Omicidio Aldrovandi, una ferita aperta

Quanto vado a scrivere è una di quelle storie che avrei dovuto raccontare da diverso tempo e che per mancanza di tempo o di voglia è rimasta in sospeso fino ad oggi ingiustamente. Una di quelle storie che vanno raccontate, almeno per condividerne la drammaticità e per mostrare quanto accade sotto i nostri occhi nemmeno troppo occasionalmente. Una vicenda rimasta per troppo tempo in sospeso, se è vero che i fatti risalgono al settembre scorso e soltanto ora qualcosa comincia a muoversi anche a livello nazionale suscitando il clamore della gente di ogni dove. Una storia da far girare, da raccontare, da segnalare e divulgare perchè si sappia in giro e diventi, dal web, una voce grande ed importante. Un chiasso che smuova le coscienze e colpisca dritto i diretti responsabili, perchè non sia un episodio accaduto invano.

La notte del 24 settembre a Ferrara un ragazzo di 18 anni, Federico Aldrovandi, muore nelle mani della polizia. Una serata come tante, trascorsa in discoteca a Bologna con gli amici, dove Federico assume imprudentemente una pastiglia di ecstasy (o sostanze simili) che qualcuno all’interno del locale gli vende. Poi la decisione, a notte inoltrata, di rincasare da solo, percorrendo un po’ di strada a piedi senza farsi accompagnare. Capita spesso al giovane Federico, che ama tirare tardi con chi è disposto a star fuori fino a tarda notte con lui, ma che in questa circostanza non trova supporto da nessuno. Quando gli amici lo salutano Federico è tranquillo e bonario come al solito, nessuno pensa che quella sarebbe stata l’ultima volta che l’avrebbero visto vivo. Cosa è capitato dopo, resta ancora oggi un mistero.

E’ quasi mattino quando gli abitanti di via Ippodromo chiamano la polizia in seguito a schiamazzi di qualcuno che in strada sembra manifestare comportamenti strani. Nelle prime ore di luce dopo l’alba, Federico viene portato via dalla polizia stessa, privo di vita.
Lo lasciano per cinque ore sull’asfalto, nascondendo la verità alla madre che lo cerca fin quasi a ora di pranzo ignara di tutto. La versione degli agenti racconta che una volta fermato, il giovane avrebbe dato in escandescenze. Ovviamente negano la responsabilità della morte sostenendo che si sia ferito da solo e sia deceduto per overdose. Gli esami tossicologici smentiscono tale tesi.

Il giorno di Natale sono trascorsi 3 mesi dall’accaduto. I dettagli emersi dai referti medici, non ancora ufficializzati dopo così tanto tempo, parlano di numerosi segni di percosse su tutto il corpo, ferite per contusioni alla testa, strisce delle manette ai polsi e lo scroto schiacciato.
Ricordo perfettamente i giornali di quei giorni e lo strano avvenimento su cui non si volle fare volutamente luce. "Ragazzo muore per overdose" titolarono in maniera simile i due quotidiani cittadini.
La notizia rimane insabbiata per mesi, finchè la madre, che ha riavuto i panni di Federico letteralmente imbevuti di sangue, chiede verità ed apre un blog che cerca di far luce sulla vicenda. Grazie al tam tam telematico, alcune radio, ed ora anche Indymedia, Liberazione, il Manifesto e Repubblica, denunciano il caso portandolo all’interesse della nazione intera.

Prima di proseguire vi invito a leggere la testimonianza della madre, ricca di particolari e densa di verità scomode. Quello che segue sono soltanto le mie ipotesi, le mie personalissime opinioni in merito alla vicenda Aldrovandi. Le mie accuse e le mie riflessioni di cittadino ferrarese, appena più grande della vittima, emotivamente coinvolto fin dall’inizio in questa triste storia di angosciante violenza urbana.


L’idea che mi sono fatto, e che ci siamo fatti in tanti leggendo quelle poche righe che i giornali hanno riportato sui fatti accaduti è che ci sia un muro di omertà enorme, manco fossimo in un paesino di pochi abitanti in Sicilia dove tutti conoscono tutti. La cosa triste è constatare quello che stiamo vivendo in questi giorni: un caso quasi archiviato per giornali e Polizia quanto per l’interesse pubblico, che torna alla ribalta con ampia eco mediatica soltanto perchè la madre della vittima apre un blog gridando disperata. "Ascoltatemi, ho bisogno che Federico non venga dimenticato! Vogliamo la verità!". Un’intera città aveva già ripreso il solito tran tran nell’oblio della noncuranza, dimenticando che non è mai stato chiarito nulla in merito a questo strano episodio. C’è voluta la rete fortunatamente, con i suoi meccanismi di link e mail che girano rapidi da un posto all’altro portando notizie e verità a interrompere il silenzio assordante che si era creato.
 
E’ triste constatare infatti come l’informazione ferrarese abbia fatto una misera figura, assecondando le voci ufficiali della Questura e non facendo realmente informazione, sondando pareri, intervistando testimoni e ricercando quella verità che non è mai emersa nemmeno tra le righe se non in maniera blanda e non supportata da personalità credibili. C’erano senz’altro testimoni, qualcuno si è preso la briga di domandare loro cos’hanno visto? Qualcuno ha chiamato la polizia per gli schiamazzi, ma dopo è forse tornata a dormire come se niente fosse? Al mattino nessuno è transitato per la via vedendo quanto accadeva? I conti non tornano.
 
Federico è stato trovato pestato a sangue da qualcuno: risulta difficile credere che l’abbia fatto da solo per autolesionismo; pur sotto effetto di sostanze non è pensabile che un giovane si riduca in quello stato. Non è forse lampante che la polizia intervenuta per vedere cosa stava succedendo si è trovata davanti un giovane in stato confusionale che ha reagito giustamente divincolandosi e in maniera aggressiva causa sostanze assunte? Non è ovvio che vista la reazione imprevista è stata usata la forza per cercare di fermarlo e nonostante tutto si sia andati oltre quello che concerne i modi di agire delle forze dell’ordine non limitandosi a immobilizzarlo ma punendolo fisicamente per i tentativi di reazione? E’ forse una novità che Polizia o Carabinieri esercitino talvolta l’uso della forza in maniera autoritaria ed ingiustificata contro persone più deboli o indifese (in tal caso, disarmate)?

Vogliamo aggiungere, non mi si dica che esageriamo!, che vista la carnagione scura di Federico e lo stato in cui si trovava è stato probabilmente scambiato per un extracomunitario e di conseguenza trattato a dovere in maniera arrogante e sprezzante? Alcuni testimoni raccontano che il mattino seguente la gente pensava fosse stato ammazzato un albanese. Stiamo o no, dicendo le cose come stanno? Per quanto siano supposizioni queste restano le cose più lampanti che vengono alla mente noti i pochi elementi di questo intricato mistero. Eppure non c’è traccia di queste idee sui giornali che uscirono a settembre. Lo stesso quotidiano di oggi, si affretta a riportare la difesa del questore che accusa la madre di Federico di calunnie piuttosto che una disamina del caso più accurata e ragionata.
 
Non verrà mai ammessa alcuna colpa, come sempre è stato e sempre sarà in casi come questo di abuso di potere. Resta un ragazzo morto nel pieno della sua giovinezza e una madre e un padre increduli ed impotenti privati all’improvviso di un figlio che non aveva fatto niente di male per meritarsi una fine del genere. Restano gli amici a piangere un amico andatosene all’improvviso per una serata troppo in là come potevano essercene state tante in passato senza che succedesse un finimondo. Resta il chiassoso mutismo delle forze dell’ordine, dei giornali e delle autorità, chiuse in un ufficio arroccate ad organizzare una loro verità ufficiale da sbandierare tra breve in pasto all’opinione pubblica. Resta il silenzio di una città di provincia come Ferrara, abituata a morti sulle strade e suicidi tra la nebbia, attonita davanti ad una storia come questa, incapace di reagire, di organizzarsi e di farsi sentire scendendo in piazza gridando giustizia com’è giusto che sia. Restiamo noi, che stiamo a guardare, pensiamo, parliamo e ci indigniamo senza peraltro giungere a conclusioni. Resto io che sono qui a scrivere in questo momento, cittadino ferrarese come gli altri, triste e deluso di quanto credevo non potesse accadere attorno a me. Ferrara è tranquilla, dicono.

20 Responses to “Omicidio Aldrovandi, una ferita aperta”


  • Manco a farlo apposta in questi giorni ho letto il romanzo La testa caduta di Damasceno Monteiro: basta cambiare il nome del protagonista e poi sembra proprio quella storia.

  • Sicuramente ci sono molti punti oscuri in questa storia.
    Pare che il ragazzo avesse assunto una qualche smart drug e dell’lsd. Cose molto diverse dall’ecstasy. Una precisazione inutile? Forse non tanto, dato che ho letto molti interventi sul blog in questione che ripetono ossessivamente che è impossibile che Federico abbia avuto una reazione del genere a causa dell’assunzione di queste sostanze. E’ possibilissimo, invece.
    E’ falso anche dire che non si muore se si prende qualcosa una volta sola, ma questo l’ha detto la madre e posso capire la sua disperazione.
    Aggiungo che mi pare strano che il ragazzo possa essere stato scambiato per un extracomunitario, quando bastava dare un’occhiata ai documenti o sentirlo parlare, e non credo sia rimasto muto tutto il tempo.
    Per il resto mi pare impossibile che non ci sia nessuno che ha visto o sentito. Dicono che sono stati gli abitanti della zona a chiamare la polizia: dove sono? Cos’hanno visto? E il personale del 118? Dov’è? Cos’ha visto?

  • Va anche detto che la zona della città, in cui è accaduto il misfatto, è da molto tempo considerata malfamata e piena di brutti individui. Quel gioron i giornali pubblicarono la morte di un ragazzo dalle parti dell’ippodromo, e nessuno ci fece caso più di tanto! Può essere veramente successo che lui fosse fuori di testa a causa delle sostanze assunte e che la polizia abbia esagerato, ma non potremo mai sapere dove inizia una colpa o l’altra. Ricordo che l’articolo di giornale raccoontava delle testimonianze del vicinato che sentì le grida di un ragazzo, ma nessuno vide agenti della polizia e nessuno vide sangue o altro per terra al mattino.

  • Ho letto ieri il post della mamma di Federico, quando ho visto che era di Ferrara mi sono chiesta come mai Ciccsoft non ne avesse ancora parlato…Meno male, avete recuperato. E sì, bisogna fare qualcosa. (ma cosa?????)

  • Discordo coi neuroni. Anche fosse stato fatto come i peri, anche avesse reagito non doveva essere morto nè picchiato, ma sedato con l’ausilio degli operatori sanitari. Mai chiamati.
    E mi spiace, ma se uno assume qualche droga non muore coperto di lividi.
    Ho degli ottimi motivi per dire che se pensano di aver ragione non aspettano di chiederti i documenti per metterti le mani addosso, e se le analisi del sangue dicono che la quanttà di droga non poteva influire così è.
    Scusatemi a me tutto questo fa schifo, ma schifo proprio

  • Questa è una buona occasione per mostrare che Ferrara, ma anche l’Italia, non fa così schifo e che Internet può servire a qualcosa di buono. Non lasciamola cadere ancora una volta.

    O si muore di percosse o si muore di overdose, e mi sembra difficile che i medici non possano dirlo con certezza. E se si muore di percosse, credo che prima di riuscire ad autoprocurarsele bisogna mettersi proprio d’impegno, anche se drogati.

    Comportamento aggressivo o meno, non mi sembra certo un buon motivo per massacrare qualcuno di botte invece di immobilizzarlo, ammesso che sia successo.

    Forse, se fosse stato davvero un tossico albanese, nessuno vi avrebbe fatto caso. E’ forse giusto? Il fatto che non lo fosse, è una buona occasione per andare a fondo di quello che succede.

    Avevo riportato la notizia anche io.

  • Se conosceste solo un minimo le nuove illuminate personalita’ che governano la questura di ferrara capireste che tutto questo atteggiamento schifoso, dopo la morte del ragazzo, c’era da aspettarserlo.Per quanto concerne le droghe assunte, credetemi non ho mai visto uno fatto di ecstasy o lsd considerabile pericoloso…se uno sa come funzionano quelle droghe sa anche come si comportnao i soggetti che le assumono.Lavoro di merda quello del poliziotto o del carbainiere, unione di frustrazione e presunzione. di botte ne hanno sempre date (forse qualche volta a ragione, ma anche quelle volte sempre troppe) e ne ho prese anche io…prima o poi ci doveva scappare il morto.Ora?io sono per incazzarmi prepotentemente, ma ho rispetto per la madre e sara’ lei a decidere cosa fare, ma sicuro non mancherà l’apporto mio e di chi la vede come me.Bravo Oskar!

  • Sarah,
    spero tanto che tu non volessi lasciar intendere che se invece era un extracomunitario la cosa sarebbe stata meno grave.

    La vivenda è parecchio inquietante ed a causa della ‘facilità’ (per rabbia, dolore, voglia di giustizia…) con cui ciascuno di noi è indotto a partecipare, a parlarne, ad esprimere la solidarietà, finisce che i freni inibitori partano ed esca fuori ciò che la gente pensa. Per altro la vicenda coinvolge tematiche delicate, oltre alla ahinoi scontata riflessione sulle forze dell’ordine, viene fuori anche la droga, persino l’educazione da dare ai figli e ancora, anche se indirettamente, l’immigrazione.

    Ti inviterei a chiarire.
    Non conosco la realtà di Ferrara, forse sono l’unica che ha letto tra le tue righe questo equivoco e se così è me ne scuserò. Fammi capire.

  • Condivido tutto quanto scritto da Eugenio. E aggiungo che l’omertà penso non abbia residenza specifica, ma sia diffusa nell’etere praticamente ovunque, ormai. Specie quando si parla di Potere e Mantenimento Del. Alcune precisazioni. Neurone, il sangue c’era. Conosco una persona che abita nelle vicinanze e al mattino vide una chiazza di sangue per terra e accanto il corpo coperto da un lenzuolo.
    Rachele, i sanitari furono ìi chiamati, alle 6.07 come riportato dalla lettera del Questore alla Nuova, e non penso se lo inventi visto che esisteranno i tabulati. Attenzione a gridare e prendere posizioni nette in una triste e scandalosa vicenda che merita di essere diffusa ma che in ogni caso mantiene lati oscuri.

  • Sq: rispondevo semplicemente all’autore del post, alla frase in cui dice “Vogliamo aggiungere, non mi si dica che esageriamo!, che vista la carnagione scura di Federico e lo stato in cui si trovava è stato probabilmente scambiato per un extracomunitario e di conseguenza trattato a dovere in maniera arrogante e sprezzante?”. E ho risposto che mi pare improbabile. Mai mi sono sognata di lasciar intendere che se così fosse il fatto sarebbe meno grave.
    Vorrei inoltre chiedere a Rachele dove ha preso la notizia secondo la quale gli operatori sanitari non sarebbero mai stati chiamati.

  • Già, hai ragione Sarah, mi sono rivolta a te per questioni puramente cronologiche (ho letto il tuo intervento per ultimo).

    E’ rileggendo, scusatemi se insisto, non mi è chiaro:

    >

    Per favore l’autore chiarisca la posizione. Cosa si intende dire?
    ‘a dovere’ da che punto di vista ? Scusatemi, ma non ho capito.

    E Sarah scusami, ma la tua risposta si è unita alla mia incomprensione, rafforzando i dubbi:

    >

    Non vedo a cosa serva argomentare se era albanese o altro.
    Se invece quello che volete intendere (ma non è affatto chiaro) è che le forze dell’ordine l’hanno trattato così e che magari della gente ha visto o sentito qualcosa ma se ne è fregata perché tanto era un albanese, siate più chiari! Perché la questione allora sarebbe due volte triste e federico sarebbe stato ucciso anche dal razzismo.

  • Gli operatori sanitari non sono stati chiamati in tempo utile, sennò non stavamo qua a discutere.. Se c’è qualcuno in stato confusionale o aggressivo prima lo sedi e poi lo blocchi. Eviti di menarlo a meno che tu non sia un sadico, o che non sia strettamente necessario.
    Soprattutto chi sa fare il suo mestiere evita di innervosire, o accerchiare o scatenare il panico nel soggetto considerato “pericoloso”.
    Dai, non è la prima volta che qualcuno viene pestato senza motivo dalla polizia. Un altro aspetto triste della vicenda è che la questione sia saltata fuori solo perchè era un “bravo ragazzo”.
    Se fosse stato un tossico o un immigrato probabilmente la tesi dell'”incidente” non avrebbe fatto poi così tanto schifo all’opinione pubblica e ai vari “in fondo se l’è cercata.

  • Bel post Eugenio! La tristezza della vicenda, e in particolare l’età del ragazzo, e la lettura della testimonianza della madre mi lasciano senza parole. Non voglio mettermi a fare congetture.
    Una sola cosa dico: più e più volte è capitato che si sia formato un muro di omertà su operazioni “dubbie” delle forze di Polizia.
    L’eventuale (ci tengo a dire eventuale) pestaggio è una cosa gravissima, ma altrettanto grave è il muro di difesa che si crea in questi casi a proteggere i colpevoli. Mai si tenta di far luce, a meno che non intervengano i magistrati. Se qualche volta un’autorità delle Forze dell’Ordine si levasse i alto per far pulizia al proprio interno e punire in modo esemplare i colpevoli, non solo si farebbe risalire l’immagine dei vari corpi di polizia, ma verrebbero incentivate le testimonianze di chi anche tra gli ufficiali ha un forte senso democratico, e si creerebbe un bel deterrente al compiere nuovamente tali azioni da parte dei tanti esaltati che militano tra Carabinieri e Polizia.

  • Posso parlare solo per me. Io la frase dell’autore del post l’ho interpretata come un’ipotesi piena di amarezza. Non mi sembra proprio che intendesse giustificare quanto accaduto alla luce del fatto che “forse pensavano fosse un extracomunitario”.
    Rachele, a me sembra che qui sia tutto da accertare e invece per alcuni tutto è già chiaro e deciso. Scusa, ma che significa che gli op. sanitari non sono stati chiamati in tempo utile? Secondo te non bastano 5 minuti o 10 o 15 per morire? Non bastano anche 30 secondi? Davvero pensi che quello che fa la differenza sia _sempre_ la velocità dell’intervento dei sanitari?
    Poi mi sta sulle palle ‘sta cosa perché passo per quella che vuole difendere a tutti i costi la polizia quando non è affatto così, ma mi da’ un fastidio tremendo, ma tremendo davvero, sentire tutte queste frasi su cosa si doveva fare tipo “se c’è qualcuno in stato confusionale o aggressivo prima lo sedi e poi lo blocchi”. Bam, così, senza incertezze, si fa così e basta. Ok, metti che è arrivata lì la polizia e il ragazzo stava davvero sbroccando. Ok, tu dici “prima lo sedi e poi lo blocchi”. Quindi tu stai lì ad assistere alla sbroccata, e ricordiamoci che non sappiamo cosa stesse effettivamente succedendo, lo controlli da lontano e intanto chiami l’ambulanza e ne aspetti l’arrivo mentre lui magari prende a testate i pali (sarà vero? Per amor della discussione diciamo di sì). Non so, non mi sembra così automatico ne’ così ovvio. Poi, ovviamente, dal bloccarlo anche con una certa veemenza al massacrarlo di botte ci passa un mondo di differenza.

  • Se non è morto d’arresto cardiaco o di collasso cardiocircolatorio, e a sto punto se fosse stato così l’avrebbero già detto l’intervento dei sanitari in tempo sarebbe stato determinante.
    Almeno sarebbero stati là a testimoniare.
    “Prima lo sedi e poi lo blocchi” dovrebbe essere prassi per persone in stato confusionale aggressivo. Anche se si è attaccati la legittima difesa ha un limite. Poi vallo a chiedere al morto chi ha iniziato….
    E sì, va bene, è tutto da accertare, mettiamola così. Peccato che quando le morti sono chiare lo si sa nel giro di qualche giorno, quando c’è qualcosa da nascondere invece la musica cambia.
    E, bada bene, non ce l’ho con la polizia in generale, so che c’è brava gnte che fa il suo lavoro, ma penso che anche la brava gente che magari sa o sospetta e non dice nulla sia in un certo senso colpevole.
    E’ strano l’effetto che può dare una divisa addosso ad un essere umano, il senso d’ebbrezza alla vista del sangue. E nessuno dice che siano “cattivi”.
    Se leggi “giustizia non venedetta” di Wiesenthal potresti scoprire che spesso anche il più efferato assassino ha dei figli, una famiglia e sa essere “la persona più cara e gentile che conosco”. Non serve essere dei mostri per essere degli assassini. Il male si annida ovunque, ed è tanto più pericoloso là dove non può essere punito

  • Leggendo l’accaduto riportato dallo scritto della madre ho veramente dovuto frenare l’automatico e involontario impulso com-passionale che fa si che che si possa partecipare di quello che una persona prova in un dato momento.Da estraneo, da lettore, mi sono sentito di merda!
    Non voglio nemmeno pensare cosa voglia dire subire un’esperienza del genere…e se anche me lo descrivessero non potrei capirlo.

    Siamo tanto attorniati dalla morte in varie forme, burlesche o cinematografiche o ludiche (nei videogiochi) che non ci scandalizziamo nemmeno troppo sentendo lontane tragiche notizie al telegiornale; non riusciamo più a dare un volto alle persone che scompaiono in una società che ci aliena dalle sensazioni e dai rapporti interpersonali, tutto ciò ogni giorno ci raffredda un po.
    Ora il fatto grave ci è caduto ai piedi tanto vicino da non poterne ignorare la violenza: e per una volta, come accade solo raramente apriamo gli occhi.

  • troppo comodo dare la colpa alla polizia
    Come sempre, la colpa sarà dello stato delle istituzioni,in questo caso della Polizia, ma se il giovane Federico come i bravi bambini (cos’ lo definisce la mamma) alle cinque del mattino stava a casina a sua a fare la ninna, invece di andare in giro drogato zompando come un ganguro, aggredendo gli agenti, “ben tre equipaggi dovevano intervenire” poichè in preda ad una incontollabile violenza , anche su se stesso , che poi di fatto lo ha ucciso…..non i poliziotti,che erano intervenuti , cercando di fermarlo , proprio per non farsi male.Questa Nazione sta sprofondando nella vergogna, possiamo capire il dolore di una madre, ad una madre colpita da un lutto si concede tutto , ma questi sciacalli che come corvi si stanno fiondando sulla Questura per fare banchetto NO!!!!VERGOGNATEVI,ma voi non sapete cosa sia la vergogna .

    Quindi poichè la Questura ,oltre ai vari comunicati ufficiali , non può di fatto difendersi noi, apriamo questo Blog di solidarietà verso tutta l’amministrazione della Polizia di Stato di Ferrara

    Maria Antonietta Cannizzaro

    Scritto il 14/01/06 alle 11:50 | Permalink | Commenti (4) | TrackBack (0)

  • maria antonietta cannizzaro

    troppo comodo dare la colpa alla polizia
    Come sempre, la colpa sarà dello stato delle istituzioni,in questo caso della Polizia, ma se il giovane Federico come i bravi bambini (cos’ lo definisce la mamma) alle cinque del mattino stava a casina a sua a fare la ninna, invece di andare in giro drogato zompando come un ganguro, aggredendo gli agenti, “ben tre equipaggi dovevano intervenire” poichè in preda ad una incontollabile violenza , anche su se stesso , che poi di fatto lo ha ucciso…..non i poliziotti,che erano intervenuti , cercando di fermarlo , proprio per non farsi male.Questa Nazione sta sprofondando nella vergogna, possiamo capire il dolore di una madre, ad una madre colpita da un lutto si concede tutto , ma questi sciacalli che come corvi si stanno fiondando sulla Questura per fare banchetto NO!!!!VERGOGNATEVI,ma voi non sapete cosa sia la vergogna .

    Quindi poichè la Questura ,oltre ai vari comunicati ufficiali , non può di fatto difendersi noi, apriamo questo Blog di solidarietà verso tutta l’amministrazione della Polizia di Stato di Ferrara

    Maria Antonietta Cannizzaro

    Scritto il 14/01/06 alle 11:50 | Permalink | Commenti (4) | TrackBack (0)

  • Qui non si tratta di sciacallaggio, ma di normali dubbi e perplessità che vengono fuori quando le perizie mediche non quadrano col resoconto della Polizia, e quando in quattro mesi ancora non c’è stata chiarezza esaustiva sui fatti. Punto.
    Quando le vicende sono chiare e limpide non si pone il problema di schierarsi contro Questure o poliziotti, che fanno un lavoro pienamente rispettabile. Ma non sembra questo il caso.

  • ho saputo solo ieri della notizia, e ora leggo anche voi.ribadisco quanto scritto nel mio blog:
    1)comunque siano andati i fatti, non è UMANO lasciare un cadavere in strada quando i medici ne hanno decretato il decesso da 5 ore, (se la dinamica fosse stata chiara non ci sarebbe stato bisogno di altri rilievi), non è UMANO lasciare nell’angoscia i genitori che lo cercavano sul cellulare e sono stati invece aggrediti e tenuti all’oscuro di nuovo per ore(accertarne l’identità non è uno dei compiti delle forze dell’ordine?).questo fa supporre che davvero non si erano resi conto che fosse ITALIANO.
    2)non è CIVILE lasciar passare 4 mesi dall’ufficializzazione di un referto, lasciando cadere nel vuoto le richieste di chiarimenti e giustizia dei parenti e amici della vittima.
    3)non è PLAUSIBILE come su storie di cronaca nera ci si lanci sempre allo sciacallaggio in una direzione e nell’altra, generalizzando e dando il fianco a chi poi, vedi Maria Antonietta dei miei stivali, ti ribalta le accuse e difende a spada tratta gli INDAGATI e gli INDAGATORI (e il fatto che coincidano è ancor meno plausibile).
    Ci sono stati dei colpevoli, vuoi anche solo per negligenza nell’operato, ma soprattutto per non aver assolto ai loro compiti istituzionali, a partire da chi ha effettuato la recognizione in seguito alla chiamata dei vicini (ma siamo sicuri che non passassero già di lì e le grida siano state successive, in presenza degli agenti stessi?), a chi deve chiudere ancora il caso, a tutti quelli che avevano una responsabilità verso la cittadinanza ferrarese e quindi anche nei confrondi di Federico.
    Mi fa specie che si preghi per un assassino come Sharon e si getti fango su un diciottenne morto disarmato e SOLO.
    Come dice Rachele, VERGOGNA, anche per l’eco che solo ora ha questa vicenda, se ne parla solo per via di un appello su un blog.Ma se servirà a fare luce, ben venga anche questo mezzo.

cribbio
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