La triste realtà delle molestie

Domenica scorsa ero in battello.
Ad un certo punto ho sentito qualcuno che si strusciava palesemente su di me, sulle mie gambe, mi sono sentita nauseata. Poi mi sono voltata, e c’era un uomo di mezza età, con l’uccello in mano, appoggiato a me, ai miei vestiti, alla mia giacca. Confuso nella ressa.
L’ho afferrato per il polso e mi sono messa ad urlare, schifata, nauseata, attirando subito l’attenzione del marinaio e della gente. Ho preteso d’arrivare in stazione, di denunciarlo, di perdere due ore del mio tempo ed un numero imprecisato di treni in una situazione che già per me non era facile.
Mi hanno scoraggiata in tutti i modi, mi han detto che in fondo non avevo visto nulla di così straordinario e che non c’era il tentativo di violenza, quanto più che altro una blanda molestia. Ho vomitato da sola, col buio, nella stazione di Rovigo, spersa, tra le lacrime, per la doppia umiliazione. Come se chiunque avesse il diritto di farsi una sega su di me, come se la cosa non fosse grave.
Poi sono tornata a casa e ho letto questo.
Non c’è più rispetto per le umiliazioni. Non più.

11 Responses to “La triste realtà delle molestie”


  • ma non demordere dalla volontà di denunciare il fatto e di andare fino in fondo. è importante.

  • incredibile… devi denunciarlo…

  • Hai fatto benissimo a denunciarlo fossi in te denuncierei anche chi ti voleva dissuadere dal farlo : è gravissimo che un appartenente alle FF.OO si comporti in quel modo ed è reato .

  • è quasi successo anche a me

  • L’hai denunciato? Bene. Adesso pensa che il pervertito è lui, non tu, e smettila di sentirti sporca. Lui, se va bene, va dentro; se va male, va dentro la prossima volta che qualcuna lo denuncia. Linea dura.

    (Però ammetto che io piuttosto gli avrei rifilato una secca ginocchiata nei santissimi. Senza passare dal via.)

  • Dovevi buttarlo in mare l’anzianotto…

  • disgusto, nausea e RABBIA che loro, i maschi, quelli che “lei mi ha provocato”, “l’uomo è cacciatore e ha le sue esigenze”, “in fondo le prostitute fanno un servizio sociale”, “non è vergine quindi soffre meno”.. che loro non arriveranno mai a sentire

  • Leggo solo adesso. Sono tremendamente dispiaciuto per quello che ti è successo e penso che sei stata anche coraggiosa a subire tutta la trafila delle dissuasioni per denunciarlo. Un abbraccio. Paolo

  • Grazie della segnalazione Blu, anch’io son stato perplesso da subito sull’indignazione generale generata dalla sentenza, e non mi son sentito di condividerla, semplicemente per la mancata conoscenza delle carte. Voglio dire, tutti possono sbagliare, certo, ma i giudici non sono persone che “sparano sentenze” come al bar, sono persone colte, abituate a studiare casi difficili e controversi, che prendono decisioni dopo aver studiato, e le motivano ampiamente con documenti pubblici e ufficiali.
    E non hanno certo detto che il tizio non è colpevole, ma hanno semplicemente respinto la richiesta di non concedere le attenuanti per via delle motivazioni di merito. (In particolare che la vittima si rifiuti di fare sesso ma “accetti” di fare “altro” non può non essere considerato).
    Poi che i giornali scrivano “Non sei vergine allora non è più stupro” è puramente strumentale, e questa scelta del titolo mi indigna molto più della senteza, francamente.

    (Massima solidarietà a te Rachele per l’accaduto.)

cribbio
Comments are currently closed.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)