Vignette e libertà di stampa

La questione delle vignette satiriche è stomachevole per la piega che sta prendendo. E obbliga a prendere una posizione. Credo che la libertà di stampa sia un valore fondamentale, un valore che spesso è attaccato dallo stesso establishment dei governi occidentali, un valore che coincide spesso con la presenza della tanto declamata democrazia. Irrinunciabile dunque. Se un paese non è democratico e non è avvezzo alla libertà di stampa mi dispiace. E di sicuro c’è bisogno di alzarlo il livello di democrazia e non certo di abbassarlo.
Dunque su questo punto non si transige, destra e sinistra la piantino di strumentalizzare la faccenda e si vergognino. Su questo punto, e lo ripeto, non si transige. Dunque niente scuse, niente ripensamenti, nessuna preoccupazione. Esistono milioni di musulmani che se ne fregano delle vignette dell’occidente. Siamo alle solite: la parte estremista del mondo si getta a capofitto nella strumentalizzazione, in Oriente come in Occidente. In Palestina e via dicendo chiedono a gran voce rispetto, facendosi ritrarre con il Kalashnikov in mano. Beh, non si accettano lezioni in questo modo. Mi dispiace per gli Ulema, ma su questo punto non c’è nulla da sbraitare ma solo da stare zitti e imparare. Questo non vuol dire che si debba dare retta all’opposto estremismo. A quale mi riferisco? A chi sbraita che la libertà di stampa è in pericolo e quindi pubblica a spron battuto quelle vignette dappertutto! Su internet, sui giornali, su volantini, pure sui blog adesso! A Napoli (leggenda metropolitana)  ci stamperanno le magliette con maometto e la bomba. Ecco, questa posizione ritengo sia altrettanto inutile e pericolosa di quella descritta in precedenza. Le vignette hanno (avuto) un senso, quando sono state pubblicate, in quel giornale. Quel senso non glielo toglie nessuno, in ragione della libertà di stampa di cui parlavo sopra. Questo però non vuol dire che si debba accettare la provocazione, perchè di questo si tratta, e tappezzare la città con le vignette di Maometto. Che cosa si vuole rivendicare che un governo (serio, mica il nostro) non può tranquillamente affermare attraverso il suo primo ministro? Che cosa significa mettere nel proprio blog la testa di Maometto con sopra la bomba? Forse che Noi, qui, facciamo quel cazzo che ci pare? Significa che abbiamo due palle grosse così e che ce ne fottiamo degli ulema e di quei bacchettoni degli islamici, noi? Che attacchiamo il crocifisso nelle aule e ancora un pò pure nei bagni (senza offesa)? Lasciamo perdere. Meno infantilismi e sangue freddo. La libertà di stampa non si tocca e non si toccherà mai. Ma soffiare sul fuoco è una posizione estrema, e quindi infantile. Via il pollice dalla bocca, per favore. State bene. Cyrano.

5 Responses to “Vignette e libertà di stampa”


  • Ben detto!
    Anceh se alcuni giornali han pubblicato le vignette per solidarietà, non per provocazione.

  • Oddio prendere posizione non è poi così obbligatorio.
    Specialmente se in nome della libertà di stampa (che in questo caso non c’entra un fico) non si prende in alcuna considerazione il fatto che possano esservi sensibilità diverse in giro per il mondo in tema di simboli e immagini religiose.
    Che poi le reazioni violente siano assolutamente da condannare è indiscutibile.

  • Le vignette non…

    Le vignette non andavano pubblicate per non fare incazzare gli islamici (quelli che si sono incazzati), temendo ritorsioni terroristiche? Beh certo e già che ci siano non scriviamo leggi contro la mafia, perch&e…

  • Le vignette non…

    Le vignette non andavano pubblicate per non fare incazzare gli islamici (quelli che si sono incazzati), temendo ritorsioni terroristiche? Beh certo e già che ci siano non scriviamo leggi contro la mafia, perch&e…

  • Questo è molto vero.

cribbio
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