Sulla vittoria di Hamas

Sono circa quattro anni che tento di partire per Israele. Per molti motivi.
Una buona amica che non vedo oramai da anni e m’invita ogni due mesi, la voglia di impiantarmi in qualche kibbutz per minimo tre mesi e di imparare l’ebraico decentemente, il desiderio di visitare luoghi che esercitano su di me un fascino irresistibile. Ogni volta che so di avere del tempo libero nell’ordine di mesi ci penso su a lungo, poi chiudo di nuovo i miei desideri in un cassettino e dico a me stessa che prima o poi la situazione migliorerà, che se non arriverà la pace quantomeno arriverà la tranquillità.
Si può dire che un po’ ci "speravo" in queste elezioni. Accecata dall’illusione più bieca speravo che Hamas prendesse una percentuale di voti talmente bassa da far capire quanto i palestinesi rigettassero i suoi metodi. Per quel che mi riguarda un movimento del genere non doveva avere neppure l’opportunità di farsi eleggere, tuttavia credevo che il popolo palestinese scegliesse dei mediatori,  non dei guerrafondai. Qualsiasi percentuale avessero preso per me sarebbe stato troppo; hanno stravinto a quanto pare.
Ed io mi ritrovo a chiedermi "e adesso?".
Perchè il messaggio vincente è quel "non avremo pace finchè anche un solo israeliano dimorerà nelle nostre terre". Il popolo ha votato per il conflitto, ed io non riesco a capacitarmene. Non so se si disarmeranno, non so se proveranno a mediare, so che è rimasta ben poca speranza dentro il mio cassettino; guardo la polveriera e la vedo destinata ad esplodere in modo dolorosissimo. Quelli sono terroristi. E a quei terroristi sarà concesso di governare uno stato difficile per volere del loro stesso popolo. Perchè si sa che un certo tipo di terrorismo è tacitamente tollerato, se non quasi approvato, e che perfino tra chi sta leggendo queste righe qualcuno sorriderà tra sè pensando che in fondo ad Israele sta solo che bene, gioendo intimamente della vittoria del terrorismo.
Ma da ignavi quali siete non direte una parola. Alla faccia della libertà d’opinione che potete permettervi solo perchè viviamo in un paese che non si può definire libero, ma almeno dove ognuno può dire quel cazzo che gli pare.
Forte di questa libertà d’opinione penso che siate oggettivamente degli stronzi.
Niente di personale. Ovvio.

31 Responses to “Sulla vittoria di Hamas”


  • Il riconoscimento di Israele e l’avvio di negoziati con lo Stato ebraico “non sono nella nostra agenda”. A escludere qualsiasi cambiamento nel loro atteggiamento nei confronti dello Stato ebraico – del quale invocano la distruzione nello statuto del gruppo – è uno dei leader di Hamas. “I negoziati con Israele non sono nella nostra agenda – afferma in modo categorico Mushir al Masri – E neanche riconoscere Israele fa parte della nostra agenda…Questa vittoria dimostra che Hamas è incamminata lungo la strada giusta. Non inganneremo il nostro popolo”.

  • Come togliere ogni residuo di speranza.

  • Dai Rachele, non fare così 
    Da che mondo e mondo la realtà è più complessa che tutti stronzi da una parte e tutta povera gente dall’altra, non credi? Io penso che gli strumenti della democrazia si attaglino meglio (o peggio) a seconda della situazione nella quale questi si trovano ad agire. Ho molti amici che vengono da Israele che di fronte a “certe” critiche (non antisemite, per favore) si sono sempre, e giustamente, fatti scudo con l’argomento che Israele è una democrazia. Che cosa dovrebbe dunque pensare un (filo)palestinese, di una democrazia che ordina omicidi mirati? Oppure: che deve pensare uno come me, che in linea di massima (e non sempre) critica (tra gli altri) l’establishment di israele per determinate prese di posizione avvenute in questi anni? Eppure il popolo di israele ha votato, e quindi ha votato per gli omicidi mirati. Se si crede che la democrazia sia il valore fondante che prima o poi conduce fuori dalla guerra (o dall’ingiustizia, vedi Iraq) poi non si può fare un passo indietro e decidere che il popolo è uno stronzo, non credi? In palestina, sia Hamas che Fatah sono marci fino al midollo, i primi perchè dispongono di un braccio armato che si esprime attraverso il terrorismo, i secondi perchè corrotti, faziosi e politicamente inconcludenti. Le alternative non sono ancora mature in Palestina. Lo saranno in breve, se si inizia finalmente a ragionare in termini diversi. Il punto di inizio è quello di riconoscere la validità delle elezioni, tanto per cominciare. Ritiro immediato dell’esercito Israeliano (sui confini si discute da tempo, ma l’importante è procedere) e riconoscimento dello stato di Israele da parte di Hamas e quindi, dello stato palestinese. Non farmela fare più semplice di quanto non sia, ma dopo questo semplice scambio di “battute”, si proceda speditamente (l’Europa) ad un piano di investimenti straordinario e verso la Palestina e verso Israele e li si renda entrambi prossimi a quell’europa del mediterraneo che tutti dovrebbero auspicare, nell’ottica dell’alleanza tra le civiltà. Togliere i palestinesi dal bisogno, significa toglierli dalle armi di hamas. Non riconoscere le elezioni perchè non vanno bene a Rachele agli Usa e a Israele, contribuisce a perpetuare questo stato di cose. Grazie della riflessione! Stai bene, Cyrano.

  • L’unica conclusione che riesco a formulare, dopo quelle elezioni, è “in fondo li hanno voluti loro”. Una campagna elettorale l’avranno pure fatta, chi li ha votati sapeva benissimo a cosa andava incontro. Non possiamo capire la loro mentalità, il perchè di questa scelta, come loro non capirebbero la nostra. La tua conclusione, inoltre, rende il significato del post solo un pretesto per insultare comuni cittadini che anche avendo libertà di opinione non possono certo influire sull’andamento del mondo, almeno per ora… insomma, come sparare sulla croce rossa. Bel modo veramente di sfruttarla, la libertà di opinione.

  • Non gioisco, non sono filoisraeliano, non sono filopalestinese. Sarei come molti per due stati che si riconoscano l’un l’altro.
    Su questi temi intervengo a volte anche in altri blog, anche molto decisamente schierati a favore dei palestinesi.
    Certamente non si può dire che la politica di Israele non abbia influito pesantemente su un risultato elettorale come questo, e che comunque non è come dire che se la sono cercata. Il problema, o la risorsa, è che ora Hamas governerà uno stato. Che non è come fare politica e/o terrorismo. La responsabilità di governare è cosa diversa che farsi esplodere nei bar. E se le prime dichiarazioni non sono particolarmente confortanti io comunque non sarei così pessimista. Solo che ora si guarda in faccia il mostro, si guarda la realtà delle cose. Potrebbe non essere un guaio così grosso come sembra. Potrebbe essere l’inizio di un vero chiarimento, l’inizio di una vera svolta. Forse è troppo pensare alla pace in questo momento, ma io penso che in fondo a tutto questo ci possa essere.

  • Dall’alto della nostra “superiorità occidentale” ci permettiamo anche di criticare un voto liberamente espresso in un paese che continuiamo a considerare estraneo e distante. Sappiamo NOI cosa è meglio per LORO, sappiamo NOI come vanno le cose, vero? E appiattiamo tutto in modo che ci sembri comprensibile, che vicende lontane siano chiare alla nostra ristrettezza mentale. Non vuole essere questa una offesa per chi ha scritto sopra, ma il pensiero esposto nel post è talmente banale e riproposto in più salse da tanti politicanti che forse non meritava davvero, nessun commento. Saluti, da una contenta di essere una stronza.

  • Ecco appunto, Neuroni Pigroni mi ha(nno) anticipato: d’altra parte, pure questa è democrazia (non dimentichiamoci che in Iran hanno votato un presidente che dice le stesse cose, eh)

  • Gli israeliani possono votare Likud e i palestinesi non possono votare Hamas?

  • Mettiamola così:

    Hammas è un organizzazione terroristica; il Likud è un parito. Ne consegue che ognuno vota chi più l’aggrada, ma poi deve accertarne le conseguenze senza lamentarsi se poi viene assimilato ad un terrorista e non mi siedo con al tavolo di pace con lui.

    Se volete possiamo discutere ora sulle uccisioni mirate di terroristi da parte dell’esercito israeliano, sul muro e sui check-point, ma resta il fatto che il likud resta un partito di uno stato che riconosce l’autorità palestinese ed ha fra i suoi obiettivi la convivenza pacifica con questo.

    Hammas è di fatto un’organizzazione terroristica, riconosciuta in quanto tale da UE e USA, che ha come obiettivo, DA STATUTO, la distruzione dello stato d’Israele.

    I palestinesi votino chi vogliono, anche Hitler, ma dicano palesemente di voler la distruzione dello stato d’Israele senza lagnarsi se questo tenta di difendersi!

  • Mettiamola così:

    Hammas è un organizzazione terroristica; il Likud è un parito. Ne consegue che ognuno vota chi più l’aggrada, ma poi deve accertarne le conseguenze senza lamentarsi se poi viene assimilato ad un terrorista e non mi siedo con al tavolo di pace con lui.

    Se volete possiamo discutere ora sulle uccisioni mirate di terroristi da parte dell’esercito israeliano, sul muro e sui check-point, ma resta il fatto che il likud resta un partito di uno stato che riconosce l’autorità palestinese ed ha fra i suoi obiettivi la convivenza pacifica con questo.

    Hammas è di fatto un’organizzazione terroristica, riconosciuta in quanto tale da UE e USA, che ha come obiettivo, DA STATUTO, la distruzione dello stato d’Israele.

    I palestinesi votino chi vogliono, anche Hitler, ma dicano palesemente di voler la distruzione dello stato d’Israele senza lagnarsi se questo tenta di difendersi!

  • Caro Daniele,
    non siamo all’Onu e a qualche conferenza stampa impomatata.
    Il Likud persegue obiettivi, quali la costruzione del muro con l’appropriazione da parte di Israele di territori universalmente riconosciuti come palestinesi, lo spaccamento in diverse parti dei territori residui controllati dall’autorità palestinese privata comunque del controllo di fonti d’approviggionamento dell’acqua.
    Non solo, aggiungiamoci il non ritiro dalla cisgiordania, con il clima di terrore e l’impossibilità di vivere una vita normale per i palestinesi che ne consegue e otteniamo il quadro chiaro e cristallino dell’obiettivo che questo partito persegue, anche senza scriverlo nello STATUTO: non permettere che un libero stato palestinese, indipendente, territorialmente, militarmente e dal punto di vista delle risorse idriche venga mai istituito.
    Se c’è qualcuno che deve parlare chiaramente qui non sono certo i palestinesi.

  • Nemmeno un\’amarissima soddisfazione

    La notte tra il 2 ed il 3 novembre 2004 gli esiti delle presidenziali americane erano ancora incerti. Il giorno seguente il Manifesto, toppando clamorosamente, uscì con un\’edizione che annunciava la vittoria di…

  • Cyrano e Neuroni.
    Rleggete.
    Non insulto chi ha votato.
    Insulto quegli stronzi, e pure pezzi di merda, che stanno godendo e che ho sentito oggi con le mie orecchie sante dire “chissà che facciano piazza pulita d’Israele”.
    Stronzi, stronzi, stronzi e tre volte stronzi, gli caschi la casa.

  • “dicano palesemente di voler la distruzione dello stato d’Israele senza lagnarsi se questo tenta di difendersi!”
    No, non puoi metterla così, è poco politically correct. Madò quanto male fa la verità al giorno d’oggi.

  • La differenza fra un occhio imparziale e non uno che non lo è che osservano la storia della questione palestinese è che il primo ti dirà che la responsabilità nella non soluzione del problema sta nel fatto che in maniera scientificamente alternata gli opposti estremismi hanno prevalso sulle parti moderati dei due schieramenti il secondo invece è convinto di sapere con precisione di chi è la colpa.

    Coipa che è ovviamente sempre “degli altri”, brutti e cattivi.

  • Rachele, ma veramente pensi che i Palestinesi possano spazzare via Israele? Semmai oggettivamente sarebbe possibile il contrario. E poi Hamas diventando forza di governo non potrà continuare, almeno di facciata, a far politica con le bombe. Sarebbe un’aggressione in piena regola di uno stato nei confronti di un altro.
    Non so se è speranza o realpolitik, ma io continuo a non vederla così nera.

  • Gli ultrimi due commenti (Gabriele e Paolo) sono fra le cose più sensate che abbia letto sull’argomento…

  • Mi accodo. Vuoi far cessare la guerra? Ascolta le ragioni di tutti…. la gente che è andata al voto carica di odio per Israele ha visto missili che hanno distrutto figure religiose importanti per loro, o carismatiche… ha visto fare e disfare ritiri e abbattimenti delle case…

    …dovevano tirarsi indietro loro da quella che vedono una “lotta”?

    Io credo, per dirla alla Spiderman, che da “grandi poteri derivano grandi responsabilità”: Israele è uno stato che possiede armi sufficienti a spazzar via mezzo medio oriente, lo ha dimostrato anche negli anni 60 quando ha mazzulato 6 paesi arabi.

    Gode dell’appoggio della più grande superpotenza nel pianeta.

    E’ irragionevole che l’elefante schiacci il topolino per garantirsi ‘il diritto alla difesa’… ci sono patti che ha stipulato anche Israele con l’Onu, e non vengono rispettati.

    Ci sono estremismi anche in Israele, e unilateralismi. Qualcuno ricorda Itzak Rabin?

  • Io credo nell’effetto elastico.
    Tu dici che di essere ottimisti proprio non se ne parla?
    [Ste]

  • Salvo essere leggermente meno ottimista, mi associo appieno al pensiero di Paolo espresso nei suoi due commenti.
    Rachele, non vuoi proprio usare mezzi termini eh? La situazione non è né bianca né nera secondo me. Il casino è nato dall’idea malsana (o quantomeno malpensata nei suoi aspetti PRATICI) delle Nazioni Unite di creare uno stato dal nulla nel 48, non a caso da allora la situazione salvo periodi di tregua non si è mai risolta.

    In ogni caso il considerare stronzi tutta una parte di opinione pubblica che critica (spesso a ragione, o comunque in modo motivato) alcune politiche di Israele, ecco, non mi sembra proprio un passo avanti per contribuire al processo di pace, di accettazione dell’ALTRO, e di integrazione.
    Poi fai te.

  • X Gabriele sul muro: si è dimostrato l’unico mezzo efficace per limitare il numero di attentati in maniera significativa. Il muro ha salvato delle vite e ben venga se per aggiungere una guardiolo devi “annettere” (che brutta parola, vero?) un pezzetino di arida terra.

    X Gabriele sulla Cisgiordania: hai mai seguito cosa è successo dopo il ritiro da Gaza? Il caos. Poliziotti palestinesi che sparano dentro il parlamente per protestare contro il clima di anarchia, disoccupazione alle stelle, amministrazione corrotta. Nessuno lo dice apertamente, ma Gaza i palestinesi stavano meglio quando c’erano i coloni. Ben presto Israele se ne andrà anche dalla Cisgiordania, ma poi i palestinesi vorranno anche Gerusalemme, poi Haifa, poi Tel-Aviv, fino a realizzare l’obiettivo dello statuto di Hammas e vivere anarchicamente felici e contenti

    X Paolo27: i palestinesi non potrebbero distruggere uno stato da soli, ma i palestinesi insieme ad Iran, Siria e Libano potrebbero avere qualche chanche. Anche le Brigate Rosse non erano in grado di distruggere la Repubblica ma mi dirai che non crearono un clima piacevole

    Gianluca: Israele negli anni ’60 non ha mazzulato nessuno per il gusto di mazzulare. E’ stato attaccato e si è difeso. Ripetutamente. Se fossi circondato da stati che vogliono la mia morte, mi armerei fino ai denti anch’io….

    x abborigeno: è amaro ammetterlo ma i mezzi termini sono una favoletta da salotto buona per contentare il politically correct che è in ognuno di noi…

    Credo sia tutto 😉

  • Se la favoletta da salotto significa pensarci dieci volte prima di dare dello STRONZO a chi non approva le politiche di Israele, beh, mi tengo la favoletta grazie. Che di estremismi ce ne son già troppi.

    Non credo siano DAVVERO in molti tra noi Italiani quelli che auspicano la distruzione di Israele, e la “vittoria del terrorismo”, come dice Rachele. Se solo a costoro ci si riferiva, allora passi pure la definizione.

  • Daniele, le tue assurde argomentazioni sono il motivo per il quale sono solidale con il popolo palestinese.

    Il pezzettino di terra per annettere il guardiolo è più o meno la metà del territorio gestito dall’autorità palestinese, tanto arido non è perchè annette la quasi totalità delle risorse idriche della regione. Gli spaventati israeliani di tel-aviv si fanno la doccia con l’acqua della cisgiordania da una trentina d’anni, tra le altre cose.

    Per “limitare gli attentati” ad un intero popolo è negata la possibilità di vivere normalmente, di poter andare a scuola, al lavoro, all’università se i soldati di uno stato straniero decidono che non hanno voglia di aprire il cancello, almeno per quel giorno.
    Poi “a grande sorpresa” votano Hamas, incredibile eh?
    Ai palestinesi bisognerebbe dare ciò che l’Onu gli aveva lasciato assegnando parte di quella regione al nascente stato Israeliano, se poi in quel territorio gli israeliani si vorranno chiudere dentro un muro, vorranno armarsi fino ai denti per paura di essere aggrediti faranno bene e personalmente sarei al loro fianco.

    Per essere più chiaro, non ritengo che Israele abbia il diritto di esistere se ritiene di poterlo fare, come fino a questo momento, a spese di un altro popolo.

  • vai vai… vai tranquilla in Israele…

  • Hamas è al potere e adesso sono rogne , tuttavia non tutto è perduto : ora Hamas dovrà dimostrare ai palestinesi di governare meglio di coloro che lo hanno preceduto e non è affatto detto che ci riescano , prima o poi si cambierà di nuovo cavallo.
    Un cambamento verso il meglio dipenderà dalle lezioni che ciascuno saprà trarre : i palestinesi imparino che la linea estrema non paga: Israele prenderà , a ragione , oramai, sempre più decisioni unilaterali [il muro ] ; gli Israeliani la smettano applicare il divide et impera nelle fazioni palestinesi [Hamas fu lasciato crescere durante la I intifada , per rompere le uova ad Arafat]; mentre gli occidentali capiscano che per esportare la democrazia non basta mettere su un governo filoccidentale dittatoriale e corrotto servono prima di tutto VALORI .

  • A coloro mi riferivo abbo, e non riesco afare altrimenti.

  • Non ho capito con chi te la prendi, nell’articolo. Con i fiancheggiatori del terrorismo filopalestinesi o con i fiancheggiatori filoisraeliani?
    Arafat è morto. Purtroppo. Ed ora iniziamo a sentirne gli effetti. Hamas si è ben saputa giocare le carte. Hamas è una realtà sui territori. E non parlo di bombe. Parlo della struttura capillare di sostegno, perché Hamas è quest’ibrido a noi occidentali sconosciuto. Spero solo ci si riesca a discutere, ci si voglia discutere, ci si provi almeno a contrattare.
    Sono dei terrorisi. Vero. Ma se ci son solo quelli si deve trattare lo stesso. Israele è migliore di Hamas. Questo è quello che credo. E per questo, credo, sia costretta – debba – procedere con tutte le carte possibili. Ne va della vita.

    Speriamo.

  • Hamas, contro ogni previsione (soprattutto di coloro che non tenevano debitamente conto del fatto che è stata l’unica organizzazione in questi anni a gestire ospedali e centri di accoglienza, a distribuire assistenza e aiuti nei campi profughi e nei villaggi, quelli dove gli israeliani abbattevano le case con le ruspe) ha stravinto le elezioni in Palestina.
    E’ preoccupante.
    Credo che tutti noi dobbiamo augurarci che, diventando forza di governo, prevalga al suo interno la corrente politica nei confronti di quella movimentista e venga attuata una totale revisione degli scopi e dei fini fino ad oggi dichiarati.
    Altrimenti altri tempi ancora più bui si preparano per quelle popolazioni.
    Mi viene in mente però una riflessione.
    Da quando noi occidentali abbiamo cominciato ad esportare in medio oriente la democrazia con i missili intelligenti e l’uranio impoverito, immediatamente il metodo democratico vero (quello che si esprime con i seggi elettorali) ha mandato al governo le frange più estremiste e pericolose delle forze in campo.
    Ieri in Iran, oggi in Palestina.
    E in Irak – dove pure si è votato con le bocche dei cannoni affacciate alle finestre dei seggi elettorali – non si è riusciti a far prevalere forze che garantiscano un minimo di governabilità.
    Sarà un caso?
    O non sarà forse la dimostrazione che l’occupazione militare, il tentativo di imporre con le armi i nostri modelli, la pretesa di combattere il terrorismo bombardando la popolazione, l’uccisione dei civili e lo scontro di civiltà che – ci piaccia o meno – ne è seguito non pagano ed anzi – come abbiamo sempre sostenuto noi puffi ingenui – alimentano e rafforzano gli estremismi più pericolosi e velleitari, facendo divampare incendi peggiori di quelli che ci si illudeva di spegnere?

  • [Off Topic: questi commenti mi hanno bloccato per via di un link credo.
    Eugè, fai un salto a vedere la mia iniziativa nel mio post di ieri, poi vedi un po’ se vi va di aderire!
    thanx!]

  • scusate gli orrori di battitura nel mio post sopra cambamenti — cambiamenti ecc.

cribbio
Comments are currently closed.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)