondo me, sta nella definizione di blogger. Gianluca scrive che "forse Luttazzi blogger non lo è mai stato". Ma nessuno di noi è un blogger, o lo siamo tutti. Mi spiego: nonostante sia un medium, il blog non è un mass medium, e non è neanche un mezzo di comunicazione istituzionalizzato. Questo, in un certo senso, è uno dei suoi punti di forza, ma anche qualcosa che, visto il doppio significato di "potere" di prima, fa sì che non ci sia alcuna "professionalizzazione" nella figura di chi gestisce un blog, nel blogger, insomma. Anche questo elemento ha due facce: da un lato è un bene, perché rendere professionale (e come, poi?) una figura così sarebbe difficile e potrebbe portare il blogger a piegarsi ai tanti compromessi e ostacoli che caratterizzano qualsiasi figura professionale nell'ambito della comunicazione. Dall'altro lato è un male, perché spesso si fa informazione tramite i blog senza avere minimamente idea delle regole (etiche e, ancora una volta, professionali) che sono necessarie per un'informazione corretta.

Luttazzi mi ha detto, nell'intervista, che si è reso conto come il blogger famoso possa diventare una specie di capopopolo. Questo può essere vero: sebbene io sia d'accordo con Gianluca sull'interazione necessaria con gli utenti, quest'interazione è minoritaria al "senso di abbandono" che si ha verso le parole di una "guida". Insomma, diciamolo francamente: prima dello scivolone sulla questione dei contributi statali alla stampa, moltissimi associavano Beppe Grillo alla verità (scomoda), annullando il senso critico che dovrebbe essere alla base di qualsiasi lettura (intesa in senso ampio) di qualsiasi mezzo di informazione, dai giornali, ai blog, ai giornali radio, ai quotidiani.
Ma non è solo questa la preoccupazione da tenere in considerazione, secondo me. C'è anche un altro effetto, che alcuni blog hanno come gli organi di informazione: determinare la cosiddetta agenda-setting, cioè, in parole povere, stabilire cosa è importante e degno di nota e cosa no. Ora, questo sarebbe un bene se i blog fossero considerati davvero, nel nostro Paese. Non lo sono, e questo accade sia per la scarsa qualità generale dei blog stessi, sia per una sorta di spocchia del mondo giornalistico istituzionale verso i nuovi mezzi di comunicazione in genere, soprattutto se "dal basso" come i blog. Il punto è che i blog più letti in Italia parlano (benissimo) di cazzate (e mi ci metterei in mezzo, se non fosse per i miei accessi non enormi e, soprattutto, il "benissimo"). E questo vuol dire che muovono sì l'"opinione pubblica" (occhio alle virgolette: i lettori di quotidiani, in Italia, in confronto ai lettori di blog, sono una massa enorme e sterminata, e voi sapete quanto poco vengono letti i giornali da noi), ma su serie tv, film (talvolta), altri siti, gruppi musicali di nicchia. In tutto questo, intendiamoci, non c'è nulla di male, anzi. Ma di informazione "seria" nei blog italiani ce n'è poca e, quando c'è, è spesso presente anche il "senso di abbandono" di cui sopra.
Torniamo a Luttazzi, quindi. Ha provato ad usare una tecnologia, che, come dice giustamente, non è neutrale, come tutte le tecnologie, e ha trovato delle cose che non vanno, o che non vanno a lui in questo momento. Secondo me non è detto che non ci riprovi, in un futuro. Ma per ora ha deciso di chiudere il suo blog, e capisco il suo gesto.

Update. Luttazzi parla della questione su Repubblica.it.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)