Ora basta, Steve

apple-logo.jpgA tutto c’è un limite. Presentare una cassona nera cui collegare l’iPod e sostenere di avere "reinventato l’hi-fi" è presunzione pura. Per 379 € è stronzaggine. Inoltre far sbavare il mondo intero dietro a possibili nuovi iPod con touchscreen o improbabili tablet pc e poi sfornare un Mac Mini più costoso e con scheda grafica condivisa significa tergiversare e prendere per i fondelli la gente. Vabbè che Mac è bello e Mac è figo. Ma migliorare di poco un prodotto e pretendere più denaro in cambio significa approfittarsene. Perlomeno gli utenti di pc non si aspettano niente dal mercato o dalla Microsoft e non pendono dalle labbra di Bill Gates per ogni cosa inventa. E’ buffo invece constatare che per gli utenti mac ogni cosa esca dalla casa di Cupertino sia oro. A me pare che dopo l’iPod di così eclatante non abbiano più sfornato nulla.
Attendo gli iBook Steve: primo aprile. Niente pesci o chiamo la polizia.

10 Responses to “Ora basta, Steve”


  • porca miseria,ho le dita che mi prudono mentre aspettavo di potermi sedere di fronte al PC e scrivere qualcosa del genere… PS: quanto costava prima il mini?

  • Ed eccolo il paradosso Mac: che come conclusione ad un post giustamente “rancoroso” del genere, ci sia di nuovo la stessa promessa di aspettarli. Di fronte a furti del genere, io gli volterei le spalle 🙂 (potrai ritirare fuori queste sprezzanti parole il giorno che avrò finalmente comprato un ipod, se mai arriverà)

  • Settolo: 500 euro.
    Attimo: perchè in fondo la maialata l’han fatta con prodotti che non mi interessano. Però se il 1 aprile l’ibook dovesse rivelarsi una bufala come caratteristiche e prezzo tanti saluti e arrivederci.

  • Evento Apple: il giorno dopo

    Da ieri sera mi prudono le dita in attesa di potermi sedere di fronte al PC e commentare “l’evento” Apple di ieri. Una cronaca di cosa è successo su melabog.

    Apple ha presentato quello che loro chiamano iPod Hi-Fi, ovvero un cassone bianco e nero c…

  • Theego, la solita disinformazione.

    I mac mini prima erano tre e costavano rispettivamente 539, 639 e 739.

    é sparito il modello base non proponibile quando il processore che ci metti dentro costa da solo 200 dollari alla apple, costi vivi.

    Il modello ora base costa 20 euro più dell’intermedio e ha delle oggettive migliorie, il modello top invece ha un divario di prezzo troppo alto rispetto al predecessore che non mi pare così giustificato.
    Ma su ogni prezzo apple c’è sempre da considerare lo sconto educational valido per TUTTI gli studenti quindi i prezzi finali sono: 619,20 per il base e 826,80 per il top.

    tutto questo per la precisione. Ah, eugè: te lo puoi scordare il macbook a meno di 1100 euro, minimo. E non ti lamentare pure tu della scheda video con memoria condivisa perchè sul mac non si gioca, si sa, e comunque è meglio di quell’altra ciofeca che montavano prima.
    Questo commento è un’operazione verità. 😛

  • gabriele, il tuo commento è disinformazione. Quali sarebbero le “oggettive migliorie”? Migliorie che vadano oltre il normale evolversi della tecnologia perché, è ovvio, un nuovo modello è sempre migliore del precedente. Nel mondo non Apple tra l’altro, un modello nuovo va meglio del precedente e costa di meno o almeno uguale! Stesso discorso per la scheda video: è ovvio che una scheda nuova va meglio di una vecchia, non è un ragionamento sensato! Ma confrontando la qualità di quella scheda quando è uscita rispetto a schede di pari prezzo? Infine, lo sconto educational c’era prima e c’è adesso. Non cambia la sostanza dei fatti: questi mac mini costano di più. Non sono più “entry-level”, sono “Media Center”, e non sono affatto convinto che sia una gran pensata.

  • Le oggettive migliorie, rispetto ai precedenti macmini sono, nell’ordine: – Audio-in Optical, Audio-out Optical, 4 porte usb (invece delle striminzite 2), Processore intel (da solo costa poco meno di 200 dollari all’apple, infilarlo in un pc da 500 dollari significa o non avere margine o togliergli tutto), GigaEthernet, due slot ram (invece di uno) in più Frontrow con Apple remote (il telecomando).

    Tutto questo, nel modello ora base, costa 20 euro più del vecchio intermedio.

    Il prezzo di quello top, superiore di 220 euro, non è assolutamente giustificato avendo in più solo il masterizzatore dvd, 20 gb di capacità per il disco fisso e il doppio core che ha poca differenza di prezzo all’ingrosso e le cui maggiori prestazioni sono da quantificare rispetto al base. Il suo prezzo, giusto, avrebbe dovuto essere di 759-769, massimo 800. Ci sono, generosamente 80 euro di troppo su questo modello.
    La scelta di eliminare il modello “basic” da 529 euro è dovuta dall’eccessivo costo dei nuovi processori intel core solo e dai dati di vendita: alla fine l’utente mac, anche switcher, non compra un computer primo di airport, di bluetooth e con il disco da 40 gb, questo sì piccolo. La scelta finiva sistematicamente sul livello intermedio o addirittura sul top. Ora il top è più caro, ma ho un processore sulla carta più veloce. Per correttezza poi i macmini vanno confrontati con i computer pc di pari dimensioni: chiaro che un tower ha un disco da 160 come minimo, ma quello può anche usare un 3 pollici e mezzo, per esempio. Disinformazione?

  • Parli da non macuser, non lo dico per snobbismo, anche perchè io il mac ce l’ho da due mesi. MacOSx è un altro sistema operativo, che opera in un’altra maniera, su un’altra logica. Il macuser non giudica il suo pc sulla base del fatto che ci mette 2 minuti in più o due minuti in meno a compiere un’operazione di codifica video, tanto per fare un esempio. La qualità percepita è la qualità reale. Non esiste un concetto di “velocità” assoluto, le variabili sono infinite, sistemi che sulla carta sono molto più potenti dei mac non rendono comunque più soddisfatti i propri consumatori. Di fatto quando uno passa a mac molto difficilmente torna indietro, un motivo ci sarà se per l’utente medio il problema non sono i 64 mb di vram condivisa o meno. Io, per esempio, avevo un portatile pc con una scheda video migliore del mio attuale iBook, ma non tornerei mai indietro perchè le mie esigenze sono soddisfatte da quello che ho ora, mentre prima incontravo continue difficoltà di gestione del sistema che mi sono reso conto solo poi erano diventati parte del normale utilizzo del pc stesso. Il confronto “diretto” tra un pc e un mac non è fattibile perchè le due piattaforme si rivolgono a due tipi di user diversi, che giudicano su basi completamente diverse il loro rapporto con il personal computer. MacOsX non girerà mai veramente su un pc non apple, per questo quando tutta la pubblicità che i vari Maxxuuss e soci procurano ai mac non tornerà più utile la apple introdurrà una componente hardware non emulabile necessaria per consentire l’istallazione del suo sistema operativo. L’hardware apple è quello che ti serve per far girare il suo sistema operativo, l’utente lo sa e lo paga di più perchè non è interessato alle “performance” misurate con un righello, ma “alla qualità globale dell’esperienza d’uso”. I problemi per Jobs e soci inizieranno quando questo elemento verrà incrinato, non quando gli HD che montano sui mac sono 20 gb meno capienti della concorrenza perchè è sempre stato così. Il mac ha pregi e difetti, ma va provato, nel momento in cui un utente si rifiuta di comprare una macchina apple perchè la considera cara evidentemente non è un apple-user, non considera i vantaggi che apple ti da a prescindere dal numero di mhz della ram, sufficiente a giustificare il surplus di prezzo. Fine del discorso.
    Infine aggiungo che Steve Jobs si trova in una posizione imbarazzante: ha sempre fatto cose “alternative” al pc, usando processori che nessun altro usava per dei personal computer, ora per colpa dei ritardi di Ibm-Motorola è passato al “nemico” e l’unico modo di ribaltare la frittata è puntare su queste nuove straordinarie prestazioni. Nuove straordinarie prestazioni che non sono semplicemente che un passo in avanti della tecnologia dei processori. Di fatto il nuovo intel core duo batte il g5 2.0 con le applicazioni universal, il problema è che il core duo è un processore nuovo, il g5 2.0 è roba di due anni fa. Quindi questo grande miglioramento che jobs presenta come una sorta di miracolo non è nient’altro che un normalissimo cambiamento generazionale di processori. Che dire, sono mezzucci oggettivamente, restano i fatti: un single core costa ad apple 209 dollari, un core duo 241. Un g4 (processore vecchio di 4 anni) non gli costava più di 80 dollari sui grandi volumi. Questa è la spiegazione economica della mancanza di un modello base a 500 euro. Se apple avrà fallito la sua mission lo diranno i dati di vendita, il problema che per il pc user se il macmini così “scadente” venderà bene sarà tutto merito del “rincoglionimento dei macchisti”: è difficile accettare che non tutto il mondo informatico giudica un computer partendo dallo stesso metro, ma è così.
    Think different, ragazzi 😉

  • si stava meglio quando si stava peggio…

cribbio
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