Quando c’era Silvio e non c’era il Caimano

Tutto questo caos per l’uscita nelle sale del Caimano di Nanni Moretti m’è parso seriamente ingiustificato. Dopo circa mezzora dall’inizio della pellicola, la protagonista mette ben in chiaro le cose: è un film chiaramente ispirato a Berlusconi. L’ha detto, lo conferma Moretti qualche scena dopo e chiusa lì. Quello che la destra voleva sentire l’ha sentito e può puntare il dito contenta. Quello che il popolo di sinistra voleva sentire è stato pronunciato: è un film su Berlusconi.
Peccato che le cose non siano esattamente così: semmai la storia di base è uno dei soliti canovacci tipici del nostro cinema su crisi della famiglia, rapporto con i figli e difficoltà nel lavoro. Ciò che cambia questa volta e che rende innovativo il film di Moretti è però il contesto: per la prima volta in un lungometraggio si nomina Berlusconi, si parla delle sue scelte, della sua storia. I personaggi non sono avulsi dal contesto sociale che conosciamo fin troppo bene ma anzi si muovono nell’Italietta berlusconiana degli ultimi anni. Sono davanti alla tv quando Silvio scende in campo, quando offende l’eurodeputato al Parlamento Europeo e anche quando vanno in scena i grandi processi contro di lui. Non si prende in giro il Presidente, non c’è nemmeno un’indagine introspettiva su tutte le sue magagne fatta eccezione per la sola grande domanda posta dal film: "Da dove vengono tutti quei soldi?".
Non un film su Berlusconi come ci si attendeva dunque, quanto un film con Berlusconi, che va a rompere finalmente quel clichè tutto tipico del Belpaese dove dei potenti è meglio non parlare nel bene o nel male, nella finzione narrativa cinematografica. Non un film della tradizione morettiana, in primis per la sua assenza per buona parte del film ma anche per le scelte registiche e narrative, stavolta più simili al linguaggio popolare e fruibili anche ai non amanti del suo stile usuale. Un film sul cinema e sull’Italia degli ultimi tempi, derisa all’estero, assuefatta al suo interno, ma capace di provare a darsi una scossa per ripartire e chiudere un capitolo fin troppo lungo che lascia tante, troppe ferite. Una pellicola doverosa di questi tempi, di cui si sentiva francamente il bisogno. Grazie Nanni.

*   *   *

silviodvd--140x180.jpgDi tutt’altro genere è l’ottimo documentario realizzato da Enrico Deaglio e lo staff di Diario.
"Quando c’era Silvio" ripercorre le tappe della fulminante carriera del Cavaliere, da Milano2, alla p2, alla discesa in politica, svelando tante curiosità e retroscena sulla sua villa di Arcore, il suo misterioso mausoleo, il suo stalliere amico di Cosa Nostra e tante altre chicche che hanno fatto nel bene e nel male la storia degli ultimi venticinque anni. Il dvd è disponibile nelle edicole e in tutte le librerie con annesso un opuscoletto al costo di 10 euro.
Se siete pigri all’acquisto oppure volete vederlo a tutti i costi standovene comodamente seduti a casa vostra la rete vi viene in aiuto: è possibile guardarlo direttamente da questo link restando collegati ad internet. Dura un’ora e mezza, ma onestamente merita davvero, ed è interessante anche soltanto per conoscere tanti particolari che magari quelli della mia generazione non hanno vissuto in prima persona e ignorano completamente.

11 Responses to “Quando c’era Silvio e non c’era il Caimano”


  • Grazie per il link
    p.s. sai per caso con quale programma si possono vedere i file di tipo “Film windows”?

  • Che estensione hanno?

  • Il caimano

    Se ne parla tantissimo in Italia. Lo vedo leggendo i giornali via internet. E mi piace molto Moretti. Quando riusciro’ a vedere “Il Caimano” qui a Sydney? Non posso aspettare. Qui e’ appena arrivato (in pochissimi Cinema, forse…

  • bella recensione, zio.

  • E’ un AVI (tra parentesi: il film è “Il caimano” di Nanni Moretti) ma non riesco a leggerlo nè con Divx Player nè con Windows Media Player…

  • Stone, prova a scaricare il “google video player”, lo trovi cercandolo su google.

  • Grazie mille. Dopo aver visto il documentario “Quando c’era Silvio” mi sono stupito che ci sia ancora qualcuno che voti per Berlusconi…

  • bella recensione! Concordo su tutto tranne che il film parli anche di un’Italia “capace di provare a darsi una scossa per ripartire e chiudere un capitolo fin troppo lungo che lascia tante, troppe ferite.” Non mi pare proprio che questo emerga dal film, anche se girano un pezzo del Caimano, alla fine.
    Ma la scena all’uscita dal tribunale (con tutta la scena di impersonificazione Moretti-Berlusconi) lascia presagi molto inquietanti, altroché.

    Ah, grazie del link, sono pigro, e ne farò sicuramente uso! 🙂

  • L’italia che si da una mossa è quella impersonata da Jasmine Trinca, non certo dal disordinato regista Orlando (che berlusconi l’ha votato!) o dal produttore polacco pronto a scappare appena manca l’attore principale… 😉

  • Sì, hai ragione, forse quella è l’unica speranza nel film. Specialmente considerato che si tratta di una ragazza giovane.
    Ma a me pare decisamente una voce fuori dal coro, che confrontata con gli altri appare quasi utopica. Non sarà mica poi casuale che sia una lesbica che ha una figlia con la compagna (a parte l’occasione per toccare un tema attuale e controverso…)? Una minoranza direi. Una “diversa”, appunto.

  • Sparito il video di Deaglio, dopo averlo visto ho provato a consigliarlo ad alcuni amici ma è sparito! 🙂
    Che fine avrà fatto?

cribbio
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Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
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Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
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Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
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Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)