Niente esportazioni, grazie

Questa storia delle vignette sta animando il dibattito un po’ ovunque. Gli integralisti islamici hanno provveduto a scaldarlo ulteriormente dando fuoco ad un paio d’ambasciate.

Personalmente condivido e appoggio l’appello di Staino e Adriano Sofri: tutti i giornali europei pubblichino le vignette incriminate come segnale inequivocabile di compatezza per la difesa della libertà di satira. Una difesa legittima (anche prima della nuova legge padana) perchè senza l’uso di armi, ma inequivocabile: su certi principi non si retrocede.

Se gli islamici non sapranno distinguere un attacco aereo in un villaggio da una vignetta (bella o brutta che sia) sarà un problema di distanza culturale, una distanza da colmare con il dialogo e la tolleranza, che è per definizione reciproca, non da azzerare calando la braghe.

D’altraparte non ho mai visto, forse per colpa dei media, un gruppo organizzato di mussulmani dar fuoco a qualcosa quando il terrorismo si è appropriato del nome e dei simboli della loro religione per appenderli al muro dietro la faccia di un kamikaze in procinto di farsi saltare in aria in mezzo a dei civili e non sono stato certo lì a biasimarli per questo, anche se avrei gradito un altro tipo di risposta.

La mia è coerenza: se si è contrari all’esportazione della democrazia lo si è anche a quella della teocrazia.

17 Responses to “Niente esportazioni, grazie”


  • Il punto è che noi siamo meno rispettosi della religione, prova a tornare nel ‘500 e fare una vignetta sul Papa, minimo saresti finto al rogo.
    Io capisco se qualche musulmano si è sentito offeso (tra l’altro a me quelle vignette neanche facevano ridere), non giustifico gli attacchi ma essendo loro molto più religiosi di noi “li capisco”.
    E quanto alla nostra *presunta* superiorità rispetto alle questioni religiose, vi ricordo la vicenda Adel Smith, in cui buona parte dell’italia si scandalizzo perché aveva gettato un crocifisso- Buttare un crocifisso non è fare una vignetta, ma resta il concetto di fondo che un estraneo alla religione “presa di mira” ha offeso qualcosa di simbolico, e noi/loro ci siamo arrabbiati.

  • non giustifico gli attacchi ma essendo loro molto più religiosi di noi “li capisco”

    (quando dico “li capisco”, intendo dire che capisco che si sono offesi, non che capisco gli attacchi, quelli sono da condannare assolutamente)

  • Noi siamo “laici”, almeno gran parte di noi, è questa la differenza. Gradiremmo tenercela. Ah, a me di Adel Smith frega poco, certo qualcuno si sarà risentito fra i cattolici, ma non ho visto incendi e manifestazioni. Sta lì la differenza.

  • gabriele, non potevi esprimere questo concetto con parole migliori, seocndo me.
    Bel post, sono completamente d’accordo con te!

  • Bravo hai proprio ragione

  • Infatti io non ho detto che hai torto in quello che hai detto, né ho mai detto che non bisogna condannare il come, ma certamente avremmo dovuto prevedere che se la sarebbero presa

  • allora è vero che il nostro relativismo ci porta ad essere più rispettosi degli altri che di noi stessi, ma questo non vuol dire che sbagliamo a cercare di evitare di offendere il prossimo , se le vignette si fossero basate sullo sterotipo italiano uguale mafioso non vi sareste offesi?

    non credo che sia solo un problema di religiosità, protestano in Turchia che é molto laica , il problema é di identità si sono sentiti attaccati in quanto islamici e reagiscono ,ma non crediate che tutti i mussulmani siano così facinorosi : in questi giorni c’ é tensione in medio oriente per via del nucleare iraniano e della vittoria di hamas in questo contesto al quaeda e i governi corrotti locali cercano di indirizzare a proprio favore il malcontento della plebe.

  • @cama81: c’è satira di cattivo gusto e satira di buon gusto, meno diverte e più divertente.

    Questo non consento di immaginare per essa dei limiti stabiliti a tavolino, assolutamente.

  • Condivido e sottoscrivo. Per la difesa del principio di rispetto, non per altro.

  • Nemmeno io voglio la censura ,però , vorrei una satira inteligente di buon gusto; quelle vignette erano almeno inopportune.
    Quello che volevo dire é che la doverosa condanna degli inaccettabili atti di violenza non basta a erigere a difensori della civiltà occidentale coloro che hanno ideato quelle immagini così volutamente offensive .

    Riguardo alle manifestazioni ripeto non sono spontanee c’é una regia con precisi interessi

  • da noi, come dice luttazzi, per fare satira basta la memoria e un punto di vista. la memoria ce la mettono i ritagli di giornale, il punto di vista ce lo mettiamo noi. il resto è una gran risata.
    se non iniziamo a prenderci un po’ meno sul serio non andremo da nessuna parte. se una risata è fine a se stessa e si è sicuri della propria posizione che male c’è?

    saggia (forse)

  • Diamo per scontato che le violenze sono inaccettabili e che vi sia una regia che aspettava proprio un’occasione.
    Ciò chiarito, se in Arabia vedessi pubblicata una vignetta che dileggia i simboli della mia religione io mi sentirei offeso.
    E non capirei perchè i residenti (lì in Arabia) si dovessero appellare alla loro libertà di espressione che non c’entra proprio nulla.
    E non capirei un loro richiamo alla libertà in senso lato che c’entra ancora meno.
    Semmai potrei capire che invocassero la libertà di satira, ma ribatterei che anche la satira dovrebbe a mio parere tener conto delle diverse sensibilità che ognuno di noi ha di fronte a problemi complessi come la religione e i suoi simboli.
    Per cui lascerei ovviamente a loro la libertà di pubblicare quelle vignette e a me il diritto di sentirmi offeso dalla loro pubblicazione (che questa offesa non mi dia il diritto di spaccare le loro ambasciate mi pare di averlo già scritto, vero?) senza invocare la lesione dei sacri principi.
    Che poi – detto per inciso e a solo fine statistico – è singolare che a invocarli quei sacri principi siamo noi, cittadini di un Paese dove la libertà di satira ha recentemente subito gli attacchi e gli imbavagliamenti più sfrenati che non in qualsiasi altro paese occidentale.
    Ma tant’è.
    Ah, a proposito: il Vaticano attraverso il suo giornale ufficiale si è espresso condannando il dileggio della religione che le famose vignette rappresentavano.
    Che facciamo? Vogliamo essere più papisti del Papa?
    Qualcuno, invocando i sacri principi di libertà (e ridalli!!) dice”Se non ti piace ciò che scrivono i nostri giornali, vatti a leggere il giornale tuo”.
    Temo che oggi non lo si possa affermare più.
    Il Corriere di Algeri come il Corriere della Sera non scrivono più per gli algerini o per gli italiani, non sono più pubblicati a Milano o a Algeri: scrivono nel mondo, per il mondo.
    Vengono pubblicati on line. In questo nostro mondo che amiamo chiamare globalizzato dobbiamo accettare la conseguenza che nulla ormai riguarda più soltanto il nostro orticello (quello dove pianto le lenticchie che mi pare e se non ti sta bene, coltivati i fagioli borlotti nel tuo) e che la circolazione delle idee e delle notizie è divenuta, appunto, globale.
    Con tutti i vantaggi che giornalmente apprezziamo e, ovviamente, con tutti gli svantaggi: compreso quello che se dico che la mamma di Ibrahim o di Jhonn o di Georgos è una zoccola, quello lo impara in tre secondi.
    E se si offende, dovremmo provare – a mio parere – a lasciarglielo fare senza invocare la nostra (!?!) libertà.
    E la sua?
    Proviamo ad andarcene in giro per l’Oltrarno , qui a Firenze, e a dire al primo che incontriamo “La maiala di to’ ma’ ” (tipica espressione locale che non necessita di traduzione) e quando quello ci spacca la faccia proviamo a invocare la nostra libertà di espressione.
    Facciamo l’esperimento; son curioso di vedere come va a finire.
    Facciamolo, ma andate avanti voi 🙂 🙂 🙂

  • sei forte contevi’.
    Anche se condivido soprattutto un punto di Notuno.
    Quando gli estremisti si son fatti saltare in aria appropriandosi ad uso e consumo di pezzi dei loro dettami religiosi, ho visto poca gente andare in piazza a incazzarsi rispetto a ora. Come mai?

  • Contevico, hai ragione, è chiaro che questi qui hanno le loro ragioni per offendersi.
    Io pure sono offeso da come loro trattano le donne in molti stati, penso che andrò a bruciare qualche ambasciata.

  • Contevico, hai ragione, è chiaro che questi qui hanno le loro ragioni per offendersi.
    Io pure sono offeso da come loro trattano le donne in molti stati, penso che andrò a bruciare qualche ambasciata.

  • complimenti è la prima volta che lo leggo ma è un blog molto interessante!

cribbio
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