Ridateci Topo Gigio

E’ nelle pieghe della società che va ricercato il Male Oscuro. In una cooperativa dalle grosse dimensioni, oggi è stato organizzato un consueto e grottesco Circo infantile. La scena è la seguente: atrio di un centro commerciale in cui sono state installate costruzioni in gomma gonfiabile, successivamente riempite con un’elevato quantitativo di palle colorate. Le pareti, costituite da una rete morbida ed elastica, consentono all’ossigeno di penetrare all’interno ed evitare spiacevoli inconvenienti. L’ingrediente principale della kermesse è rappresentato dalla gioiosa ed esuberante predisposizione al Gioco dei Bambini, vittime ignare di strategie di marketing. Genitori sadomaso infatti riempiono il ventre delle costruzioni plasticose col ghigno sulle labbra, quasi come si riempie il tacchino il giorno del Ringraziamento, e ci si leccano i baffi. Più bambini vengono inseriti e più aumenta il Caos all’interno delle macchine colorate: palle e fanciulli iniziano un movimento vorticoso che andrà avanti fino all’orario di chiusura, con i pater familias intenti a conversare tra di loro su prodotti sotto costo e improbabili uscite serali. Il bambino, una volta inserito là dentro (diomio) perde ogni abbozzo di connessione cerebrale ed inizia a muoversi senza scopo e senza una meta precisa, rimbalzando qua e là e arrossendo visibilmente sulle guancie. Paonazzi esserini gridano come pazzi e continuano a saltellare pseudoimpazziti. Sembrano pieni di vita, ma nei loro sguardi fissi nel vuoto, che riesco a intravedere nella penombra del ventre delle costruzioni gonfiabili, riconosco la stessa espressività delle palle colorate su cui infieriscono i piccoli piedini. Scenario agghiacciante, anzi, ovviamente agghiacciante, inghiabbiare bambini per tenere aperto un centro commerciale in una stupida e inutile domenica di fine gennaio con la nebbia e le strade semideserte, che sento affiorare il senso di colpa in tutti noi presenti anche solo per un istante alla scena. E’ che non c’è tanto altro di meglio da fare, si giustificano gli occhi dei genitori mentre tengono a bada il carrello mezzo pieno di Pepsi e Buste Barilla Pronte in 5 minuti.

3 Responses to “Ridateci Topo Gigio”


  • Non mi ricordo dove avevo letto (corriere o repubblica) di denunce da parte dell’IKEA di genitori che (e non ricordo nemmeno in che Stato) lasciavano i figli nella stanza dei giochi e tornavano a prenderli a chiusura, per risparmiare su bambinaie e simili…Senza esser nemmeno entrati all’IKEA per comprare niente, per intendersi…

  • E quindi? Dopo una satira così corrosiva (?) mi apsettavo che proponessi un rimedio.
    Un rimedio alla mancanza cronica di spazi per bambini che non siano sporchi/inquinati/pericolosi.
    Le poche struttire che esistono sono a pagamento, di quelle pubbliche taccio per decenza: non è bello vedere giocare i bambini in mezzo alle siringhe.
    I 500.000 euro per rifare il prato dello stadio il comune riesce sempre a trovarli, però.
    Stampati ‘sto post e rileggilo tra 15 anni. Poi mi dirai.

  • Le mie intenzioni non erano quelle di fare satira, ma di esprimere un mio stato d’animo di fronte a una particolare istantanea. Semplicemente, io mio figlio lì dentro non ce l’avrei portato, in una domenica pomeriggio. Era più un attacco alla fantasia dei genitori, le istituzioni che si preoccupano più per l’erba dello stadio è una triste realtà e mi associo alla tua amarezza.

cribbio
Comments are currently closed.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)